Citazione:
Originalmente inviato da alias61
ma perchè un versamento del socio o del titolare nell'azienda deve generare una sopravv. attiva?
i rapporti tra titolare e genitori nulla hanno a che fare con l'impresa, pertanto dal punto di vista fiscale l'imprenditore ha messo sue disponibilità nell'azienda (che queste disponibilità provengano da un prestito dei genitori e che questo prestito venga o meno restituito nulla importa, almeno ai fini che ci interessano) : perchè questo dovrebbe fare nascere una sopravvenienza tassabile per la ditta individuale?
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Citazione:
Originalmente inviato da danilo sciuto
Io dico che è fondamentale sostenere invece che questi soldi vengono dai genitori, e non dal socio; e questo a fini fiscali, e di riflesso (una voltatanto) civilistici.
E se poi questo importo è stato sempre iscritto in bilancio come debito ?
Solo la rinunzia DEI SOCI ai crediti è iscrivibile come versamento a fondo perduto, non anche quella fatta da non soci ....
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Bisognerebbe vedere con che modalità i genitori hanno finanziato il figliuolo: assegno/bonifico a lui, che poi lo ha girato nelle casse aziendali? O direttamente assegno/bonifico a favore dell'impresa?
Inoltre bisogna vedere se l'imprenditore eserce individualmente o in forma societaria.
Nella combinazione più complessa (bonifico sul c/c della società di cui il figlio è socio) si formalizzi una cessione di credito dalla persona dei genitori alla persona del figlio, cosicchè diventerebbe il figlio/socio il creditore della società, e a questo punto potrà rinunziare al credito generando una sopravvenienza non tassabile.
Nella combinazione più semplice (impresa individuale) si consideri che il debito sia verso l'imprenditore stesso (che si è fatto finanziare dai genitori) e quindi tale debito verso sè stesso altro non rappresenta che un incremento del patrimonio netto dell'impresa (fare scrittura DEBITI a PATRIMONIO).
Vi è un'ulteriore problematica non toccato da chi ha posto il quesito: la presunzione di redditività del mutuo in capo ai genitori.