Citazione:
Originalmente inviato da dilaw81 E’ stato dichiarato il fallimento di una società in nome collettivo e dei suoi 2 soci illimitatamente responsabili. Il bilancio della società alla data di fallimento ha iscritti crediti verso soci per prelevamenti di rilevante ammontare. Si vuol sapere se, ed in quali termini, il curatore (del fallimento sociale e personale dei soci) può procedere al recupero di dette somme ed, in particolare, se deve presentare domanda di insinuazione al passivo dei soci per il rispettivo credito. Ciò comporterebbe una situazione alquanto anomala in quanto il curatore che presenta le domande di insinuazione per conto della società nel fallimento dei singoli soci e’ al contempo chiamato ad esaminare tali domande quale curatore del fallimento dei soci in proprio.
Grazie. |
Al di là delle discuisizioni sulle funzioni degli organi fallimentari (curatore, giudice delegato, tribunale e comitato dei creditori) direi che l'importante sia capire se sono denari da recuperare alla massa fallimentare oppure se in qualche modo "rimangano fuori". Ovviamente di essendo attività della società il curatore deve procedere a porre in essere tutte le azioni necessarie al recupero. In ogni caso anche in caso di incompatibilità nelle funzioni interverrebbe il giudice delegato ma mi pare davvero il minimo. Tra l'altro basterebbe osservare se il passivo supera di gran lunga la somma dell'attivo della società e dell'attivo (anche personale) dei singoli soci diventerebbe davvero una perdita di tempo tenere sotto osservazione il recupero dei crediti verso soci (che ripeto ovviamente si sono crediti per cui il curatore dovrà attivarsi).