Discussione: Iva e Restauro
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Vecchio 13-12-2007, 01.00.39
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dpzzz is on a distinguished road
Predefinito Iva e Restauro

Vorrei sottoporre alla Vostra attenzione alcuni quesiti.

1- Sto ristrutturando una casa ed il mio geometra ha presentato una D.I.A. per restauro e risanamento conservativo. Non riesco a capire se ho diritto all’agevolazione straordinaria dell’IVA al 10% come da
1a) – lettera b) del comma 387 della Finanziaria che proroga al 31 dicembre del 2007 l’Iva agevolata del 10% (prevista dall’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488)

e dunque devo applicare l' iva agevolata al 10% solamente alle prestazioni di servizi comprendenti manodopera e forniture di materiali e beni purché questi ultimi non vadano a costituire la parte più importante del lavoro nel suo insieme. Con attenzione ai lavori in cui ha predominanza il singolo bene (o più) rispetto al valore della manodopera perché l' aliquota iva agevolata al 10% si applica solo fino alla concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi stessi.

Considerando inoltre che beni di "valore significativo", individuati da decreto ministeriale, sono tassativamente i seguenti:

- ascensori e montacarichi
- infissi esterni ed interni
- caldaie
- videocitofoni
- apparechciature di condizionamento e riciclo aria
- sanitari e rubinetterie da bagno
- impianti di sicurezza
oppure visto che si tratta di Restauro e risanamento conservativo devo applicare l’IVA al 10% ordinaria come da

1b) - D.P.R. 633/72 che nella tabella A, parte III, n.127-terdecis e 127-quaterdecis assegna l’iva al 10% ai lavori di cui all’ art.31, legge 05/08/1978, n. 457 lettere c e cioè interventi di restauro e risanamento conservativo.

Dunque applicare a tutti i lavori, indipendentemente dalla predominanza dei beni, l’IVA al 10% con esclusione delle materie prime e dei semilavorati. Mantenendo comunque la distinzione tra manodopera e beni (entrambi con IVA al 10%) solo per aver diritto alle agevolazioni del 36% oppure del 55% sull’IRPEF.
Oltre a ciò mi necessitano ulteriori chiarimenti.

2 - Se il DIA recita “interventi restauro e di risanamento conservativo” ogni intervento ricade in questa categoria? Mi spiego in base alla legge 457 del 5 agosto 78 art. 31 punto c interventi di restauro e di risanamento conservativo, sono quelli
rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio.

Pertanto, io penso, possano ricadere in tale definizione tutti gli interventi da me sostenuti. Oppure alcune categorie di interventi sono comunque escluse indipendentemente dalla natura dell’intervento generale?

Se così fosse come distinguere gli interventi? Esistono delle tabelle?

3- Nel caso dovessi applicare l’agevolazione straordinaria dell’IVA le inferriate alle finestre sono considerate “impianti di sicurezza”?

4 – Nel caso dovessi applicare l’IVA ordinaria cosa è considerato materia prima e semilavorato?

5 – Posto che per avere diritto alla detrazione IRPEF del 36% bisogna comunque distinguere tra beni e manodopera in fattura, un eventuale errore in merito all’aliquota IVA da applicare fa decadere i benefici detrattivi del 36% o del 55%?

6 – In merito alla detrazione IRPEF del 36%. Se nelle fatture di acconto non è distinta la manodopera e il bene ma lo è solo nella fattura di saldo sono salvi i benefici? È corretta e vigente l’interpretazione data nella risoluzione N. 167/E del 12 luglio 2007 che recita:

la scrivente esprime l'avviso che non sia causa di decadenza l'assenza di tale indicazione nella fattura d'acconto, fermo restando l'obbligo di evidenziare il costo della manodopera nella fattura emessa a titolo di saldo
7 – Sempre in merito alla detrazione IRPEF del 36%. Se il primo acconto è stato fatto con bonifico privo dei requisiti di legge (P.Iva e Cod. Fisc.) posso comunque detrarre gli importi successivi e solo quelli o tale errore compromette tutta la pratica?

8 - Sempre in merito alla detrazione IRPEF del 36%. Se supero il limite massimo di spesa di 51.645,69 il tecnico deve dare comunicazione al centro operativo di Pescara. Nel modulo della comunicazione va dichiarato anche l’ammontare complessivo dei lavori. È necessaria questa ultima voce? Mi spiego come devo calcolare l’ammontare complessivo dei lavori? Computo anche quelli che godono di altri benefici (detrazioni al 55% per risparmio energetico) oppure quelli che non ne godono nessuno (i primi acconti fatti con bonifico sbagliato)? Oppure computo solo quelli immessi nella pratica del 36%? Non è sufficiente (per non cadere in errore) fare una dichiarazione generica di superamento di quel tetto di spesa
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