Grazie per le risposte; il pagamento era stato effettuato con la banca aziendale e quindi tutti i conti quadravano; me ne sono accorto in sede di dichiarazione perché (conoscendo il vulcanico soggetto, che paga due volte i fornitori e non incassa i clienti di un anno) ho voluto ristampare personalmente tutte le quietanze dal cassetto fiscale; sembra che il problema sia sorto perché ha usato (malamente) per la prima volta il programma automatico per la stampa dell'F24 e - dato che non controlla mai quello che fa, anche perché stracarica di lavoro - l'ha portato in banca senza accorgersi dell'errore.
All'AdE mi hanno fatto vedere a video che non si poteva cambiare il dato relativo al contribuente fino a quando non viene elaborata la dichiarazione; il problema è che se anche la responsabilità è dell'impiegata, la palla passa a me come consulente una volta che è emerso; in effetti, come segnala Contabile, dovrebbe essere proprio come mi ha detto l'AdE, ma trattandosi di una cifra di svariate migliaia di euro non vorrei che l'AdE cambiasse parere con la prospettiva di incamerarsi il versamento perché passati i due anni, quindi intendo avere in mano qualcosa di scritto che dimostri che mi sono mosso a tempo debito (d'altronde è evidente che si tratta di un errore formale, essendo il versamento fatto con la banca dell'azienda, da parte dell'amministratore unico che non ha partita IVA e proprio per il debito aziendale del mese risultante dalla contabilità).
Penso che seguirò il suggerimento di recarmi nuovamente all'AdE e poi farò una raccomandata "autoverbalizzante" di quello che è stato detto, in modo che in un'eventuale controversia abbia almeno traccia di quel che è stato fatto.
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