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Vecchio 03-06-2008, 11.32.51
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Allego quanto rispostomi dall'amico collega dott. Malagoli, che ringrazio, cui ho richiesto un parere in merito

La questione è effettivamente rilevante e la soluzione dovrebbe dipendere dal capire se esiste e quale sia la differenza tra una detrazione d'imposta ed un credito d'imposta.
Personalmente ritengo che essendo un beneficio economico che riceve una impresa, che addirittura abbatte un Suo debito, esso deve avere piena rappresentazione a bilancio esattamente come si fa per gli altri crediti d'imposta ricevuti (CSSN e carbon tax o accise degli autotrasportatori o la nuova ricerca e sviluppo ecc.).
Assimilandolo ad un credito d'imposta, seppur formalmente erogato ad abbattimento delle imposte e quindi a primo acchito in conto esercizio da classificare a rettifica della voce 22 del C.E., ritengo si tratti nella sostanza di un contributo in conto impianti in quando assolutamente discendete da essi.
Le tecniche in questo caso sono solitamente le due classiche (escludo le varianti):
- capitalizzazione dell'investimento al costo storico rettificato dal contributo con conseguenti minori ammortamenti
- capitalizzazione del costo lordo, utilizzo della tecnica del risconto passivo e contrapposizione nel corso del periodo d'ammortamento nelle voci B.10 di ammortamenti a quote di contributo.
Da altro canto si registrerebbe un credito (o minor debito) vero e proprio verso l'erario da scomputarsi nei periodi di detrazione.
Logicamente la questione si complicherebbe e dovrebbe coinvolgere le sopravvenienze allorquando l'impresa fosse in perdita e la detrazione andasse persa.
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"Medito una pausa di riflessione che è l'anticamera del distacco". Anonimo
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