Citazione:
Originalmente inviato da GiovanniGTS
In effetti trattasi di permuta in quanto si realizza l’effetto del trasferimento immediato della proprietà attuale dell’area in cambio della cosa futura: permuta fra un bene esistente (l’area edificabile) con un bene futuro (gli appartamenti nel fabbricato da costruire).
In altri termini, trattasi di premuta qualora venga "esplicitamente adoperata la parola «permuta» proprio per sottolineare con tale appropriato termine, avente una sua propria e tipica valenza, l’intenzione di scambiare una cosa già esistente (l’area edificatoria) con una futura (la realizzanda costruzione sull’area stessa)" (Cass. 05/28479).
Se invece viene fatto espresso "riferimento ad un futuro contratto di vendita dell’immobile da costruire distinto dalla << presente promessa >>" (Cass. 05/28479) allora il contratto si configura non come permuta ma come contratto misto di vendita-appalto.
Dal punto di vista contabile concordo sul fatto che non sia possibile contabilizzare attività non ancora venute ad esistenza, pertanto vorrei procedere in tal modo:
All'atto della stipula:
Crediti vs Costruttore @ Area (non sussistendo f.do di amm.) 10.000.000
A fine anno e in base ai SAL:
Immobilizzazioni in corso e acconti (SP Immob.) @ Crediti vs Costruttore
Prodotti in corso di lavorazione (SP Att. Circ.) @ Crediti vs Costruttore
Oppure mi conviene contabilizzare tutto a fine lavori mantenendo in bilancio il credito?
|
Quanto affermato nella precedente risposta non cambia molto di sostanza.
Ho usato il conto rimanenze, ma può benissimo essere usato il conto immobilizzazioni. Non bisogna inoltre confondere il contratto definitivo di permuta con cosa futura con quello di promessa di vendita di cosa futura: il primo produce i suoi effetti dall'inizio, il secondo dal contratto definitivo di compravendita.
Nel tuo caso quindi userei a fine anno il conto Immobilizzazioni in corso e acconti, descrivendo analiticamente nella nota integrativa quanto accaduto.