Citazione:
Originalmente inviato da 1b3rt0
Ciao a tutti.
Mia moglie ha acquistato nel 2001 una casa e per far questo ha richiesto un mutuo ventennale alla sua banca. La rata derivante dal mutuo richiesto (circa 750 EUR mensili) ha impedito alla banca di erogare il mutuo a fronte del solo stipendio di mia moglie (dipendente PA) e quindi sono intervenuto anch'io (lavoratore autonomo). In sostanza il mutuo è cointestato a me e a mia moglie mentre la casa è intestata solo a mia moglie. Mia moglie può detrarre dall'IRPEF ogni anno il 19% degli interessi passivi ma solo per la sua quota di mutuo, pari al 50% della rata.
Io invece, secondo il mio commercialista non posso farlo, perché la casa non è intestata a me.
Questo l'interrogativo:
Dal momento che io non posso detrarre il 19% degli interessi passivi perché, non essendo intestatario della casa, non posso dichiarare che servono a finanziare l'acquisto della mia abitazione principale, perché mia moglie non può detrarre per l'intero ammontare del mutuo dal momento che il mio supporto è, diciamo così, 'coatto' (dalla banca, ovviamente) e che, dal punto di vista della nostra famiglia la cifra sborsata ogni mese incide sul bilancio comune?
C'è un modo per evitare che quegli interessi passivi ingrassino solo la banca?
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In nessun caso la moglie può detrarre la quota di interessi passivi di competenza del marito.
Il marito non ha infatti la proprietà dell'immobile e non ha quindi diritto alla detrazione; anche se fosse fiscalmente a carico della moglie, non può trasferire a questa la propria quota di detrazione in quanto, appunto, non ne ha diritto per mancanza di un requisito sostanziale.
In sostanza, considerando che il marito non è fiscalmente a carico della moglie, quest'ultima può detrarre:
il 19% degli interessi passivi di propria competenza (su un importo massimo che attualmente è di Euro 2.000).
Preciso che tale caso è già stato trattato in apposita risoluzione ministeriale.
Ciao.