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Scusatemi se posto questo argomento ma non di solo Fisco si vive.
Per dolorosa esperienza del recentissimo passato la storia di ELUANA ENGLARO mi ha colpito. Non è come il caso WELBY. Ritengo stia passando inosservata nonostante qualche commento giornalistico radio televisivo. Ho letto con attenzione e piacere l'articolo di Carrubba sul Sole di Oggi. Mi sono a lungo soffermato su questo passo "......invocare il diritto supremo alla vita sarebbe improprio quando, come nel caso di Eluana, la vita non è esistenza consapevole" Sono convinto che a prescindere dal condividere o meno quanto i giudici hanno stabilito si sbagli comunque; tuttavia da stamane mi chiedo e questo dubbio mi torna sempre più prepotentemente in testa cosa è "la vita intesa come esistenza consapevole?" Se a suo tempo Eluana espresse il convincimento, qualora si fosse trovata in detta situazione, di non venire tenuta artificialmente in vita era a quel tempo la sua vita "esistenza consapevole"? Mille risposte e mille altre domande possono nascere ma il dramma che vive la famiglia di Eluana è "vita di esistenza consapevole"? La mia dolorosa esperienza del recentissimo passato mi porta ad essere favorevole a che "questo atto di amore" che il padre vuole regalarle abbia corso. Non è una condanna a morte. Bisogna, a mio avviso, avere rispetto di questo del dolore e del dramma della famiglia. |
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ho letto il tuo messaggio, debbo dirti che a volte fa piacere uscire, anche solo per un attimo, dalla nostre problematiche lavorative. Non esprimo un parere, ti dico quello che a tutti i membri della mia famiglia ripeto quasi ogni giorno: vivere per me significa poter godere delle cose che la vita ci offre, vedere, parlare, abbracciare i propri figli e gli altri familiari; leggere, scrivere
mangiare o non mangiare secondo le nostre esigenze. Soprattutto credimi almeno per me mantenere la propria dignità di persona fino alla fine dei nostri giorni. Ti dico, solo ipotizzare che una persona terza, fosse anche mia figlia, dovesse cambiarmi il pannolone,sarebbe per il massimo dell'umiliazione. Dunque, non vorrei assolutamente vivere da vegetale. E' ovvio che l'idea generalizzata dell'eutanasia mi spaventa, mi spaventa l'uso che gli " uomini " potrebbero farne. Sono però convinta che una regolamentazione sul TESTAMENTO BIOLOGICO sarebbe necessaria. ciao silvia |
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Anche io penso che quella attaccati alle macchine non sia "vita", è per questo che ho scritto e detto a tutti i miei familiari che, se mai sarà, la spina dovrà essere staccata. Lo considero il mio atto di amore verso di loro per non condannarli a a non vivere la loro "vita" per assistere me... che comunque già non ci sono più!
Ciao, Kismet |
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credo che nessuno avrà il coraggio di scrivere che è giusto, corretto e doveroso nn spegnere le macchine per lasciare la pace a queste persone che adesso vivono solo un logorante tormento ... ma tant'è che poi il bigottismo senza il fegato di manifestarsi esiste sempre, brutta piaga ha l'italia da scrollarsi di dosso, cercare un po' di quiete, cercare il non star male ... nn sa da fare
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IMVHO,
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sono daccordo con voi.
tuttavia, guardando la cosa da altra angolazione, non è - per me - così facile ed immediata una risposta! l'idea di "staccare la spina" che tiene ME attaccata alla vita per cessare di soffrire (?) e di far soffrire o comunque per non dover vivere come un vegetale è assolutamente automatico, addirittura istintivo. Se dovessi prendere una decisione di questo tipo riguardo a qualcuno che mi è caro.. non so se sarei capace di condividere questa stessa scelta. non riesco nemmeno ad immaginare lo strazio che una scelta di questo tipo possa generare in una persona. Non riesco a vedere come poter legiferare su un argomento così soggettivo e personale.
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"Alcune persone sognano cose importanti, altre stanno sveglie e le fanno". |
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Citazione:
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IMVHO,
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Intorno a questa storia si parla molto ed i pareri che ne scaturiscono sono i più disparati.Comprendo benissimo lo stato d'animo di quel padre che per 16 lunghissimi anni è rimasto al capezzale della figlia ormai "morta". Ognuno di noi può aver espresso , in piena convinzione, di non accettare di "vivere" appesa ad una macchina , incapace di qualsiasi forma vitale.
Ma è pur vero che quando ci si trova malati, purtroppo, di una brutta malattia che non dà scampo, ti viene una gran voglia di vivere, ti attacchi a tutto, fai anche da cavia per nuove sperimentazioni mediche e non vorresti mai che ti interrompessero le cure perchè tanto non c'è più nulla da fare. Ma è anche vero che questi sentimenti vengono prodotti da una mente, cmq, lucida , attiva, cosciente , combattiva, cosa che non è presente in Eluana, ormai ridotta ad un povero vegetale ( con tutto il rispetto per lei). Sono, pertanto, favorevole alla sentenza del tribunale , però vorrei dire che se mi travassi in quella situazione (mi è capitata una simile con mia madre ) non so come mi comporterei e se avessi il coraggio di staccare la spina! |
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