Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: cedere un'attività

  1. #1
    Lorenzo82 è offline Junior Member
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    1

    Predefinito cedere un'attività

    Buongiorno a tutti, spero possiate aiutarmi.
    La situazione è la seguente, eredito da mia madre un'attività che ora intendo vendere in quanto non sono in grado di mandarla avanti.
    Una volta effettuata la successione cosa bisogna fare per venderla?
    Si tratta di vendere l'attività (avviamento) non le mura perchè siamo in affitto.
    Venerdì ho appuntamento con il commercialista il quale sostiene che non è semplice venderla perchè ci vuole una persona del mestiere (si tratta di un'attività di parrucchiera) che si apra una partita IVA, e per fare la valutazione ci va una persona competente...non ci capisco nulla.
    Ora mi chiedo..perchè? Non sono i commercialisti che hanno tutto sottocontrollo a dover effettuare queste operazioni??Non capisco..
    Il commercialista ha effettuato una valutazione fiscale ma il notaio oltre a quella ha bisogno della valutazione dell'avviamento. Chi deve farla?
    Inoltre la partita IVA di mia madre è ancora aperta, l'agenzia delle entrate dice che può rimanere aperta per un periodo di sei mesi dal decesso.
    Sinceramente non ci capisco più nulla.
    Oltre al dolore bisogna affrontare tutte queste problematiche e chi non ne capisce non sa neanche se si può fidare del proprio commercialista..
    Grazie.

  2. #2
    Speedy è offline Senior Member
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo82 Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti, spero possiate aiutarmi.
    La situazione è la seguente, eredito da mia madre un'attività che ora intendo vendere in quanto non sono in grado di mandarla avanti.
    Una volta effettuata la successione cosa bisogna fare per venderla?
    Si tratta di vendere l'attività (avviamento) non le mura perchè siamo in affitto.
    Venerdì ho appuntamento con il commercialista il quale sostiene che non è semplice venderla perchè ci vuole una persona del mestiere (si tratta di un'attività di parrucchiera) che si apra una partita IVA, e per fare la valutazione ci va una persona competente...non ci capisco nulla.
    Ora mi chiedo..perchè? Non sono i commercialisti che hanno tutto sottocontrollo a dover effettuare queste operazioni??Non capisco..
    Il commercialista ha effettuato una valutazione fiscale ma il notaio oltre a quella ha bisogno della valutazione dell'avviamento. Chi deve farla?
    Inoltre la partita IVA di mia madre è ancora aperta, l'agenzia delle entrate dice che può rimanere aperta per un periodo di sei mesi dal decesso.
    Sinceramente non ci capisco più nulla.
    Oltre al dolore bisogna affrontare tutte queste problematiche e chi non ne capisce non sa neanche se si può fidare del proprio commercialista..
    Grazie.
    Pur prendendo atto della tua situazione, devi tenere presente che:
    = non sono i commercialisti che prendono le decisioni per l'imprenditore ma rivestono soltanto la qualifica di consiglieri
    = una azienda può essere ceduta a terzi, ma occorre trovare qualcuno che sia interessato ad acquistarla
    = la valutazione dell'avviamento tiene conto della clientela esistente e dei possibili vantaggi in capo all'acquirente. Non vi sono formule fisse per determinarlo, in quanto si deve tenere conto di molteplici variabili da valutare caso per caso
    = devi fidarti del tuo commercialista. Se non ti fidi di quello attuale, trovane un altro ma affidati comunque ad un professionista esperto
    Ciao

  3. #3
    Zivass è offline Junior Member
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    May 2007
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    1

    Predefinito Calcolo avviamento

    Ho seguito questa discussione in quanto mi trovo nella stessa condizione. D'accordo trovare persone competenti, ma è giusto calcolare l'avviamento basandosi sul fatturato annuo? Ad esempio se una attività fattura circa 300.000 euro all'anno, contando su un ricavo netto pari a circa il 20% del totale: l'avviamento può essere equipollente al fatturato di un anno, due anni, tre anni.....???

  4. #4
    Speedy è offline Senior Member
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Zivass Visualizza Messaggio
    Ho seguito questa discussione in quanto mi trovo nella stessa condizione. D'accordo trovare persone competenti, ma è giusto calcolare l'avviamento basandosi sul fatturato annuo? Ad esempio se una attività fattura circa 300.000 euro all'anno, contando su un ricavo netto pari a circa il 20% del totale: l'avviamento può essere equipollente al fatturato di un anno, due anni, tre anni.....???
    Certamente no.
    L'avviamento nella pratica (senza entrare nel merito di complicate formule matematiche) corrisponde all'utile netto dell'esercizio, al lordo degli oneri finanziari e degli oneri fiscali, moltiplicato per un certo numero di anni (di solito da 1 a 5).
    La scelta del coefficiente dipende da numerosi fattori soggetti alla trattativa delle parti.
    In campo tributario spesso l'ade applica il coefficiente 3, ma con adeguate giustificazioni si può trattare al ribasso.
    Ciao

  5. #5
    renato78 è offline Junior Member
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    1

    Predefinito sono nuovo non capisco ancora come funziona il forum!

    Buongiorno, chiedo scusa, ma quello che scrivo non c'entra nulla con la Vostra discussione, ma come scrivevo non capisco ancora come fare x scrivere una domanda ex nova da porre.

    La scrivo qui e spero che qualcuno mi possa aiutare: Chi riceve solo la pensione di guerra 3.600 euro annuo, è considerato a carico dei propri figli (donna di anni 92 non autosufficiente) o pur superando il limite dei famosi 5 milioni di lire è da considerarsi con reddito capiente e quindi autosufficiente?

    grazie e scusate ancora

  6. #6
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto è offline Administrator
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    Predefinito

    Se la pensione di guerra è esente da Irpef, sei a carico, altrimenti no.
    Per informazioni sul funzionamento del forum devi solo scrivere a info@commercialistatelematico.com dove sono a disposizione per risolvere tutti i problemi !

    ciao

    Citazione Originariamente Scritto da renato78 Visualizza Messaggio
    Buongiorno, chiedo scusa, ma quello che scrivo non c'entra nulla con la Vostra discussione, ma come scrivevo non capisco ancora come fare x scrivere una domanda ex nova da porre.

    La scrivo qui e spero che qualcuno mi possa aiutare: Chi riceve solo la pensione di guerra 3.600 euro annuo, è considerato a carico dei propri figli (donna di anni 92 non autosufficiente) o pur superando il limite dei famosi 5 milioni di lire è da considerarsi con reddito capiente e quindi autosufficiente?

    grazie e scusate ancora

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