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  #1 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 12.59.13
Senior Member
 
Data registrazione: 19-07-2007
Residenza: Firenze
Messaggi: 6,246
Niccolò is on a distinguished road
Invia un messaggio via MSN a Niccolò
Predefinito Valore della cultura

Abbasso il livello del titolo ad un argomento economico, senza voler entrare nei tariffari, nelle liberalizzazioni, nelle riforme e quant'altro.

Ogni professionista determina le parcelle in base alla complessità dell'incarico conferito, tuttavia presumo che nessuno abbia una conoscenza completa della propria materia. Mi chiedo, se ed in che misura, il costo delle proprie lacune professionali finisce per ricadere sulla clientela. Traducendo il tutto: se io non mi sono mai occupato di agricoltura e viene da me un contadino per una pratica, per colmare le mie lacune sono costretto ad impiegare tot di tempo. Quel tot di tempo, lo paga il cliente, lo pago io, ce lo dividiamo?

Il concetto se analizzato in superficie è banale, ma entrando in profondità, quanta della cultura di un professionista viene pagata dai clienti?
__________________
Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. (Nagib Mahfuz)
Se le cose fiscali fossero semplici, chi avrebbe bisogno del Commercialista? (..)
Niccolò
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  #2 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 13.09.02
Senior Member
 
Data registrazione: 26-11-2007
Residenza: PALERMO
Messaggi: 746
studiocontabileab is on a distinguished road
Predefinito

Un cliente che si rivolge a un professionista vuole la soluzione ai suoi problemi e poco gli importa che il professionista magari di quella materia non è molto preparato in quanto tanti altri professionisti potrebberlo essere a prezzi anche inferiori. Penso che la cultura gravi solo sui professionisti in qualità di investimento non solo per crearsi un portafoglio clienti ma soprattutto per mantenerlo.
__________________
Dottore commercialista e revisore legale in Palermo
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  #3 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 13.09.50
Senior Member
 
Data registrazione: 12-09-2006
Residenza: Matera
Messaggi: 3,422
Enrico Larocca is on a distinguished road
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Predefinito

ciao Niccolò,

per me paga il cliente che mi ha chiesto di occuparmi della sua pratica. Altrimenti deve risolversele da sole le pratiche e nel farlo (ammesso che ne abbia le capacità) dovrà valutare il tempo da impiegare per la formazione e il rischio di autogestire questioni che nulla hanno a che fare con la sua attività principale.

Indipendetemente dal mio livello di conoscenza del tema (altro, medio o basso) il tempo che impiego qualcuno me lo deve pagare; diversamente vado a farmi una passeggiata piuttosto che studiare come risolvere i tuoi problemi.

Poi se ci riesco o ti creo danni per incompetenza fa parte di una faccenda che viene successivamente all'assunzione dell'incarico.

Non è che devo chiedere grazie al cliente perchè mi ha permesso di affinare la conoscenza di qualcosa che non avevo mai trattato.

Deve valutare il risultato, non come l'ho raggiunto.

Saluti
__________________
La cultura è remare contro corrente se ti fermi torni indietro di Augusto Placanica
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  #4 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 14.00.48
Administrator
 
Data registrazione: 12-09-2006
Residenza: Catania
Messaggi: 24,992
danilo sciuto is on a distinguished road
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Citazione:
Originalmente inviato da Niccolò Visualizza messaggio
Abbasso il livello del titolo ad un argomento economico, senza voler entrare nei tariffari, nelle liberalizzazioni, nelle riforme e quant'altro.

Ogni professionista determina le parcelle in base alla complessità dell'incarico conferito, tuttavia presumo che nessuno abbia una conoscenza completa della propria materia. Mi chiedo, se ed in che misura, il costo delle proprie lacune professionali finisce per ricadere sulla clientela. Traducendo il tutto: se io non mi sono mai occupato di agricoltura e viene da me un contadino per una pratica, per colmare le mie lacune sono costretto ad impiegare tot di tempo. Quel tot di tempo, lo paga il cliente, lo pago io, ce lo dividiamo?

Il concetto se analizzato in superficie è banale, ma entrando in profondità, quanta della cultura di un professionista viene pagata dai clienti?
Per me deve pagarlo il professionista.
Se lo volessi far pagare al cliente si arriverebbe all'assurdo che chi è meno preparato ha un compenso più alto di chi lo è.

D'altronde, tutto il tempo passato a studiare per noi è una sorta di avviamento.
__________________
Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !
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  #5 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 15.49.17
Junior Member
 
Data registrazione: 09-01-2012
Messaggi: 49
DottDP is on a distinguished road
Predefinito

Citazione:
Originalmente inviato da Niccolò Visualizza messaggio
Ogni professionista determina le parcelle in base alla complessità dell'incarico conferito, tuttavia presumo che nessuno abbia una conoscenza completa della propria materia. Mi chiedo, se ed in che misura, il costo delle proprie lacune professionali finisce per ricadere sulla clientela. Traducendo il tutto: se io non mi sono mai occupato di agricoltura e viene da me un contadino per una pratica, per colmare le mie lacune sono costretto ad impiegare tot di tempo. Quel tot di tempo, lo paga il cliente, lo pago io, ce lo dividiamo?
Effettivamente...a me è successo questa estate. Mi si presenta un cliente che vuole un atto costitutivo+statuto per un'associazione culturale. Ora, a parte il fatto che era LUGLIO e in studio avevamo di meglio da fare, io non avevo mai trattato l'argomento prima di allora, né dal punto di vista civilistico, né da quello fiscale e nemmeno a livello di leggi comunitarie o particolari. Eppure il mio Dominus (pure lui poco ferrato sull'argomento...) decide di prendere il cliente e così mi tocca mettermi a studiare la materia e a redarre gli atti richiesti. Tralasciando il fatto che siamo ancora in attesa dell'incasso della relativa parcella, il mio punto di vista, allora come oggi, è il seguente: il mestiere del commercialista abbraccia una molteplicità di ambiti tale che è impossibile conoscere tutto. E' vero che ogni novità rappresenta uno stimolo ad imparare qualcosa di nuovo, ma è altrettanto vero che l'investimento di tempo deve essere adeguatamente ripagato. Imparare a gestire un cliente nuovo talvolta richiede troppo tempo rispetto all'utilità che può portare. Naturalmente, l'investimento di tempo sarà produttivo quando altri clienti con problematiche simili verranno a bussare alla nostra porta. In caso contrario parte del tempo che abbiamo dedicato a documentarci e ad acculturarci sarà un costo che ricadrà esclusivamente su di noi.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 15.52.14
Senior Member
 
Data registrazione: 13-01-2009
Residenza: Imperia
Messaggi: 1,492
La matta is on a distinguished road
Predefinito

.... estattamente. Tanto più che, pressata da nozioni successive, la mente tende a dimenticare ciò che non si usa. E, soprattutto, non è detto che ciò che si sa oggi sia ancora valido domani, anzi. Probabilmente verrà sovvertito da successiva legislazione prima ancora che riusciamo a metterlo in pratica!
__________________
Sarò pure un Senior Member, ma seppur con tanti anni di anzianità, sono solo un'impiegata: quello che dico è da prendersi con le molle e ben più di un grano di sale. Sempre!
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  #7 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 17.18.00
Administrator
 
Data registrazione: 12-09-2006
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Messaggi: 24,992
danilo sciuto is on a distinguished road
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Citazione:
Originalmente inviato da DottDP Visualizza messaggio
E' vero che ogni novità rappresenta uno stimolo ad imparare qualcosa di nuovo, ma è altrettanto vero che l'investimento di tempo deve essere adeguatamente ripagato. Imparare a gestire un cliente nuovo talvolta richiede troppo tempo rispetto all'utilità che può portare. Naturalmente, l'investimento di tempo sarà produttivo quando altri clienti con problematiche simili verranno a bussare alla nostra porta. In caso contrario parte del tempo che abbiamo dedicato a documentarci e ad acculturarci sarà un costo che ricadrà esclusivamente su di noi.
Dimmi un po': a questo cliente l'avete detto che non avete idea di come si faccia l'atto costitutivo per una associazione culturale ?
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  #8 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 17.29.05
Junior Member
 
Data registrazione: 09-01-2012
Messaggi: 49
DottDP is on a distinguished road
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Citazione:
Originalmente inviato da danilo sciuto Visualizza messaggio
Dimmi un po': a questo cliente l'avete detto che non avete idea di come si faccia l'atto costitutivo per una associazione culturale ?
ah, bella domanda! RISPOSTA: a volte i Dominus si occupano di public relations!!!
Comunque un'idea e un documento simile da cui partire ce li avevamo...mancava il tempo per studiare la disciplina!!
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  #9 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 17.35.12
dod dod non è connesso
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Data registrazione: 12-05-2010
Messaggi: 285
dod is on a distinguished road
Predefinito

io dico semplicemente che i due pilastri fondamentali su cui si regge una professione sono il sapere (costantemente aggiornato) e l'esperienza (per evitare danni al prossimo). Il sapere è un investimento che ogni singolo professionista mette in conto a prescindere dall'incarico.
Se in studio mi arriva il contadino e non mi occupo di agricoltura di sicuro non sarò al corrente della normativa secondaria e delle varie circolari ma per lo meno se conosco il diritto commerciale sono in grado di interpretare l'art. 2135 del c.c.
__________________
Dottore Commercialista
Revisore Contabile
Docente di Marketing
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  #10 (permalink)  
Vecchio 27-01-2012, 18.06.45
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Data registrazione: 12-09-2006
Residenza: Catania
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danilo sciuto is on a distinguished road
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Citazione:
Originalmente inviato da DottDP Visualizza messaggio
ah, bella domanda! RISPOSTA: a volte i Dominus si occupano di public relations!!!
Quindi non gliel'avete detto.
E come mai non gliel'avete detto se è giusto - come dite - che lo studio di una normativa debba essere a carico del cliente ?
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Rispondi citando
sui libri si studia... sul forum si scoprono i dubbi...

 

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