Citazione:
Originalmente inviato da Speedy
Aggiungerei, oltre al dolo ed alla colpa grave, anche la concreta complicità del consulente con il responsabile principale (cliente) nel commettere reati. Valga ad esempio il falso in bilancio compiuto dall'imprenditore con il concreto concorso del professionista, aiutando il responsabile o addirittura eseguendo di sua iniziativa azioni tendenti a commettere il reato (vedi anche Cassazione 21.10.1998 n. 12752).
Buona serata
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Preciso meglio il concetto espresso ieri sera, in quanto si pootrebbe pensare che il falso in bilancio non sia un reato tributario e quindi la mia risposta non sia attinente al quesito.
Premesso che il reato tributario è solitamente commesso dal contribuente, l’apporto del professionista consulente può in alcuni casi trasformarsi in concorso nel reato. Ad esempio:
= il procacciamento del consulente a favore del cliente di fatture false emesse da altri
= la registrazione di tali fatture nelle scritture contabili del cliente da parte del consulente, nonostante fosse consapevole della falsità di tali documenti
= il concreto supporto materiale e morale del consulente per realizzare, istigare o rafforzare nel cliente un suo proposito criminoso, ecc.
Non va infine dimenticato che, in campo tributario, il consulente che abbia concorso alla realizzazione del reato commesso da altri è sempre punibile, anche nel caso in cui il cliente non fosse più punibile.
Buon giorno.