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  #1 (permalink)  
Vecchio 07-03-2007, 16.56.36
Lorenzo3558
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Predefinito Assunzione coniuge professionista

Buon pomeriggio a tutti.
Sottopongo all’attenzione del forum la seguente problematica.
Professionista, previa richiesta alla sede Inps competente, assume alle proprie dipendenze il coniuge. L’ente richiede, oltre alla normale documentazione per l’apertura della posizione, anche una dichiarazione con la quale il coniuge-dipendente dichiara che rispetterà l’orario di lavoro indicato nella lettera-contratto d’assunzione e svolgerà la propria opera sotto le direttive del titolare dello studio.
Gli stipendi sono regolarmente pagati a mezzo bonifico bancario (dal conto studio al conto personale intestato ad entrambi). Ora, pacifica l’indeducibilità fiscale dei compensi corrisposti, il dubbio nasce da eventuali future contestazioni da parte dell’Inps in merito all'effettiva esistenza del rapporto di lavoro e, quindi, del diritto alla pensione. Il funzionario preposto, su specifico quesito, ha risposto sostenendo che “una volta aperta la posizione per l’Inps non sussistono ulteriori motivi d’indagine”, fatto salvo naturalmente, essere in grado di fornire la prova della reale prestazione lavorativa e dell’effettivo pagamento.
Tutta la normativa in materia di rapporto di lavoro è ampiamente rispettata, il coniuge svolge effettivamente la propria attività nello studio a contatto diretto con la clientela. Qualche collega ha avuto casistiche simili e con quali risultati in termini di riconoscimento del diritto alla pensione?
Da vari contatti, ho potuto appurare che le sedi Inps “viaggiano” in ordine sparso (alcune accettano di aprire le posizioni altre no).
Grazie a tutti.
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  #2 (permalink)  
Vecchio 07-03-2007, 20.43.24
Senior Member
 
Data registrazione: 28-11-2006
Residenza: Macerata
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Speedy is on a distinguished road
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Originalmente inviato da Lorenzo3558 Visualizza messaggio
Buon pomeriggio a tutti.
Sottopongo all’attenzione del forum la seguente problematica.
Professionista, previa richiesta alla sede Inps competente, assume alle proprie dipendenze il coniuge. L’ente richiede, oltre alla normale documentazione per l’apertura della posizione, anche una dichiarazione con la quale il coniuge-dipendente dichiara che rispetterà l’orario di lavoro indicato nella lettera-contratto d’assunzione e svolgerà la propria opera sotto le direttive del titolare dello studio.
Gli stipendi sono regolarmente pagati a mezzo bonifico bancario (dal conto studio al conto personale intestato ad entrambi). Ora, pacifica l’indeducibilità fiscale dei compensi corrisposti, il dubbio nasce da eventuali future contestazioni da parte dell’Inps in merito all'effettiva esistenza del rapporto di lavoro e, quindi, del diritto alla pensione. Il funzionario preposto, su specifico quesito, ha risposto sostenendo che “una volta aperta la posizione per l’Inps non sussistono ulteriori motivi d’indagine”, fatto salvo naturalmente, essere in grado di fornire la prova della reale prestazione lavorativa e dell’effettivo pagamento.
Tutta la normativa in materia di rapporto di lavoro è ampiamente rispettata, il coniuge svolge effettivamente la propria attività nello studio a contatto diretto con la clientela. Qualche collega ha avuto casistiche simili e con quali risultati in termini di riconoscimento del diritto alla pensione?
Da vari contatti, ho potuto appurare che le sedi Inps “viaggiano” in ordine sparso (alcune accettano di aprire le posizioni altre no).
Grazie a tutti.
Nella circolare 23.3.1990 numero 74 l'inps, pur non escludendo del tutto la possibilità del rapporto di lavoro dipendente con il coniuge, richiama il contenuto di alcune sentenze della Cassazione e precisamente: 20.3.1980 n. 1880, 28.4.1984 n. 2660, 19.5.1986 n. 3287.
Ciao
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  #3 (permalink)  
Vecchio 09-03-2007, 11.02.15
Junior Member
 
Data registrazione: 12-10-2006
Messaggi: 20
Livio Sanseverino is on a distinguished road
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Un collega ha in corso, per un cliente, un accertamento simile da parte dell'inps. L'ispettore minaccia di non riconoscere il contratto a tempo indeterminato. In tal caso ci sarebbe la restituzione dei contributi già versati sia per il datore che per il dipendente, e contestualmente verrebbe meno in diritto alla pensione. Probabilmente si risolverà il problema già in caso di ispezione. E' scontato l'eventuale ricorso avverso l'accertamento, ma è chiaro che il pericolo c'è.
Saluti.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 10-03-2007, 12.31.50
Lorenzo3558
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Originalmente inviato da Speedy Visualizza messaggio
Nella circolare 23.3.1990 numero 74 l'inps, pur non escludendo del tutto la possibilità del rapporto di lavoro dipendente con il coniuge, richiama il contenuto di alcune sentenze della Cassazione e precisamente: 20.3.1980 n. 1880, 28.4.1984 n. 2660, 19.5.1986 n. 3287.
Ciao
Ciao Speedy.
Grazie delle indicazioni. L'Inps ha preso posizione anche in una precedente circolare (non ho sottomano gli estremi, scusami). Correlando il tutto (circolari Inps e sentenze Cassazione) credo che laddove il rapporto instaurato sia reale (effettiva prestazione, effettivo pagamento ecc.) si possa avere un minimo di certezza sul diritto alla prestazione previdenziale.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 10-03-2007, 12.33.14
Lorenzo3558
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Originalmente inviato da Livio Sanseverino Visualizza messaggio
Un collega ha in corso, per un cliente, un accertamento simile da parte dell'inps. L'ispettore minaccia di non riconoscere il contratto a tempo indeterminato. In tal caso ci sarebbe la restituzione dei contributi già versati sia per il datore che per il dipendente, e contestualmente verrebbe meno in diritto alla pensione. Probabilmente si risolverà il problema già in caso di ispezione. E' scontato l'eventuale ricorso avverso l'accertamento, ma è chiaro che il pericolo c'è.
Saluti.
Ciao. Se ti è possibile, informami su come andrà a finire.
Grazie.
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