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Buongiorno, ho un quisito abbastanza articolato...vorrei con mio suocero aprire una srl nel settore informatico per lo sviluppo di software e per la vendita di un servizio che abbiamo ideato. Oltre al costo dell'avvio di una srl ci sarebbero quelli di pubblicità per lanciare il servizio ideato. Non avendo tale liquidità abbiamo cercato un finanziatore e abbiamo trovato due imprednitori disposti a finanziare a rischio capitale. La loro proposta è la copertura delle spese di costituzione della srl più un investimento di 200000 euro spalmati in un anno, in cambio vorebbero il 55% delle quote 27.5% uno e 27.5% l'altro. A me e a mio suocero rimarrebbero il 45%. Quello che mi preoccupa non è tanto il dare il 55% degli utili ma i rischi che corriamo avendo una quota minoritaria. Vorrei avere una consulenza da esperti del settore per capire quali possono essere i rischi e se il 55% è una quota corretta oppure no.
Grazie anticipatamente Alessandro |
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Per dare una risposta completa ed esaustiva al tuo quesito bisognerebbe scrivere un libro in merito.
In ogni caso cerchero di darti qualche di rettiva sul funzionamento delle società in parola. Innanzitutto va detto che molte decisioni che determinano proprio l'andamento della vita societaria sono prese dall'assemblea con la maggioranza assoluta dei voti del capitale sociale rappresentato nelle varie convocazioni, tipo approvazione del bilancio, nomina e revoca degli amministratori e dei sindaci,pertanto possedendo il 45% dei voti non si riesce ad entrare nel merito di tali decisioni. Si pensi ad esempio quanto e rilevante la nomina dell'organo amministrativo cui sono conferiti i più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, tipo conclusione di contratti, scleta dei clienti e dei fornitori, acquisti e vendite etc etc. Tuttavia va detto che ciascun socio ha il diritto di promuovere contro l'organo amministativo azioni di responsabilità, ma si tratta di operazioni che si perdono in lungaggini burocratiche. Inoltre va detto che alcune decisioni aziendali vanno prese con il consenso di almeno la metà del capitale sociale, tipo modifica dell'atto costitutivo, nomina e revoca dei liquidatori, ed anche in questi casi con una partecipazione del 45% si è fuori dalle decisioni più importanti. quindi alla luce di quanto detto la percentuale di partecipazione posseduta da te e tuo suocero vi limita enormemente sulle scelte e strategie aziendali. posto che le decisioni più importanti verranno prese sempre dagli altri due soci. A questo punto non bisogna che confidare nella loro buona fede e nella correttezza comportamentale. Spereo di averti chiarito un tantino le idee. Buona fortuna. |
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ti ringrazio per il chiarimento, loro hanno detto che interessa solo il 55% degli utili per il resto nello statuto metteremo delle clausole tipo per sumento del capitale sarà necessario il 70% delle quote, per chiudere sarà necessario il 70% delle quote, ecc. Quali altri aspetti sarebbe bene trattare nello statuto per tutelarsi da due soci maggioritari?
grazie mille |
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L'ideale sarebbe quello di farsi affidare l'amministrazione o quantomeno di istituire un modello di amministrazione congiunta nalla quale per esempio gli amministaratori potrebbero essere rappresentati uno da te stesso e l'altro da uno dei due soci finanziatori, in tal caso tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione devono essere necessariamente compiuti col consenso di entrambi.
In tal caso anche la rappresentanza è esercitata congiuntamente, cioè con le firme di entrambi. Tale tipo di gestione costituisce un modo per tenersi sotto controllo a vicenda, anche se in alcune circostanze potrebbe comportare qualche disagio, si pensi ad esempio al caso in cui occorre sottoscrivere un contratto importante e uno dei due soci manca. Ciao e buona riflessione. |
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se vuoi puoi contattarmi a questo indirizzo e-mail giovannimessore@libero.it
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