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Abbiamo costituito una associazione con scrittura privata (non autenticata nè registrata). Dovendo organizzare un evento ci troveremo a gestire finanziamenti pubblici e privati. Ci stiamo attivando per richiedere il codice fiscale in modo da poter emettere ricevute per ogni tipo di contributo che ci verrà dato. Dal punto di vista fiscale come dovremo procedere? Ci consigliate la registrazione dell'atto costitutivo all'ufficio del registro?
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Citazione:
L'associazione viene inquadrata come ente non economico e deve richiedere soltanto il codice fiscale (esiste un modulo apposito, al quale va allegata copia dell'atto costitutivo). Tutti i contributi che l'associazione riceve, sia da privati sia da enti pubblici e privati, sono esclusi dalla imposizione diretta e indiretta purchè destinati alla attività istituzionale. Per le somme riscosse si rilascia semplice ricevuta. Alcune attività particolari (ad esempio le sponsorizzazioni) sono però considerate in ogni caso commerciali, per cui andrebbe aperta solo per tali incassi la partita iva. Per maggiori dettagli vedi l'art. 4 del dpr 633/72. Tenuto conto dei rapporti con enti pubblici, sarebbe opportuno registrare l'atto costitutivo. Ciao |
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Citazione:
Per quanto riguarda invece la contabilità interna dell'associazione, suggerisco di porre in essere una semplice contabilità finanziaria (entrate ed uscite cassa, idem banca, ecc.) da utilizzare a fine anno per redigere il rendiconto da portare all'approvazione degli associati. Non occorre vidimazione o bollatura. Ciao |
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Ciao Speedy !!
In merito alla contabilità interna, non pensi che sia meglio tenere una contabilità ordinaria, posto che l'associazione deve comunque redigere un rendiconto che, secondo alcuni, dovrebbe avere la forma del bilancio di esercizio, ancorchè non depositato (ma da esibire a richiesta di organi preposti) ? ciao Citazione:
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Citazione:
a dir la verità, nel precedente post volevo aggiungere che: ""..in relazione al volume dell'attività svolta dall'associazione ed all'importanza dell'evento organizzato, sarebbe forse opportuno porre in essere scritture contabili sistematiche (libro giornale, schede di mastro e libro inventari, magari vidimati presso notaio).."" Non l'ho fatto perchè non volevo sovraccaricare l'associazione di oneri contabili sproporzionati all'attività svolta. Nelle varie associazioni che seguo professionalmente, ho seguito tali principi cioè contabilità finanziaria semplice per le più piccole e contabilità ordinaria per quelle più grandi. Attualmente per le associazioni piccole (non riconosciute) a fine anno redigo soltanto il rendiconto finanziario, mentre per quelle più grandi (o per quelle riconosciute, con personalità giuridica) redigo il rendiconto finanziario, lo stato patrimoniale, il conto economico ed il prospetto di raccordo tra bilancio finanziario e bilancio di competenza. Ciao Ultima modifica di Speedy : 11-04-2007 alle ore 17.46.17. |
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Citazione:
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Viste le scarse informazioni si può solo azzardare qualche ipotesi…E nel ventaglio delle ipotesi non è escludibile che gli enti non commerciali senza fine di lucro, in assenza di operazioni commerciali, non sono obbligati a tenere la contabilità. Non è dato, quindi, sapere quale bilancio ed a quale organo preposto dovrebbe essere esibito… E’ da presentare ai soli associati il rendiconto della gestione redatto sulla scorta della tenuta di una contabilità interna non tenuta all’osservanza di alcuna norma di legge.
saluti. |
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Quello a cui faccio riferimento, quando parlo di bilancio e di organi preposti, è il regime agevolato di cui godono le associazioni senza scopo di lucro.
Ovviamente, se non hanno rilevanza fiscale, e se non godono di alcuna agevolazione, non si parla di obbligo di bilancio. ciao Citazione:
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Salve a tutti, devo costituire un'associazione culturale non risconosciuta e pensavo di comportarmi coma ha fatto la collega "rossa" cioè: atto costitutivo e statuto registrato pagando la tassa fissa (€ 168 + marca da bollo ogni 4 pagine), richiesta di codice fiscale in quanto svolge solo attivita istituzionale e tenuta del libro cassa, libro verbale assemblea e libro soci non vidimati. In caso di attività commerciale (es. sponsorizzazioni) richiedo la partita iva e predispongo la contabilità semplificata adottando il regime agevolato di cui alla L. 398. Il mio quesito: se vengono dati compensi per lavoro occasionale a soci e non soci (es. predisposizione presepe natalizio) devo rilasciare una ricevuta senza iva ma con ritenuta d'acconto del 20% (tenendo ovviamento in considerazione del limite di € 5.000 x iscrizione inps)?
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