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Salve a tutti. Cercando informazioni in giro per la rete ho trovato questo forum e credo che, al momento, sia l'unico punto per competenze dei partecipanti ed argomenti trattati dal quale possa trarre notizie utili. Sarò breve. Ho terminato da poco la pratica biennale forense che ha avuto taglio prettamente tributario. Preciso che è un settore che mi appassiona molto. Ma nel corso del biennio ho avuto modo di leggere dei CdL ed essere man mano sempre più attratto da questa professione (aggiungo che la mia idea iniziale era di approfondire le tematiche lavoristiche). Al momento avrei due strade. La prima, continuare sul percorso forense, iniziare a fare qualcosina con l'abilitazione alle udienze. Oppure intraprendere un nuovo praticantato su una materia che mi attira moltissimo ma probabilmente posticipando una qualsivoglia realizzazione professionale. Il fatto è che se dovessi optare per la seconda possibilità, la pratica presso un CdL non so quanto mi permetterebbe di presenziare in udienza (praticamente in commissione tributaria), di fatto rallentando ogni cosa. Consigli in merito su come bilanciare le cose? Quel che vorrei chiedere è inerente anche alla competenza tributaria. Un CdL ha dei limiti per materia? Spero di poter disturbare per altri eventuali dubbi che mi verranno in merito. Grazie. |
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Se non hai "i vincoli" di uno studio già avviato, se parti da zero in un momento in cui le soddisfazioni economiche non sono facili da raggiungere, punta su qualcosa che ti possa piacere anche in assenza di gratificazioni iniziali.
__________________ Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. (Nagib Mahfuz) Se le cose fiscali fossero semplici, chi avrebbe bisogno del Commercialista? (..) Niccolò |
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Ti ringrazio Niccolò. Contavo di intraprendere questo cammino, anche se non so quanto gestibile insieme a quello avviato. Immagino che le mie nozioni di tributario mi saranno utili, ma non so fino a che punto come CdL si possa stare in commissione tributaria ad assistere il cliente. Solo in materia di contributi o anche altro? |
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| Citazione:
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| Non so se è possibile essere iscritti (e praticanti) in entrambi gli ordini.
__________________ Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. (Nagib Mahfuz) Se le cose fiscali fossero semplici, chi avrebbe bisogno del Commercialista? (..) Niccolò |
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| Citazione:
Il problema nascerebbe sulla mia possibilità di essere in udienza (quando potrebbe capitare, dato che non è che agli inizi hai le file di clienti) e di conciliare la cosa con la pratica...Insomma, se sto da un CdL dovrei riuscire a trovare un compromesso che mi permetta di andare anche in udienza. La materia, come detto mi affascina. Il discorso del tributario lo faccio perchè mi interesserebbe sapere se è limitato. Nel senso, un avv. tributarista (se ne ha la conoscenza) può trattare ogni tipo di tributo, dalla Tarsu all'IVA...Un CdL può? Si. Ho sentito il consiglio dell'ordine. Solo la doppia pratica contemporanea è esclusa. Si può tranquillamente esercitare e praticare (almeno così mi hanno detto). |
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Ciao Cherie. Io ho svolto la pratica legale in uno studio prettamente civilistico ma che si occupa anche di tributario. Ora per la pratica preferirei un CdL piuttosto che uno studio giuslavoristico. A livello di conoscenza della contrattualistica (per esempio) un CdL dovrebbe essere più addentro di un avvocato (penso). Inoltre in uno studio legale sarei "costretto" ad occuparmi della parte contenziosa che in materia di lavoro, preferirei evitare per dedicarmi alla genesi e gestione dei rapporti di lavoro/sicurezza sul lavoro. Ma se tu mi dici che un avvocato (che ha la competenza) può fare ciò che fa un CdL (e anche di più) se non per il settore "ragioneristico" dove sta la differenza? Potresti meglio spiegarmi il motivo per il quale al COA e in facoltà erano "sconvolti"? Per quel che mi riguarda, a livello di "avvocato" vorrei occuparmi della parte tributaristica, ma per il resto sono interessato ad essere in tutto e per tutto un CdL. |
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| Citazione:
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| Citazione:
Riguardo alla tua scelta, neppure io prediligo la fase "patologica" della materia giuridica, il momento in cui l'alternativa è agire in giudizio/non tutelare i propri diritti. Per questo motivo affianco alla attività giudiziale quella stragiudiziale di negoziazione/transazione in caso di liti già sorte e quella di consulenza ad esempio in fase precontrattuale e contrattuale, perché come diceva una nota pubblicità "prevenire è meglio che curare", le persone vivono più serene, si arrabbiano meno, non si fanno la guerra per 10 anni per poi ritrovarsi con un pugno di mosche ed una notula lunga una quaresima... Se hai già finito la pratica, puoi cominciare quella di CdL, ma non abbandonare l'avvocatura, prova a fare l'esame di abilitazione. Ricominciare un altro tirocinio da zero al termine del quale è cmq necessario superare un esame, significa (secondo me) lasciare che trascorrano almeno altri due anni senza certezze. se, invece, nel frattempo provi a fare l'esame forense puoi superarlo ed avere un titolo abilitante che non scade e male non fa. |
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