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  #51 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 15.33.30
f.p f.p non è connesso
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f.p is on a distinguished road
Predefinito .. malattia operaia 2 .. la vendetta (forse!!)

... SCUSATE, ... ma adoro i serial
ironia a parte, però, vorrei riuscire a comprendere il vostro assunto.

ora il testo dell'ormai famigerato art. 59 non disciplina espressamente la malattia a cavaliere di due anni ma si riferisce genericamente all'evento malattia, precisando, tuttavia che il datore è tenuto ad integrare l'indennità dovuta dall'INPS.
nulla prevedendo per il caso specifico della malattia a cavaliere di due anni, mi sembra corretto desumere che l'integrazione c/azienda seguirà "le sorti" dell'indennità c/INPS che il datore è tenuto, appunto, ad integrare
.
peraltro, avendo l'art. 59 "collegato", con quella espressione, l'integrazione c/azienda all'eventuale integrazione c/INPS, se avesse inteso disciplinare diversamente l'indennità c/azienda rispetto alle tempistiche di quella c/INPS, lo avrebbe espressamente previsto.
proprio la mancata disciplina della malattia a cavaliere farebbe propendere per questa interpretazione. ... o no??????

.... Cedolina, Miss .. non mi lasciate sola, però eh!!!!
va bene alle critiche .. no alle mazzate da orbi!!!
__________________
"Alcune persone sognano cose importanti, altre stanno sveglie e le fanno".
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  #52 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 16.37.20
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... SCUSATE, ... ma adoro i serial
ironia a parte, però, vorrei riuscire a comprendere il vostro assunto.

ora il testo dell'ormai famigerato art. 59 non disciplina espressamente la malattia a cavaliere di due anni ma si riferisce genericamente all'evento malattia, precisando, tuttavia che il datore è tenuto ad integrare l'indennità dovuta dall'INPS.
nulla prevedendo per il caso specifico della malattia a cavaliere di due anni, mi sembra corretto desumere che l'integrazione c/azienda seguirà "le sorti" dell'indennità c/INPS che il datore è tenuto, appunto, ad integrare
.
peraltro, avendo l'art. 59 "collegato", con quella espressione, l'integrazione c/azienda all'eventuale integrazione c/INPS, se avesse inteso disciplinare diversamente l'indennità c/azienda rispetto alle tempistiche di quella c/INPS, lo avrebbe espressamente previsto.
proprio la mancata disciplina della malattia a cavaliere farebbe propendere per questa interpretazione. ... o no??????

.... Cedolina, Miss .. non mi lasciate sola, però eh!!!!
va bene alle critiche .. no alle mazzate da orbi!!!

sottoscrivo in pieno.
Del resto non avrebbe molto senso una integrazione come già specificato
scollegata dall'indennità inps.
E poi i 180 giorni dell'art. 59 non sono un valore in se, ma devono essere contestualizzati in un periodo,non ha alcun significato stabilire un numero di giorni se questi non vengono cotestualizzati in un periodo, questa contestualizzazione è 180 giorni in un anno solare come specificato da circolare inps n.145/93.
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  #53 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 16.39.35
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sottoscrivo in pieno.
Del resto non avrebbe molto senso una integrazione come già specificato
scollegata dall'indennità inps.
E poi i 180 giorni dell'art. 59 non sono un valore in se, ma devono essere contestualizzati in un periodo,non ha alcun significato stabilire un numero di giorni se questi non vengono cotestualizzati in un periodo, questa contestualizzazione è 180 giorni in un anno solare come specificato da circolare inps n.145/93.
ecco.... brava f.p.!

Hai visto cosa hai combinato??

Hai reinnescato Cedolino....
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Non discutere mai con un idiota, ti trascina al suo livello e poi ti batte con l'esperienza
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  #54 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 16.45.14
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... SCUSATE, ... ma adoro i serial
ironia a parte, però, vorrei riuscire a comprendere il vostro assunto.

ora il testo dell'ormai famigerato art. 59 non disciplina espressamente la malattia a cavaliere di due anni ma si riferisce genericamente all'evento malattia, precisando, tuttavia che il datore è tenuto ad integrare l'indennità dovuta dall'INPS.
nulla prevedendo per il caso specifico della malattia a cavaliere di due anni, mi sembra corretto desumere che l'integrazione c/azienda seguirà "le sorti" dell'indennità c/INPS che il datore è tenuto, appunto, ad integrare
.
peraltro, avendo l'art. 59 "collegato", con quella espressione, l'integrazione c/azienda all'eventuale integrazione c/INPS, se avesse inteso disciplinare diversamente l'indennità c/azienda rispetto alle tempistiche di quella c/INPS, lo avrebbe espressamente previsto.
proprio la mancata disciplina della malattia a cavaliere farebbe propendere per questa interpretazione. ... o no??????

.... Cedolina, Miss .. non mi lasciate sola, però eh!!!!
va bene alle critiche .. no alle mazzate da orbi!!!

sottoscrivo in pieno.
Del resto non avrebbe molto senso una integrazione come già specificato
scollegata dall'indennità inps.
E poi i 180 giorni dell'art. 59 non sono un valore in se, ma devono essere contestualizzati in un periodo,non ha alcun significato stabilire un numero di giorni se questi non vengono cotestualizzati in un periodo, questa contestualizzazione è 180 giorni in un anno solare come specificato da circolare inps n.145/93.
Anche perchè non si capisce come devrebbero essere questi 180 giorni secondo TUTTO LAVORO:consecutivi? come somma rispetto a quale periodo ,1 anno ,2anni?E se fosse così ,dov'è scritto?
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  #55 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 16.47.25
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Del resto non avrebbe molto senso una integrazione come già specificato
scollegata dall'indennità inps.
E poi i 180 giorni dell'art. 59 non sono un valore in se, ma devono essere contestualizzati in un periodo,non ha alcun significato stabilire un numero di giorni se questi non vengono cotestualizzati in un periodo, questa contestualizzazione è 180 giorni in un anno solare come specificato da circolare inps n.145/93.
Anche perchè non si capisce come devrebbero essere questi 180 giorni secondo TUTTO LAVORO:consecutivi? come somma rispetto a quale periodo ,1 anno ,2anni?E se fosse così ,dov'è scritto?
.... strano però che un CCNL stabilisce la possibilità di licenziamento per superamento del periodo del comporto....
e poi ti obblighi a dargli una integrazione anche dopo licenziato!
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  #56 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 16.51.52
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.... strano però che un CCNL stabilisce la possibilità di licenziamento per superamento del periodo del comporto....
e poi ti obblighi a dargli una integrazione anche dopo licenziato!

il periodo previsto per il licenziamento dal Ccnl è 10 mesi, quindi nella fattispecie in esame non è stato superato.Stiamo parlando di una malattia iniziata novembre 2007.
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  #57 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 17.43.54
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... SCUSATE, ... ma adoro i serial
ironia a parte, però, vorrei riuscire a comprendere il vostro assunto.

ora il testo dell'ormai famigerato art. 59 non disciplina espressamente la malattia a cavaliere di due anni ma si riferisce genericamente all'evento malattia, precisando, tuttavia che il datore è tenuto ad integrare l'indennità dovuta dall'INPS.
nulla prevedendo per il caso specifico della malattia a cavaliere di due anni, mi sembra corretto desumere che l'integrazione c/azienda seguirà "le sorti" dell'indennità c/INPS che il datore è tenuto, appunto, ad integrare
.
peraltro, avendo l'art. 59 "collegato", con quella espressione, l'integrazione c/azienda all'eventuale integrazione c/INPS, se avesse inteso disciplinare diversamente l'indennità c/azienda rispetto alle tempistiche di quella c/INPS, lo avrebbe espressamente previsto.
proprio la mancata disciplina della malattia a cavaliere farebbe propendere per questa interpretazione. ... o no??????

.... Cedolina, Miss .. non mi lasciate sola, però eh!!!!
va bene alle critiche .. no alle mazzate da orbi!!!
La misura e il periodo indennizzabile posto a carico del datore di lavoro è generalmente regolamentata dai CCNL del settore di appartenenza, in mancanza si applica l'art.6, comma 5, del R.D.L. 1825/24 ( L. 562/26) che cita
- anzianità di servizio non superiore a 10 anni intera retribuzione per il primo mese e 50% per i successivi due
- anzianità di servizio superiore a 10 anni intera retribuzione per i primi due mesi e 50% per i successivi quattro
la contrattazione collettiva pone, di norma, a carico del datore di lavoro un'integrazione retributiva all'indennità economica di malattia a carico dell'INPS da erogarsi secondo le previsioni degli stessi contratti collettivi.
Ciò premesso e riprendendo il caso specifico, il CCNL pone a carico del datore di lavoro un'integrazione malattia pari al 100% della retribuzione, dedotta l'eventuale indennità a carico INPS, dal 1* al 180* giorno.
Facciamo un esempio contrario, dove ci siano più eventi di malattia ma gli stessi non superino i 10 mesi previsti dal CCNL considerato periodo di comporto:
la malattia inizia il 21/12/07 e termina il 31/05/08 ( durata comlessiva 162gg. di cui 10gg. nell'anno precedente e 152 nell'anno in corso)
lo sfortunato, in data 01/07/08 subisce un infortunio non sul lavoro, perciò considerato malattia, con prognosi di 60 gg.
L'indennità di malattia è dovuta per le giornate indennizzabili comprese in un periodo massimo di 180 giorni di malattia in un anno solare. Il periodo massimo si computa sommando tutte le giornate di malattia dell'anno solare ivi comprese quelle per le quali l'indnnità non è stata corrisposta, giorni di carenza, giorni festivi ecc.ecc.
giorni 152 anno in corso più 60 giorni totale giorni 212 indennizzati inps 180, scopertura inps 32 .......stando al tuo ragionamento, per questi residui 32 gg.non essendoci" l'eventuale" indennità c/inps, la ditta non dovrebbe integrare nulla.......
dovrà invece integrare la differenza tra indennità e retribuzione per 28 gg.e per i successivi 32 giorni integrerà l'intera retribuzione. Secondo me la parola eventuale è stata inserita per i casi che potrebbero rispecchiare l'esempio dei due eventi.
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  #58 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 18.11.36
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il periodo previsto per il licenziamento dal Ccnl è 10 mesi, quindi nella fattispecie in esame non è stato superato.Stiamo parlando di una malattia iniziata novembre 2007.
Credo che la discussione abbia superato il caso specifico,ora si tratta
di interpretazioni,
di principi legislativi,
di norme ecc.ecc.
xchè potresti ogni giorno trovare il "caso" e xchè ogni ccnl prevede delle disposizioni inerenti l'integrazione malattia, variabili da contratto a contratto, mentre per le indennità la norma è sempre o quasi la stessa.
.......ho la sensazione che sei .....arrabbiato pertanto ti immagino con il fumo che ti esce dalle narici
ciao.
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  #59 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 18.46.37
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La misura e il periodo indennizzabile posto a carico del datore di lavoro è generalmente regolamentata dai CCNL del settore di appartenenza, in mancanza si applica l'art.6, comma 5, del R.D.L. 1825/24 ( L. 562/26) che cita
- anzianità di servizio non superiore a 10 anni intera retribuzione per il primo mese e 50% per i successivi due
- anzianità di servizio superiore a 10 anni intera retribuzione per i primi due mesi e 50% per i successivi quattro
la contrattazione collettiva pone, di norma, a carico del datore di lavoro un'integrazione retributiva all'indennità economica di malattia a carico dell'INPS da erogarsi secondo le previsioni degli stessi contratti collettivi.
Ciò premesso e riprendendo il caso specifico, il CCNL pone a carico del datore di lavoro un'integrazione malattia pari al 100% della retribuzione, dedotta l'eventuale indennità a carico INPS, dal 1* al 180* giorno.
Facciamo un esempio contrario, dove ci siano più eventi di malattia ma gli stessi non superino i 10 mesi previsti dal CCNL considerato periodo di comporto:
la malattia inizia il 21/12/07 e termina il 31/05/08 ( durata comlessiva 162gg. di cui 10gg. nell'anno precedente e 152 nell'anno in corso)
lo sfortunato, in data 01/07/08 subisce un infortunio non sul lavoro, perciò considerato malattia, con prognosi di 60 gg.
L'indennità di malattia è dovuta per le giornate indennizzabili comprese in un periodo massimo di 180 giorni di malattia in un anno solare. Il periodo massimo si computa sommando tutte le giornate di malattia dell'anno solare ivi comprese quelle per le quali l'indnnità non è stata corrisposta, giorni di carenza, giorni festivi ecc.ecc.
giorni 152 anno in corso più 60 giorni totale giorni 212 indennizzati inps 180, scopertura inps 32 .......stando al tuo ragionamento, per questi residui 32 gg.non essendoci" l'eventuale" indennità c/inps, la ditta non dovrebbe integrare nulla.......
dovrà invece integrare la differenza tra indennità e retribuzione per 28 gg.e per i successivi 32 giorni integrerà l'intera retribuzione. Secondo me la parola eventuale è stata inserita per i casi che potrebbero rispecchiare l'esempio dei due eventi.
Per i 32 giorni non spetta indennità inps e quindi nessuna integrazione

Per quanto riguarda l'art.59. è una questione ineludibile di lingua italiana :
"Nuovo art. 59 - Trattamento economico per malattia infortunio non sul lavoro:
In caso di malattia o infortunio non sul lavoro l'operaio avrà diritto a un'integrazione
economica in aggiunta a quella eventualmente corrisposta dall'istituto assicuratore che gli
consenta di percepire le seguenti percentuali minime........"
In lingua italiana, necessaria per interpretare qualsiasi norma del nostro ordinamento integrare significare aggiungere qualcosa a qualcos' altro
quindi :
" integrare l'intera retribuzione"
non è un concetto possibile, quindi è impossibile che una norma lo preveda.
Semmai la norma avrebbe recitato erogare( o sinonimi) mai integrare.
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  #60 (permalink)  
Vecchio 14-05-2008, 19.01.02
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dai cedo....
abbassiamo tutti i toni...

ognuno ha potuto esprimere la propria opinione, ognuno ha le proprie ragioni e non dobbiamo arrivare per forza ad una conclusione condivisa!

Io non ho letto ancora il contratto, a questo punto lo farò e (se vi interessa) vi dirò la mia!

Da quello che ho letto qui tuttavia propendo nettamente per la tesi di Tuttolavoro!

Ed e' altrettanto apprezzabile la passione con la quale porti avanti la tua tesi

Pero' ricordiamoci tutti che siamo qui per scambiarci pareri, quindi per regalarci l'un altro informazioni e spunti di ragionamento preziosi. Scherziamoci sopra, ironizziamo e sfottiamoci.....

però non offendiamoci!
Tuttolavoro, così come te, merita rispetto e stima per quanto sempre dimostrato
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