Mi trovo a dover gestire la contabilità (necessariamente ORDINARIA) di un'edicola costituita come S.R.L., che vende, oltre ai giornali, anche schede telefoniche ed altri svariati articoli "da aggio".
Come devo rilevare contabilmente queste operazioni?
Trattandosi di contabilità ordinaria per obbligo devo rilevare le singole operazioni di acquisto e vendita? E, in tal caso, posso comunque far riferimento alle singole distinte settimanali dei distributori dei giornali o adottare un regime più analitico?
Grazie sin d'ora per chi vorrà aiutarmi ...![]()
Proprio qui sta il punto ... la vendita dei giornali non è certificata da nulla. Dovrei dirgli di segnarsi giornalmente tutti gli incassi delle vendite dei singoli giornali/riviste sul registro dei corrispettivi senza che vi sia alcun documento di supporto (scontrino, r.f. o simili)?
Inoltre, devo rilevare le bollette riepilogative settimanali dei distributori come documenti di costo come se fossero fatture in art. 74?
Ultima modifica di Nemesis; 03-09-09 alle 09:18 AM
Salve,
la rilevazione delle vendite di giornali ed altri prodotti "con aggio" deve esssere rilevata a costi, ricavi e rimanenze.
Posto che nel settore in discorso, il contratto stipulato tra la società distributrice e l'edicola è un contratto estimatorio (in gergo contratto di deposito-vendita) poichè nel contratto estimatorio la proprietà dei giornali passa al momento della rivendita e poichè le rimanenze di giornali invenduti sarà oggetto di resa, le rimanenze saranno pari a zero.
Per cui per differenza tra il ricavo di vendita dei giornali e il costo di acquisto degli stessi, emergerà esattamente l'aggio.
Per le ricariche telefoniche e similari il discorso è analogo a quello dei giornali.
Saluti
Unusquisque faber fortunae suae
(Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna) di Appio Claudio
Grazie per il contributo. Dal punto di vista "concettuale" la cosa era chiara, il mio dubbio era proprio di tipo "operativo", ovvero come dire al cliente (e, di conseguenza, come operare in contabilità) di rilevare i ricavi e come rilevare i costi, non avendosi fatture nè corrispettivi nel senso "classico" del termine.
Io direi di sì, altrimenti non ti corrisponderà mai la cassa contanti. Ovviamente, devi spiegare al cliente che deve segnare tutto, al 100% senza eccezioni (compresi quelli che si porta a casa per i parenti), perchè alla fine dell'anno i ricavi meno i costi dovrebbero corrispondere all'aggio.
Giusto il ragionamento per le bollette riepilogative
Salve, per motivi che non sto qui a spiegarvi, mi ritrovo il caso di una SRL che presenta una "rimanenza" di ricariche telefoniche. Ovviamente, questa differenza tra "Merci c/acquisti ricariche" e "Merci c/vendite ricariche" non pesa sul conto economico del bilancio, ma rimane il problema dell'inserimento di questa "rimanenza" nello stato patrimoniale. E' una situazione anomala, ma visto che esiste, voi che cosa mi consigliate di fare?
Grazie
Mi scuso per aver riportato su la discussione, ma avrei bisogno di un parere, sempre in riferimento al mio messaggio precedente...
Premesso che parliamo di ricariche telefoniche immateriali, credo che sia corretto utilizzare un conto "crediti per ricariche" per rilevare gli acquisti e le cessioni delle stesse. L'eventuale credito residuo si potrà inserire in bilancio tra i crediti verso altri. Secondo voi può andare bene quest'interpretazione?