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  #11 (permalink)  
Vecchio 10-03-2010, 13.50.56
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danilo sciuto is on a distinguished road
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Furbo il ragazzo

Comunque, se lo consideri prescritto la sopravvenienza si perfeziona a 10 anni da oggi
.


Prima di allora, o c'è un docuimento con il quale rinunziano al credito, oppure vanno nell'asse.
__________________
Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !
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  #12 (permalink)  
Vecchio 10-03-2010, 13.54.19
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.


Prima di allora, o c'è un docuimento con il quale rinunziano al credito, oppure vanno nell'asse.
Appunto

Quindi, dando per scontato che nessuno scriverà niente, è un problema che per almeno 10 anni non dev'essere affrontato Ti porti dietro il debito, finchè un giorno lo stesso finirà per scomparire!
__________________
Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. (Nagib Mahfuz)
Se le cose fiscali fossero semplici, chi avrebbe bisogno del Commercialista? (..)
Niccolò
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  #13 (permalink)  
Vecchio 10-03-2010, 15.25.17
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La matta is on a distinguished road
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Appunto

Quindi, dando per scontato che nessuno scriverà niente, è un problema che per almeno 10 anni non dev'essere affrontato Ti porti dietro il debito, finchè un giorno lo stesso finirà per scomparire!
Ma il punto è: quando scompare, non genera una sopravvenienza attiva tassabile? O lo si rimborsa, o lo si incamera a titolo definitivo, mica si scappa...
__________________
Sarò pure un Senior Member, ma seppur con tanti anni di anzianità, sono solo un'impiegata: quello che dico è da prendersi con le molle e ben più di un grano di sale. Sempre!
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  #14 (permalink)  
Vecchio 10-03-2010, 15.35.28
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alias61 is on a distinguished road
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Ma il punto è: quando scompare, non genera una sopravvenienza attiva tassabile? O lo si rimborsa, o lo si incamera a titolo definitivo, mica si scappa...
ma perchè un versamento del socio o del titolare nell'azienda deve generare una sopravv. attiva?
i rapporti tra titolare e genitori nulla hanno a che fare con l'impresa, pertanto dal punto di vista fiscale l'imprenditore ha messo sue disponibilità nell'azienda (che queste disponibilità provengano da un prestito dei genitori e che questo prestito venga o meno restituito nulla importa, almeno ai fini che ci interessano) : perchè questo dovrebbe fare nascere una sopravvenienza tassabile per la ditta individuale?
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  #15 (permalink)  
Vecchio 10-03-2010, 15.38.13
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ma perchè un versamento del socio o del titolare nell'azienda deve generare una sopravv. attiva?
i rapporti tra titolare e genitori nulla hanno a che fare con l'impresa, pertanto dal punto di vista fiscale l'imprenditore ha messo sue disponibilità nell'azienda (che queste disponibilità provengano da un prestito dei genitori e che questo prestito venga o meno restituito nulla importa, almeno ai fini che ci interessano) : perchè questo dovrebbe fare nascere una sopravvenienza tassabile per la ditta individuale?
Quoto.

Se il figlio morisse prima dei genitori, avreste fatto pagare a lui le imposte su una sopravvenienza fittizia, in più i genitori dovrebbero dichiarare quella somma nell'asse ereditario (e magari pagarci anche altre imposte sopra!). Per ora si tratta di debito verso terzi, domani si vedrà
__________________
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Se le cose fiscali fossero semplici, chi avrebbe bisogno del Commercialista? (..)
Niccolò
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  #16 (permalink)  
Vecchio 10-03-2010, 15.57.44
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Quoto.

Se il figlio morisse prima dei genitori, avreste fatto pagare a lui le imposte su una sopravvenienza fittizia, in più i genitori dovrebbero dichiarare quella somma nell'asse ereditario (e magari pagarci anche altre imposte sopra!). Per ora si tratta di debito verso terzi, domani si vedrà
Oh, oh, torno adesso in ufficio e vedo che questa discussione ha preso seriamente piede. Allora dò qualche maggiore informazione per meglio inquadrare la questione: il prestito è stato fatto in più tranche e già da molto tempo: la prima tranche (50 mila €uro) nel 1999, poi un altra nel 2000 (52 mila €uro), una restituzione di 26 mila nel 2001 e altre due piccoli prestiti negli anni successivi. La questione la dovrò affrontare a breve perchè probabilmente in mio cliente ha trovato da vendere l'attività (è una autonoleggatore) per cui chiuderà l'attività e mi trovo con questa questione in sospeso.
Grazie
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  #17 (permalink)  
Vecchio 10-03-2010, 16.11.50
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Oh, oh, torno adesso in ufficio e vedo che questa discussione ha preso seriamente piede. Allora dò qualche maggiore informazione per meglio inquadrare la questione: il prestito è stato fatto in più tranche e già da molto tempo: la prima tranche (50 mila €uro) nel 1999, poi un altra nel 2000 (52 mila €uro), una restituzione di 26 mila nel 2001 e altre due piccoli prestiti negli anni successivi. La questione la dovrò affrontare a breve perchè probabilmente in mio cliente ha trovato da vendere l'attività (è una autonoleggatore) per cui chiuderà l'attività e mi trovo con questa questione in sospeso.
Grazie
Io chiuderei il conto con "Debiti verso titolare" a "Banca". Il resto sono prestiti infruttiferi tra genitori e figli (anche perchè, se non sono prestiti ma donazioni credo che 11 anni prescrivano anche le eventuali pretese fiscali).
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  #18 (permalink)  
Vecchio 10-03-2010, 16.20.43
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ma perchè un versamento del socio o del titolare nell'azienda deve generare una sopravv. attiva?
i rapporti tra titolare e genitori nulla hanno a che fare con l'impresa, pertanto dal punto di vista fiscale l'imprenditore ha messo sue disponibilità nell'azienda (che queste disponibilità provengano da un prestito dei genitori e che questo prestito venga o meno restituito nulla importa, almeno ai fini che ci interessano) : perchè questo dovrebbe fare nascere una sopravvenienza tassabile per la ditta individuale?
Io dico che è fondamentale sostenere invece che questi soldi vengono dai genitori, e non dal socio; e questo a fini fiscali, e di riflesso (una voltatanto) civilistici.

E se poi questo importo è stato sempre iscritto in bilancio come debito ?

Solo la rinunzia DEI SOCI ai crediti è iscrivibile come versamento a fondo perduto, non anche quella fatta da non soci ....



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Oh, oh, torno adesso in ufficio e vedo che questa discussione ha preso seriamente piede. Allora dò qualche maggiore informazione per meglio inquadrare la questione: il prestito è stato fatto in più tranche e già da molto tempo: la prima tranche (50 mila €uro) nel 1999, poi un altra nel 2000 (52 mila €uro), una restituzione di 26 mila nel 2001 e altre due piccoli prestiti negli anni successivi. La questione la dovrò affrontare a breve perchè probabilmente in mio cliente ha trovato da vendere l'attività (è una autonoleggatore) per cui chiuderà l'attività e mi trovo con questa questione in sospeso.
Grazie
Questa situazione rafforza ancora di più la mia tesi.
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  #19 (permalink)  
Vecchio 11-03-2010, 17.59.53
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maurichi is an unknown quantity at this point
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Io dico che è fondamentale sostenere invece che questi soldi vengono dai genitori, e non dal socio; e questo a fini fiscali, e di riflesso (una voltatanto) civilistici.

E se poi questo importo è stato sempre iscritto in bilancio come debito ?

Solo la rinunzia DEI SOCI ai crediti è iscrivibile come versamento a fondo perduto, non anche quella fatta da non soci ....





Questa situazione rafforza ancora di più la mia tesi.
perchè non vendere l'azienda con il debito?
mi spiego meglio.
è chiaro che stiamo parlando di un debito più o meno fittizio. l'azienda verrebbe venduta per un importo X (importo che sarà dato dalla differenza tra il prezzo stabilito e il valore del debito), l'acquirente si farebbe carico del debito che pagherebbe subito dopo l'acquisto dell'azienda. è chiaro che in questo caso c'è il rischio di un inadempimento da parte del nuovo acquirente quindi mi preoccuperei di ricevere uno strumento di pagamento sicuro contestualmente alla stipula dell'atto.
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  #20 (permalink)  
Vecchio 12-03-2010, 08.05.40
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L'italiano is on a distinguished road
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ma perchè un versamento del socio o del titolare nell'azienda deve generare una sopravv. attiva?
i rapporti tra titolare e genitori nulla hanno a che fare con l'impresa, pertanto dal punto di vista fiscale l'imprenditore ha messo sue disponibilità nell'azienda (che queste disponibilità provengano da un prestito dei genitori e che questo prestito venga o meno restituito nulla importa, almeno ai fini che ci interessano) : perchè questo dovrebbe fare nascere una sopravvenienza tassabile per la ditta individuale?
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Io dico che è fondamentale sostenere invece che questi soldi vengono dai genitori, e non dal socio; e questo a fini fiscali, e di riflesso (una voltatanto) civilistici.

E se poi questo importo è stato sempre iscritto in bilancio come debito ?

Solo la rinunzia DEI SOCI ai crediti è iscrivibile come versamento a fondo perduto, non anche quella fatta da non soci ....

....
Bisognerebbe vedere con che modalità i genitori hanno finanziato il figliuolo: assegno/bonifico a lui, che poi lo ha girato nelle casse aziendali? O direttamente assegno/bonifico a favore dell'impresa?
Inoltre bisogna vedere se l'imprenditore eserce individualmente o in forma societaria.

Nella combinazione più complessa (bonifico sul c/c della società di cui il figlio è socio) si formalizzi una cessione di credito dalla persona dei genitori alla persona del figlio, cosicchè diventerebbe il figlio/socio il creditore della società, e a questo punto potrà rinunziare al credito generando una sopravvenienza non tassabile.
Nella combinazione più semplice (impresa individuale) si consideri che il debito sia verso l'imprenditore stesso (che si è fatto finanziare dai genitori) e quindi tale debito verso sè stesso altro non rappresenta che un incremento del patrimonio netto dell'impresa (fare scrittura DEBITI a PATRIMONIO).

Vi è un'ulteriore problematica non toccato da chi ha posto il quesito: la presunzione di redditività del mutuo in capo ai genitori.
Rispondi citando
sui libri si studia... sul forum si scoprono i dubbi...

 

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