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  #1 (permalink)  
Vecchio 07-09-2007, 21.54.36
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francescociccio is on a distinguished road
Predefinito spese collaboratori

mi sarebbe di grande aiuto un vostro parere:
uno studio associato collabora con piccoli professionisti (ciascuno con p.iva) per lo svolgimento della propria attività.
Lo studio associato intende pagare (o rimborsare) a tali professionisti le spese di aggiornamento (partecipazione a convegni o corsi), rimborsare le spese di viaggio , vitto e alloggio ecc.. sostenute dai professionisti-collaboratori per lo svolgimento dei diversi incarichi .

Secondo me:
a) le spese di aggiornamento non sono deducibili (cioè ciascun professionista può dedurle autonomamente, ma x lo studio associato non sono inerenti , eccetto che quelle relative ai soli associati o personale dipendente/ praticanti)

b) il rimborso di spese è possibile, ma deve avvenire con fatturazione da parte del singolo professionista allo studio associato, e non direttamente (cioè intestando i documenti di spesa direttamente allo studio associato.)

condividete?

grazie per la cortese risposta
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  #2 (permalink)  
Vecchio 08-09-2007, 12.25.19
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Enrico Larocca is on a distinguished road
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Originalmente inviato da francescociccio Visualizza messaggio
mi sarebbe di grande aiuto un vostro parere:
uno studio associato collabora con piccoli professionisti (ciascuno con p.iva) per lo svolgimento della propria attività.
Lo studio associato intende pagare (o rimborsare) a tali professionisti le spese di aggiornamento (partecipazione a convegni o corsi), rimborsare le spese di viaggio , vitto e alloggio ecc.. sostenute dai professionisti-collaboratori per lo svolgimento dei diversi incarichi .

Secondo me:
a) le spese di aggiornamento non sono deducibili (cioè ciascun professionista può dedurle autonomamente, ma x lo studio associato non sono inerenti , eccetto che quelle relative ai soli associati o personale dipendente/ praticanti)

b) il rimborso di spese è possibile, ma deve avvenire con fatturazione da parte del singolo professionista allo studio associato, e non direttamente (cioè intestando i documenti di spesa direttamente allo studio associato.)

condividete?

grazie per la cortese risposta
Salve,

se ho ben capito lo studio associato si avvale di professionisti esterni per lo svolgimento di alcune prestazioni. In altri termini, parte delle pratiche viene svolta in regime di outsourcing, da profesionisti esterni allo studio associato.

Ora alla luce delle modifiche introdotte all'art. 54 comma 5 del TUIR, le spese albeghiere e di somministrazione sostenute dal committente (quindi dallo studio associato se la mia ipotesi è valida) e addebitate dal professionista esterno in fattura, possono essere integralmente dedotte dallo studio associato. Diverso è il problema delle spese di aggiornamento che se fatturate dal professionista esterno, non possono non considerarsi "non inerenti" per lo studio associato, che esternalizza parte delle pratiche professionali dello studio associato, riconoscendo ai professionisti esterni il rimborso di queste spese.

Non esiste credto una norma che stabilisca come devo organizzare i miei servizi e se ne esternalizzo una parte devo poter recuperare i costi delle prestazioni rese in outsourcing.

Comunque, occorre considerare anche l'art. 25 del DPR 600 che considera compenso anche le spese di produzione del reddito del professionista esterno oggetto di "ribaltamento" sul committente.

Saluti

Ultima modifica di Enrico Larocca : 08-09-2007 alle ore 12.28.24.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 10-09-2007, 20.24.11
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francescociccio is on a distinguished road
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ok grazie, la risposta è perfetta....mi sembra di capire in linea con la mia interpretazione....ma cerco di spiegare meglio il mio contorto "quesito": uno studio associato , con una "organizzazione" complessa (di cui tanto si è parlato ai fini dell'applicazione dell'Irap..) con il quale "collaborano" singoli avvocati che, sia pur con propria partita iva, non hanno "autonoma organizzazione", (che si avvalgono cioè delle attrezzature, delle banche dati etc etc dello studio associato e il cui volume di affari è praticamente al 100% costituito da collaborazioni professionali con lo studio associato, e che hanno il proprio studio nello stesso immobile dello studio associato) può dedurre dal proprio reddito , oltre che le spese addebitate da ciascun avvocato in fattura, oltre che i costi dei beni strumentali, delle banche dati ecc ecc....anche altri costi tipo partecipazione a corsi e convegni (da parte dei "piccoli" avvocati) facendosi fatturare direttamente dall'ente che organizza il corso l'importo dell'iscrizione, considerando inerenti tali costi in quanto facenti parte dell'organizzazione dello studio associato?

Di fatto per l'esercizio della propria attività lo studio associato si avvale in maniera sistematica sempre degli stessi avvocati (sia pure non associati ma con propria partita iva) ai quali mette a disposizione tutta una serie di mezzi utili all'esercizio dell'attività.

A parte i legittimi dubbi sulla reale natura del lavoro prestato dai singoli avvocati esterni ( lavoro autonomo o dipendente? ) , è legittimo da parte dello studio associato dedurre costi relativi all'aggiornamento dei singoli avvocati?

Spero di essere stato più chiaro nel descrivere la situazione.
Grazie.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 10-09-2007, 22.08.04
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Originalmente inviato da francescociccio Visualizza messaggio
ok grazie, la risposta è perfetta....mi sembra di capire in linea con la mia interpretazione....ma cerco di spiegare meglio il mio contorto "quesito": uno studio associato , con una "organizzazione" complessa (di cui tanto si è parlato ai fini dell'applicazione dell'Irap..) con il quale "collaborano" singoli avvocati che, sia pur con propria partita iva, non hanno "autonoma organizzazione", (che si avvalgono cioè delle attrezzature, delle banche dati etc etc dello studio associato e il cui volume di affari è praticamente al 100% costituito da collaborazioni professionali con lo studio associato, e che hanno il proprio studio nello stesso immobile dello studio associato) può dedurre dal proprio reddito , oltre che le spese addebitate da ciascun avvocato in fattura, oltre che i costi dei beni strumentali, delle banche dati ecc ecc....anche altri costi tipo partecipazione a corsi e convegni (da parte dei "piccoli" avvocati) facendosi fatturare direttamente dall'ente che organizza il corso l'importo dell'iscrizione, considerando inerenti tali costi in quanto facenti parte dell'organizzazione dello studio associato?

Di fatto per l'esercizio della propria attività lo studio associato si avvale in maniera sistematica sempre degli stessi avvocati (sia pure non associati ma con propria partita iva) ai quali mette a disposizione tutta una serie di mezzi utili all'esercizio dell'attività.

A parte i legittimi dubbi sulla reale natura del lavoro prestato dai singoli avvocati esterni ( lavoro autonomo o dipendente? ) , è legittimo da parte dello studio associato dedurre costi relativi all'aggiornamento dei singoli avvocati?

Spero di essere stato più chiaro nel descrivere la situazione.
Grazie.
Salve,

in effetti la funzione dello studio associato non è ancora molto chiara. Sembrerebbe funzionare come un centro di costo - ossia come una società di mezzi - e non anche come centro di ricavo.

Se così è non funziona in modo fiscalmente accettabile perchè non è possibile immaginare lo studio associato unicamente come centro di imputazione di spese comuni (vedi computer, banche dati professionali, personale addetto alle elaborazioni) ma occorre che esso ribalti poi tali costi (attraverso la rifatturazione a carico dei singoli avvocati ) sui singoli associati. Funzionando in questo modo non dovrebbeo esserci problemi fiscali e quindi anche il corso svolto dai singoli avvocati colloboratori, la cui spesa sia intestata allo studio associato e ribaltata sui singoli avvocati potrebbe essere legittimamente dedotta, sebbene poi sterilizzata attraverso la rifatturazione.

Saluti
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  #5 (permalink)  
Vecchio 14-09-2007, 11.13.11
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francescociccio is on a distinguished road
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lo studio associato non è solo un "centro di costo" emette fatture per prestazioni professionali a terzi, ha un volume di affari molto elevato, ovviamente gli utili sono distribuiti ai soli associati. Nell'ambito della propria attività, si avvale della collaborazione di (piccoli) autonomi professionisti, . I costi sono in ogni caso di importo ridottissimo rispetto ai ricavi. Insomma studio associato funziona normalmente. La domanda è riferita solo all'aspetto relativo al rapporto con questi "avvocati collaboratori". Grazie per le preziose risposte fornite.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 14-09-2007, 15.08.28
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Salve,

il dubbio che lei si pone è se lo studio associato può dedursi le spese di partecipazione a convegni e le spese di vitto e alloggio - sempre ricollegate ai convegni - di avvocati indipendenti che collaborano con lo studio associato. Ma ci sono poi anche le spese per l'utilizzo di alcuni strumenti che giuridicamente fanno campo allo studio associato. Giusto ?

Ci sono dunque:

a) spese che i collaboratori ribaltano sullo studio associato (partecipazione ai convegni in senso lato) e queste vanno rifatturate a carico dello studio associato dai collaboratori;

b) spese relative all'uso dei beni strumentali dello studio associato, che vanno rifatturate dallo stesso, a carico dei singoli collaboratori (avvocati esterni).

E' questo il quadro ?

Saluti
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  #7 (permalink)  
Vecchio 17-09-2007, 13.08.29
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Sì, esattamente questo!
Limitatamente alle spese per convegni/corsi , rifatturate dai singoli avvocati esterni allo studio associato avevo il dubbio che, in caso di controllo allo studio associato, potesse essere contestata la deducibilità di tali costi , visto che comunque i corsi e/o convegni sono un aggiornamento professionale personale del singolo avvocato. Mi scuso per la scarsa chiarezza dei precedenti messaggi :-)
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