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Se una estetista mette nel suo locale un distrib.(in comodato d'uso) di bevande mi dicono dal comune che vada compilato il modello com.5 e poi presentato in camera di commercio. A fini iva devo aprire una nuova attività? Se sì qual è il codice Atecofin?
Considerate che l'attività normale da estetista si aggira sui 50.000 euro mentre i ricavi derivanti da questa attività di somministraz. bevande sarebbero irrisori, stimati in circa 3500-4000 euro annui. Qualcuno mi sa dare info a riguardo? Grazie |
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E' corretta l'indicazione del comune.
Occorre inoltre trattandosi di bevande, e quindi di beni che rientrano nel settore alimentare, che l'estetista sia in possesso dei requisiti previsti dal D.lgs. 114/98. Il codice IVA (ATECOFIN) in questo caso è 52.63.2 sino al 31 dicembre 2007. Dal 2008 occorre rintracciarlo nei nuovi codici ATECO 2007
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La cosa bella dell'essere famosi è che, quando annoi le persone, queste pensano che sia colpa loro. Henry Kissinger |
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Grazie contabile.
Volevo solo chiederti, nel caso in cui i ricavi siano quelli indicati, non devo compilare gli studi di settore "annotaz. separata" se l'attività con codice 52.63.2 non superi il 20% dei ricavi giusto?? |
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Citazione:
).... ho avuto un caso simile al tuo proprio il mese scorso...
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solo per curiosità....ma voi come vi regolate con i vostri clienti?
Vi occupate voi degli adempimenti presso suap e comune o lasciate interessare i vostri clienti e poi provvedete a "smazzare le pratiche"? Ogni volta che c'è il comune di mezzo per me è un mezzo incubo! |
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Io avverto il cliente che il mio studio non si occupa di queste pratiche, per cui:
- o si rivolge ad una persona di sua conoscenza; - o, se lo preferisce, giro la pratica ad una mia persona di fiducia, che si occupa del tutto. Ci mancherebbe pure questo !!! ![]() Citazione:
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Altra domanda....se è la ditta installatrice a prelevare i compensi, come funzionerà la certificazione dei ricavi? Dovrà essere emessa una fattura da parte dell'estetita verso i distributori per la parte del ricavato spettante?? Qual è l'aliquota da utilizzare?
inoltre secondo voi bisogna o no tenere la contab. separata? Ultima modifica di en.77 : 04-12-2007 alle ore 18.33.34. |
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oggi ho scoperto una cosa nuova....scrivo qui perchè magari a qualcuno può servire:
ho potuto appurare che nel caso del nostro cliente non serva compilare il com5 nè aprire una nuova attività, questo perché è la stessa ditta installatrice che dà in comodato i distrib.automatici ad avere la gestione diretta degli stessi, dunque autorizzazioni e adempimenti presso comune, camera di commercio e asl vengono espletate dal comodante. Nel com5 che la ditta comodante compila viene fatto anche il nome delle varie sedi in cui i dstrib. sono installati e quindi è indicata anche la sede del nostro cliente. In pratica il cliente si limita a dare la disponibilità del suolo dove appoggiare gli apparecchi automatici e l’elettricità per farli funzionare. Quindi non serve aprire nulla nemmeno a fini iva. Si fattura al 20% e si tratta di un ricavo "accessorio" |