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Nella co.ge di una SRL, l'amministratore (unico) utilizza la carta di credito aziendale per pagare, a volte, spese sostenute a titolo personale. Come posso contabilizzare detto fatto di gestione?
spese non inerenti (indeducibili) a banca Ed inoltre: ci sono molte spese sostenute con carta di credito o mediante a/b (quindi tutte tracciate!) ma di cui non ho le c.d. pezze giustificative" Contabilmente cosa è meglio fare? spese non documentate (indeducibili) a banca Peraltro l'amministratore ha provveduto al pagamento di un debito sociale a mezzo bonifico dal suo c/c personale...finendo per finanziare la società...vi sono i presupposti di un finanziamento soci (l'amministratore è anche socio)? |
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Quesito bellissimo !!
Hai fatto le domande e ti sei dato le risposte ! Complimenti, fossero tutti così .... ![]() ![]() L'unica domanda mi sembra l'ultima, quella del possibile finanziamento: a mio parere si tratta solo di rilevare il debito verso l'amministratore/socio; se esso si chiude rapidamente non sorgono i presupposti per parlare di finanziamento. ciao Citazione:
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quanti soci c sono in questa srl? io inizierei a considerare le eventuali spese pagate col conto aziendale e successive al finanziamento, delle restituzioni; abbozzerei dei verbali di ratifica per l'operato dell'amministratore e parlerei un pochino con i soci per chiarire cosa stanno facendo e per poter contabilizzare in modo corretto il tutto
ed eventualmente userei questi verbali per chiarire e nn creare in futuro pretese da parte d qualcuno o contestazioni della contabilità
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La pubblicita' ci mette nell'invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto. (Brad Pitt in "Fight Club", 1999) |
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La questione centrale del problema è: l'amministratore può legittimamente utilizzare per spese personali i soldi della società ? E se lo fa è corretto ritenerle spese, seppur indeducibili, della società ? Credo non sia corretto impostare contabilimente il problema in questi termini. Se un soggetto, anche dotato della carica istituzionale di amministratore preleva soldi della società per una motivazione extra-societaria, la società deve attivare in corrispondenza delle somme prelevate, un credito nei suoi confronti, non rilevare il prelievo - a questo punto illegittimo - come costo della società, indipendentemente dal regime fiscale della spesa sostenuta. Vale a dire, che non esiste norma che mi consenta di dissipare il patrimonio societario per scopi personali dell'amministratore, facendo transitare i prelievi come spese indeducibili della società. Sarebbe come ratificare il comportamento dissoluto dell'amministratore che va in Slovenia a giocare al Casino con i soldi della società prelevati con la carta di credito intestata alla società e poi trovare la giustificazione a tale comportamento, portando i prelievi illegittimi per scommesse ed altro, come spese indeducibili della società. Credo anche che la questione non è solo una questione interna societaria, in quanto il patrimonio societario è posto anche a garanzia dei diritti dei creditori sociali.
Saluti
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------------------------------------------- Acquisisci nuove conoscenze mentre rifletti sulle vecchie, e forse potrai insegnare ad altri. Confucio Ultima modifica di Enrico Larocca : 30-12-2007 alle ore 19.02.25. |
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L'analisi del mitico Enrico Larocca è quantomeno esauriente e precisa: mica per niente lui è professore e io no ....
![]() Concordo con la sua interpretazione delle spese extra-aziendali, per cui quei soldi spesi per fini non sociali potete considerarli effettivamente da rimborsare. A mio parere però la illegittimità di tali spese non toglie nulla al fatto che la scrittura è spese indeducibili @ banca: l'uscita di banca di fatto c'è. Il fatto che tali uscite debbano essere rimborsate dall'amministratore fa sì che tale prima scrittura venga affiancata da quella seguente : crediti verso amministratore a spese indeducibili. ![]() |
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Il conto Spese extra-gestione o Prelievi del titolare o come lo chiamavano i libri di Ragioneria diversi anni fa Spese di famiglia è un conto tipico della contabilità generale delle imprese individuali, non delle società, dove la confusione tra sfera personale e sfera aziendale è giustificata dalla circostanza che l'imprenditore è al tempo stesso produttore e consumatore del reddito aziendale.
Nelle società, invece, il produttore del reddito è la società, mentre i consumatori del reddito stesso sono i soci. Poichè il consumo del reddito prodotto nelle S.r.l. deve essere preceduto da una deliberazione assembleare che stabilisca che parte del reddito conseguito dalla società vada distribuito a titolo di dividendo, ogni utilizzo delle risorse finanziarie societarie fatto da terzi - e l'amministratore pur essendo organo istituzionale è giuridicamente terzo rispetto all società - va iscritto come credito verso il soggetto prelevante, con obbligo di restituzione alla società. Quindi nel suo caso, si dovrebbe concludere che le somme prelevate dall'amministrtaore per scopi personali vanno iscritte come crediti verso l'amministratore e come tali dovranno da questi essere restituite. Saluti
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------------------------------------------- Acquisisci nuove conoscenze mentre rifletti sulle vecchie, e forse potrai insegnare ad altri. Confucio Ultima modifica di Enrico Larocca : 31-12-2007 alle ore 16.01.55. |
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quindi prelievi e versamento si possono considerare crediti e debiti verso l'amministratore (compensandoli) ... e un verbalino per ratificare l'operato dell'amministratore ( e ancke a tutela di chi tiene la contabilità ) nn sarebbe male?
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La pubblicita' ci mette nell'invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto. (Brad Pitt in "Fight Club", 1999) |
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A che serve il verbale per ratificare l'operato se poi all'amministraotre chiedi indietro i soldi ?
Se li chiedi indietro di fatto non stai ratificando l'operato suo, no?? |
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Vedo con piacere che ci sono molti amici in linea, nonostante il giorno festivo.
Per tornare alla questione dibattuta credo che non si possano ratificare (convalidare) comportamenti illegittimi quali l'utilizzo di soldi della società per scopi personali dell'amministratore. Non bisogna sottovalutare che l'ipotesi di insolvenza di società così condotte è molto frequente e credo che di fronte ad un'ipotesi del genere, nessun giudice potrebbe convalidare tale operato, indipendentemente dalla ratifica dell'assemblea dei soci. Una delle prime cose che chiedono al curatore fallimentare in sede di indagine di polizia giudiziaria, è di riferire se risultano dalla contabilità societaria movimenti finanziari ingiustificati a favore degli amministratori, al fine di individuare comportamenti distrattivi di quest'ultimo. E questa non è solo una questione interna, per cui se gli altri soci me lo consentono o ratificano a posteriori il mio comportamento, il problema non sussiste. Il patrimonio sociale nelle S.r.l. va salvaguardato da qualunque uso depauperativo, perchè è l'unica fonte di garanzia per i terzi. Il fatto che a fronte del prelievo venga iscritto un credito verso l'amministratore non mi garantisce che quest'ultimo onorerà poi questo debito, specie se i soldi se li è consumati al Casinò o chissà dove. Quindi i problemi causati da questi comportamenti dissoluti, prima che contabili sono giuridici. Saluti
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