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Vorrei sottoporre due quesiti che riguardano una Srl nel suo primo anno di attività (2007).
1) Come trattare gli esborsi dei (futuri) soci per coprire spese iniziali quali quelle sostenute per il notaio all'atto della costituzione, l'acquisto dei libri sociali, il versamento della tassa CCGG, in un momento in cui la società non risulta neppure iscritta in camera di commercio e non ha ancora acquisito personalità giuridica? 2) E' possibile rinviare l'ammortamento (sia ai fini civilistici che fiscali) delle spese di costituzione e delle immobilizzazioni materiali all'esercizio successivo visto che al 31/12/2007 la società non ha ancora conseguito ricavi? In particolar modo per le immobilizzazioni materiali è possibile far collimare il c.c secondo cui gli ammortamenti devono essere effettuati a partire dal momento in cui il cespite è pronto per l'uso con la previsione del TUIR secondo cui le quote di ammortamento degli immobili, impianti, macchinari e degli altri beni mobili sono deducibili a partire dal periodo d'imposta nel quale il bene è stato utilizzato? |
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Citazione:
Come hanno fatto e presentare i libri sociali senza avere preso la partita IVA? ![]() In genere tutte queste spese seguono la nascita della società.
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Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. (Nagib Mahfuz) Niccolò |
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Citazione:
La società non è iscritta alla camera di commercio ma sicuramente avrà già aperto la partita iva. Se parli di spese di notaio vuol dire che la società è già stata costituita, con atto costitutivo, appunto, dal notaio e lo stesso ha provveduto già ad aprire partita iva e a vidimare i libri sociali facendovi pagare la relativa tassa. Poi non avete già dovuto aprire un c/c per depositare il 25% (ex decimi) su un c/c vincolato? |
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Non so dalle tue parti, ma in genere il notaio viene pagato anticipatamente all'atto della stipula, la tassa di vidimazione dei libri sociali viene pagata con bollettino postale ed esibita all'ufficio Agenzia Entrate per la dichiarazione di inizio attività ai fini iva (il n. p.iva viene poi comunicato al notaio che procede alla iscrizione in camera di commercio e conseguente attribuzione del n. Rea).
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Citazione:
Il fatto è che così strutturate le spese non sarebbero deducibili. Personalmente mi è capitato un caso di spese per affitto di un locale pagate dall'amministratore di una s.r.l. prima della costituzione della s.r.l..... Quelle spese non sono deducibili. Ne ho discusso proprio sul forum. Ecco il post |
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Citazione:
Per scrupolo ho controllato una srl: la fattura del notaio e il bollettino della vidimazione sono successive l'inizio di attività. Ho 30 gg di tempo per prendere la partita iva, ma l'attività la inizio prima di richiederla.
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Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. (Nagib Mahfuz) Niccolò |
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Citazione:
Il problema della deducibilità è secondario, io parlavo del trattamento contabile. Alcuni ritengono si possa trattare di una sorta di anticipo (finanziamento) dei soci. Altri, non ritenendo praticabile questa strada perché la società non esisterebbe ancora in quanto priva di personalità giuridica, personalità che acquista solo con il perfezionamento della iscrizione in CCIAA, tratterebbero questi esborsi come somma da decontare dal versamento dei decimi residui. Cosa ne dite? |
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Generalmente il notaio richiede all'amministratore (diciamo pure al consulente) il numero di P.Iva per perfezionare l'iscrizione della società in camera di commercio.
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Posto a riguardo il seguente articolo tratto dalla banca dati del Sole 24ore:
Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde Titolo : LA CONTABILITA' DELLA SRL PRIMA DELL'ISCRIZIONE Data : 26/03/2001 Pag: 551 Autore : Cristofori Gianluca Il 27 dicembre 2000 si costituisce una Srl con capitale sociale di 20 milioni di lire con inizio dell'anno sociale dal 1º gennaio 2001. Sempre il 27 dicembre 2000, si effettua il versamento dei 3/10. Da quella data in poi, e sino al ritiro dei 3/10, la Srl sostiene diverse spese (notarili, di bollatura dei registri, eccetera); per queste spese i soci redigono il 2 gennaio 2001 un verbale di assemblea ordinaria per finanziamento dei soci infruttifero di interessi, in proporzione alle quote da restituire in occasione del ritiro dei 3/10. Se è corretta la procedura sino a questo momento, quali sono gli articoli in partita doppia per il finanziamento, poi la restituzione? Quale adempimento è richiesto per il verbale d'assemblea? [128875] ----- Le società di capitali acquistano la personalità giuridica con l'iscrizione nel registro delle imprese. Sino all'iscrizione, quindi, le stesse non potrebbero nemmeno operare, tanto che, spesso, per le operazioni eventualmente poste in essere nel periodo antecedente l'iscrizione (acquisto dei libri sociali, pagamento del notaio o di altri professionisti, conferimento di mandati professionali, eccetera), trattandosi di fatto di impegni assunti od operazioni eseguite in proprio dagli amministratori, viene successivamente deliberata una ratifica incondizionata dell'operato dell'organo amministrativo da parte dell'assemblea. Detto ciò, anche qualora l'assemblea citata nel quesito si fosse tenuta dopo l'iscrizione della società presso il registro delle imprese, i versamenti eseguiti parrebbero rappresentare più il parziale versamento dei "decimi" non versati all'atto della costituzione, che un vero e proprio finanziamento concesso dai soci alla società. In tal caso, si tratterebbe pertanto di eseguire semplicemente le dovute comunicazioni presso il registro delle imprese (entro i trenta giorni successivi all'esecuzione dei versamenti), indicando che il capitale sociale, originariamente sottoscritto per 20 milioni, è stato versato nelle casse sociali sino a lire . Con tali somme (i decimi "richiamati") gli amministratori hanno poi eseguito i primi pagamenti (la parcella del notaio, l'acquisto dei libri e le bollature iniziali). In contabilità si tratterà quindi di iscrivere l'entrata di cassa e la corrispondente diminuzione del credito "verso il socio Tizio" o "verso il socio Caio" per l'avvenuto versamento dei decimi residui e, quindi, l'utilizzo di tali somme per il sostenimento delle citate piccole spese. |