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Buongiorno ecco il mio dubbio di oggi:
Ammortamento costi di ristrutturazione su immobili in locazione. La ripartizione in quote costanti in proporzione alla durata del contratto di locazione ,sui costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà, é superata con l'entrata in vigore dell'articolo 2426 del c.c. Come comportarsi con questi costi sostenuti in anni precedenti al 2004 ,iscritti nell'attivo patrimoniale, B I 7? Continuare con l'ammortamento in quote costanti dell'8,33% (contratto di locazione 6 + 6), oppure rideterminare le quote in funzione della residua durata del contratto stesso? Grazie Giada |
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E dove l'hai letto che è superata ?
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L'ho letto su un libro di contabilità nel quale , a proposito dei costi di ristrutturazione su immobili in locazione, testualmente si dice: " Relativamente a questo aspetto, le regole fiscali in passato prevedevano che i costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà dovessero essere ripartiti in quote costanti in proporzione alla durata del contratto di locazione.
Tale disposizione é stata superata con l'entrata in vigore del nuovo articolo 2426 del codice civile, tanto é vero che la stessa Amministrazione finanziaria ha previsto in modo esplicito che i criteri civilistici di ripartizione dei costi di ristrutturazione sono validi anche ai fini fiscali": Allora il problema é , ai fini fini fiscali, ripartizione in quote costanti oppure in quote decrescenti (1/12 - 1/11 - 1/10 e così via ). Giada |
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Citazione:
In ogni caso, qualunque sia il metodo scelto (quote costanti odecrescenti), siamo sempre nel caso di "ripartizione in base alla residua durata del contratto". ciao |