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Buon pomeriggio a tutti,
a seguito di un controllo sull'esistenza o meno dei cespiti elencati nel libro cespiti, ci siamo accorti che alcuni non esistono più, probabilmente perchè non funzionanti e quindi rottamati . Avevo quindi pensato di fare una fattura al titolare, indicando i cespiti mancanti come " guasti" o " non funzionanti" con un valore simbolico di pochi euro . Secondo voi, può andare ? Grazie a chiunque possa darmi un proprio parere. Nicoletta. |
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I beni che non esistono più nella disponibilità dell'impresa o professionista vanno dismessi tramite apposita fattura.
Il valore di dismissione è quello "normale", ossia quello relativo a beni nello stesso stato e condizione. Per i beni obsoleti non più utilizzati la descrizione in fattura che io faccio adottare è la seguente: "per estromissione dei seguenti cespiti divenuti del tutto inutilizzabili". E poi "telefonino.......; stampante......." ciao Citazione:
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Innanzitutto grazie mille!!
Vorrei chiedere però : 1) va bene allora emettere la fattura al titolare o si deve fare un'autofattura? 2) come faccio ad indicare un valore "normale" quando non so in che stato erano i beni gettati, perchè non funzionanti. Se lo chiedo, mi rispondono che il valore era minimo. 3) magari per i beni completamente ammortizzati, posso giocare sul valore, per quelli che hanno ancora un valore residuo , indico un valore quantomeno non inferiore a quest'ultimo. Non so proprio dove andare a parare, stavolta. ![]() Citazione:
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Citazione:
Se parliamo di società, la fattura va fatta a chi si prende il cespite in carico. Citazione:
Il problema non è tuo; è del cliente; se ritiene che il bene valga 6 euro, se ne deve accollare la responsabilità. Citazione:
ciao |
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Citazione:
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