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Discussione: questione dubbia su validità della notifica della cartella

  1. #1
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    Predefinito questione dubbia su validità della notifica della cartella

    Tizio riceve intimazione di pagamento dall'Agente di riscossione; assume di non aver ricevuto la cartella esattoriale. Da accesso eseguito presso gli uffici del Concessionario risulta notificata la cartella in mani della moglie. La notifica è del 2007, quando era già in vigore la seguente disposizione: Art. 60 co 1 b-bis) : "il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell'avvenuta notificazione dell'atto o dell'avviso, a mezzo di lettera raccomandata". Ma della raccomandata non c'è traccia alcuna.
    La notifica è comunque valida?

  2. #2
    MrDike è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da com36% Visualizza Messaggio
    Tizio riceve intimazione di pagamento dall'Agente di riscossione; assume di non aver ricevuto la cartella esattoriale. Da accesso eseguito presso gli uffici del Concessionario risulta notificata la cartella in mani della moglie. La notifica è del 2007, quando era già in vigore la seguente disposizione: Art. 60 co 1 b-bis) : "il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell'avvenuta notificazione dell'atto o dell'avviso, a mezzo di lettera raccomandata". Ma della raccomandata non c'è traccia alcuna.
    La notifica è comunque valida?
    La questione è controversa.

    Da un lato, le ultime pronunce di legittimità (Cass., sentenza del 27 maggio 2011 n. 11707; Cass. Civ., Sez. V, sentenza del 27 maggio 2011, n. 11708; Cass. Civ., sez. VI, ordinanza del 28 giugno 2012 n. 11008; Cass., sez. Trib., sentenza del 19 settembre 2012 n. 15746, che peraltro non condivido), escludendo l'invalidità della notifica della cartella esattoriale mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, hanno richiamato il D.M. 09/4/2001, il quale, all'art. 32, dispone che: "Tutti gli invii di posta raccomandata sono consegnati al destinatario o ad altra persona individuata come di seguito specificato, dietro firma per ricevuta….", mentre al successivo art. 39 prevede che: "Sono abilitati a ricevere gli invii di posta presso il domicilio del destinatario anche i componenti del nucleo familiare, i conviventi e i collaboratori familiari e, se vi è servizio di portierato, il portiere".

    Dall'altro, la modifica intervenuta nel 2006 (art. 37, comma 27, lett. a), del D.L. 4 luglio 2006 n. 223, convertito, con modificazioni, nella Legge 4 agosto 2006 n. 248), da te giustamente citata, si pone in netto contrasto con le succitate pronunce, in quanto l'invio della raccomandata informativa è stato esplicitamente esteso a tutti i casi in cui l'atto è consegnato a persona diversa dal destinatario, a prescindere dal fatto che la notifica avvenga a mezzo posta piuttosto che mediante consegna da parte dell'ufficiale giudiziario o di uno degli altri soggetti abilitati.

    Precedentemente alla modifica normativa, l'invio della raccomandata informativa non era sempre obbligatorio: ciò era previsto, se gli atti venivano notificati ex art. 139 c.p.c. personalmente dall'ufficiale giudiziario, "dai messi comunali o dai messi speciali autorizzati dall'ufficio delle imposte" (art. 60 del D.P.R. n. 600/1973), soltanto se l'atto veniva consegnato al portiere o al vicino di casa.

  3. #3
    com36% è offline Member
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    Infatti, la notifica di cui parlo io è del 2007, quindi in pieno ambito di operatività della modifica legislativa, peraltro se non sbaglio c'è pure una circolare dell'AdE che ricorda al concessionario le modalità di esecuzione della notifica come riformata. Ora la circolare nulla dice in caso di violazione delle dovute prescrizioni, e la stessa circolare vale come parere dell'amministrazione.... e in ogni caso, ripeto, non si parla delle conseguenze del mancato adempimento di tutte le prescrizioni descritte.
    Tuttavia se è intervenuta tale modifica a disciplinare la notifica di cui si tratta, rendendola speciale, adesso, rispetto a quella ex art. 139 cpc un motivo ci deve pur essere, e credo sia da ricercarsi nella maggior tutela per il contribuente imposta dallo Statuto del contribuente che mi pare in qualche sentenza viene giustamente indicato come normativa contenente i principi generali in materia di tutela del contribuente e quindi come legge parificata alle leggi costituzionali...
    Adesso non ricordo bene, ma mi pare di ricordare qualcosa del genere. Forse è in questo ambito interpretativo che va ricondotta la riforma...
    Nessuno ha mai impugnato l'irregolare notifica su questi presupposti?

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