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Buongiorno! Un consulto per un problema col Comune di Napoli. Una società di persone ha una sede legale ai soli fini fiscali presso l'abitazione dell'amministratore. Dico ai soli fini fiscali perchè si tratta di un'immobiliare che ha come unica attività l'incasso dei fitti dei propri immobili, quindi non ha necessità di alcuna sede operativa, neanche di un tavolino di appoggio poichè la documentazione è tenuta presso il commercialista. La TARSU è regolarmente pagata dal proprietario dell'abitazione. Ora il Comune ha iscritto la società d'ufficio nei ruoli comunali, per una superficie presunta di 60mq, e ha inviato cartella esattoriale per gli anni 2009/2010. Ho fatto presente all'ufficio che il presupposto dell'imposta, ai sensi del regolamento comunale, è "l'occupazione dei locali a qualunque titolo", mentre in questo caso la sede è solo virtuale e la società non occupa di fatto alcun locale. Inoltre, il fatto che la TARSU sia già pagata implicherebbe una duplicazione di imposta. Loro sostengono che invece la società deve pagare lo stesso anche solo per una minima superficie che verrebbe detratta da quella abitativa, e che comunque questo varrebbe a partire dalla data dell'istanza mentre per il pregresso deve pagare la cartella per intero. Mi sembra un obbrobrio da dittatura fiscale!! Cosa ne pensate? Ultima modifica di gioggi66 : 02-02-2012 alle ore 16.51.21 |
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un bel caso non c'è che dire io credo che la stanza utilizzata per l'amministratore debba essere sottoposta a tassazione tarsu per il suo utilizzo diciamo un uso promiscuo promiscuo che decidi di fare? |
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| Bè, sarei d'accordo con te se non fosse che l'amministratore non usa nessuna stanza in quanto tale, poichè per il tipo di attività non ne ha bisogno. In effetti le utilizza tutte, ma come abitazione e infatti, non essendoci nessun uso promiscuo, non scarica neanche parte del fitto come costi d'azienda. Insomma, l'attività in quei locali non produce neanche un grammo di spazzatura, se non vogliamo considerare qualche foglietto di appunti fuoriuscito dalle tasche dell'amministratore! Il peggio però è che il Comune mi concederebbe la tassazione (bontà sua!) solo per una superficie minima ipotetica, ma questo solo per il futuro, mentre la cartella calcolata per i 60mq (quasi il doppio dell'intero appartamento!!) dovrei pagarla lo stesso. E' assurdo, una tassazione non dovuta e per una superficie inesistente! Penso che dovrò andare a finire in commisisone tributaria...
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se le cosa stanno come dici credo che l'unica strada sia la commissione però devi provare il tutto cosa un pò più difficile almeno dei punti fermi li hai - la metratura (dici che è il doppio) - la mancanza di ogni deduzione dei costi di gestione - il regolare versamento della tarsa come domestico |
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