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  #11 (permalink)  
Vecchio 18-02-2012, 10.21.15
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Enrico Larocca is on a distinguished road
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Originalmente inviato da Totus Visualizza messaggio
Scusate ma ho ancora delle perplessità in merito. Secondo un magistrato esperto di frontiera, l'operazione è assolutamente possibile, ma è un parere solo verbale e non scritto. Se un soggetto qualsiasi effettua un'operazione in Francia piuttosto che da un'altra parte, non può limitarsi a operare secondo la giurisprudenza del paese d'origine ma di quello in cui avviene l'operazione. Sarebbe come dire: "Guarda siccome poi devo tornare in Italia non ti pago più di mille Euro in contanti!", in breve tempo i venditori/acquirenti francesi che sono abituati a questa forma di pagamenti/incassi, bandirebbero tutti i clienti/fornitori italiani, il che mi risulta un po' strano. Altri pareri?


Si, ma alla mia osservazione lei non ha risposto.

La contabilità è tenuta in Italia non in Francia e in Italia un'operazione oltre soglia lei non la può non registrare senza segnalazione all'Amministrazione Finanziaria.

Quindi, la può effettuare secondo la legislazione vigente nel Paese in cui il denaro è scambiato (in Francia), ma la deve segnalare al Fisco italiano nel momento in cui la registra nella contabilità che è tenuta in Italia.

A parte il fatto che continuo a non comprendere le ragioni di questa difesa ad oltranza dell'uso del contante che implicitamente testimonia la volonta di rendere poco trasparente la gestione di un'impresa, finendo per dar ragione a coloro che hanno fatto della battaglia al contante una ragione di vita.

Se l'operatore francese non si vuole adeguare all'uso di strumenti di pagamento diversi dal contante, vuol dire che bisogna cambiare operatori, per evitare rogne burocratiche.
__________________
Unusquisque faber fortunae suae
(Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
di Appio Claudio
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  #12 (permalink)  
Vecchio 19-02-2012, 10.35.09
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Totus is on a distinguished road
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Originalmente inviato da Niccolò Visualizza messaggio
Premesso che si sta andando in un settore che non dovrebbe essere di competenza fiscale/amministrativa, ma strettamente giuridico (fuori topic non è il post, ma la legge), io comunque considero l'operazione a rischio segnalazione.

Ignoro il diritto internazionale, però penso che se vado in Arabia posso anche sposare 3 donne, ma quando rientro in Italia non potrò tenerle tutte e 3.
Viceversa però accade che se commetti un reato negli USA e vieni condannato a morte, eseguiranno la condanna anche se in Italia non c'è pena di morte, e quindi che si fa? Non posso sposare 3 donne se vado in Arabia perché dopo torno in Italia? Gli italiani che fanno fecondazione assistita in Spagna, poi tornano in Italia ed il loro figlio non è riconosciuto? Vengono sanzionati perché in Italia è vietata la fecondazione assistita?
Se qualcuno ha fonti o una maggiore certezza sarebbe meglio anche se la risposta di Niccolò sembra in parte convincente, commercialmente parlando potrebbe risultare un handicap per le aziende italiane...

Grazie sempre e scusate se sono sembrato polemico, il mio voleva essere più un "ragionamento scritto"
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  #13 (permalink)  
Vecchio 19-02-2012, 11.21.09
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Niccolò is on a distinguished road
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Originalmente inviato da Totus Visualizza messaggio
Viceversa però accade che se commetti un reato negli USA e vieni condannato a morte, eseguiranno la condanna anche se in Italia non c'è pena di morte, e quindi che si fa? Non posso sposare 3 donne se vado in Arabia perché dopo torno in Italia? Gli italiani che fanno fecondazione assistita in Spagna, poi tornano in Italia ed il loro figlio non è riconosciuto? Vengono sanzionati perché in Italia è vietata la fecondazione assistita?...
Nel primo caso reato e condanna sono nello stesso paese, quindi è ininfluente la cittadinanza del reo. Nel secondo puoi fare ciò che vuoi all'estero, ma quando cambi Paese rispondi delle situazioni che ti riporti a casa. Nel terzo non ha senso parlare di sanzioni, in quanto il comportamento sanzionabile si attua e si conclude all'estero.

In assenza di chiarimenti, ritengo corretto segnalare l'uso di contanti. Se poi la segnalazione non era necessaria, non c'è danno per nessuno.
__________________
Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. (Nagib Mahfuz)
Se le cose fiscali fossero semplici, chi avrebbe bisogno del Commercialista? (..)
Niccolò
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  #14 (permalink)  
Vecchio 20-02-2012, 11.12.51
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PurpleMike is on a distinguished road
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Originalmente inviato da farfly Visualizza messaggio
Buongiorno vorrei un vostro parere
il limite per i pagamenti/incassi contanti di 1.000 euro
si deve applicare anche con i clienti esteri?
se devo fatturare ad un cliente residente i grecia
devo "costringerlo" a pagarmi con assegno?
In caso di commercio al dettaglio o al minuto, il cliente estero può pagare anche in contanti sopra i mille euro, ma chi incassa deve chiedere passaporto o idoneo documento di identità e farne una copia.
Inoltre, entro 48 ore, chi incassa dovrà depositare le somme in conto corrente, esibendo all'istituto di credito documento fiscale della somma incassata e il documento di identità del cliente.

C'è un interessante articolo sul Sole 24 Ore di oggi in merito.
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  #15 (permalink)  
Vecchio 21-02-2012, 11.59.24
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Data registrazione: 17-02-2012
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Totus is on a distinguished road
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Originalmente inviato da PurpleMike Visualizza messaggio
In caso di commercio al dettaglio o al minuto, il cliente estero può pagare anche in contanti sopra i mille euro, ma chi incassa deve chiedere passaporto o idoneo documento di identità e farne una copia.
Inoltre, entro 48 ore, chi incassa dovrà depositare le somme in conto corrente, esibendo all'istituto di credito documento fiscale della somma incassata e il documento di identità del cliente.

C'è un interessante articolo sul Sole 24 Ore di oggi in merito.

Grazie, l'ho appena letto... Anche se ancora non sembra in vigore, questo risolverebbe la questione, per quanto la cosa non è specificata al contrario. Infatti il comportamento è autoconclusivo all'estero (effettua operazione in Francia e paga in Francia, poi rientra con la merce)... Tuttavia in base a quanto è scritto potrebbe risolversi anche come una transazione su territorio nazionale... diciamo che è una risposta parziale. Purtroppo anche io ignoro il diritto comunitario o quello internazionale...
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  #16 (permalink)  
Vecchio 21-02-2012, 14.28.32
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Data registrazione: 13-01-2009
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La matta is on a distinguished road
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Originalmente inviato da PurpleMike Visualizza messaggio
In caso di commercio al dettaglio o al minuto, il cliente estero può pagare anche in contanti sopra i mille euro, ma chi incassa deve chiedere passaporto o idoneo documento di identità e farne una copia.
Inoltre, entro 48 ore, chi incassa dovrà depositare le somme in conto corrente, esibendo all'istituto di credito documento fiscale della somma incassata e il documento di identità del cliente.

C'è un interessante articolo sul Sole 24 Ore di oggi in merito.
Sì, perchè, diamine, tutti i commercianti dispongono di una fotocopiatrice nel retro Per non parlare del cliente estero che si vede schedato per 1000 miseri euro.
__________________
Sayonara aoki hibi yo!
Sarò pure un Senior Member, ma seppur con tanti anni di anzianità, sono solo un'impiegata: quello che dico è da prendersi con le molle e ben più di un grano di sale. Sempre!
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sui libri si studia... sul forum si scoprono i dubbi...

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