![]() | quotidiano di approfondimenti e novità fiscali, servizi e soluzioni per le aziende e i loro consulenti | ![]() |
| | |||||||
| | |||||||||
| LinkBack | Strumenti discussione | Modalità visualizzazione | |||||||
| |||
|
Buongiorno a tutti, sono nuovo del forum ed ho un dubbio che mi assilla, approfitto della vostra disponibilità nella speranza che possiate darmi una mano. Sono un progettista software di 35 anni, sono stato dipendente a tempo indeterminato fino a giugno 2011, quando ho dato le dimissioni perché intenzionato a mettermi in proprio. Prima di ottobre 2011 ho effettuato una prestazione occasionale per la stessa ditta, poi ho aperto la partita iva come contribuente minimo. Escludendo qualche fattura di lieve entità, l'azienda per la quale lavoravo come dipendente è attualmente la mia prima cliente, per la quale lavoro per il 50% del mio tempo, in maniera autonoma, in parte in casa mia ed in parte in azienda. Nel restante tempo mi applico ad un progetto personale che non vedrà i suoi frutti prima del 2013/2014, quindi il mio reddito attualmente deriva principalmente dalla ditta per la quale lavoravo come dipendente. La mia situazione è quindi ambigua e suscettibile di interpretazione. Il mio commercialista dice che ho i requisiti per entrare nei nuovi contribuenti minimi, e che non sussiste la mera prosecuzione, ma io il dubbio ce l'ho e lo voglio risolvere, non voglio vivere nell'incubo che fra qualche anno qualcuno mi obbietti il regime e mi faccia pagare iva ed irpef su quanto rilevato dagli studi di settore, mandandomi così definitivamente in rovina. Qual'è la vostra opinione in merito? Come vi comportereste? C'è modo di chiedere all'agenzia delle entrate al fine di avere una risposta valida e definitiva? Ho letto qualche interpello in merito, ma l'agenzia delle entrate risponde che la mera prosecuzione va verificata caso per caso, cioè fra qualche anno, quando sarà troppo tardi. Nicola. |
| |||
| Citazione:
La condizione della mera prosecuzione ha una funzione anti elusiva, e non è il mio caso visto che c'è l'intenzione di aprire una nuova attività indipendente (ho acquistato mezzi, aperto sito internet, mandato preventivi, acquistato biglietti da visita). Ovviamente un fondo di incertezza rimane, sia a me che al commercialista. |
| |||
|
Ringrazio in anticipo chi saprà darmi una risposta. Sono un dipendente a tempo indeterminato di uno studio commerciale. Prima, fino ad agosto 2011 ero inquadrato come apprendista professionalizzante, quindi un contratto mirato ad acquisire conoscenze per diventare commercialista, poi da agosto ad oggi indeterminato. Ora lo sono diventato commercialista e mi domandavo se posso aprire una partita iva come nuovo minimo. La fattispecie del lavoro che si svolgeva anche come dipendente era esclusa per coloro i quali, come me, dovevano svolgere il tirocinio; però c'è da dire che il tirocinio dura tre anni, mentre io come apprendista professionalizzante ci sono stato 4 anni (come da contratto insomma). Oltretutto, se apro partita iva, lo farei fuori da questo studio, insomma me ne andrei, e quindi non continuerei l'attività con gli stessi mezzi e clienti, come specificato dall'ADE credo. sono confuso su questa problematica. Mi potete aiutare? Fabio |
| |||
|
Nun ze pole. Ecco la risposta dell'agenzia dell'entrate: "Gentile contribuente, nel caso da Lei prospettato, essendo l'attività svolta presso la società per la quale lavorava a tempo indeterminato sino allo scorso giugno, la stessa del regime dei minimi, si ritiene configurarsi "la mera prosecuzione" di attività già svolta da dipendente. Per essere un contribuente minimo oltre alle modifiche apportate dall'art. 27 Decreto Legge 98/2011 debbono essere soddisfatti tutti i requisiti già indicati nell'articolo 1, commi da 96 a 117, Legge 244/2007. Cordiali saluti." |
| Tags |
| mera prosecuzione , minimi |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | |
| |