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Un cliente professionista utilizza l'abitazione principale, in parte, come studio professionale.
Faccio dedurre il 50% della rendita catastale ai fini IRPEF, in quanto non ha altri luoghi nel comune dove esercitare, ma quando faccio il calcolo dell'ICI il programma che uso fa un po' di confusione: non riconosce l'abitazione come principale. A me sembra pacifico che l'abitazione principale ai fini ICI, anche se viene usata in uso promiscuo, segua comunque la tassazione "normale" prevista per l'abitazione principale con le relative deduzioni e, quindi, l'uso promiscuo non icida in nessun modo nella fattispecie, che deve esssere condiderata abitazione principale. Grazie e buon lavoro |
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Si, infatti, confermo, spetta comunque la detrazione per abitazione principale, quello che conta che conta é principalmente che il contribuente abbia la residenza in tale abitazione, se po la utilizzi anche (magari una stanza) per l'attività professionale, ciò non inficia.
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Citazione:
e nel caso che sia come dici tu e non sia stato fatta la variazione in catasto a quali sanzioni si va incontro? Sono sicura che per quanto riguarda l'ICI tale variazione non è richiesta, per il catasto però.... non lo so |
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Io ritengo che dal punto di vista fiscale non ci possano essere sanzioni, nè disconoscimenti del costo, nel caso in cui non si faccia questa varazione in catasto.
A mio parere la questione, se esiste, è solo di natura catastale. saluti Citazione:
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Citazione:
Nella mia esperienza non mi sono mai preoccupata, in questa fattispecie (uso promiscuo dell'abitazione principale da parte di un professionista), di fare la variazione d'uso al catasto perchè l'uso promiscuo di cui stiamo parlando scaturisce da una disposizione normativa fiscale prevista dall'art.54 del TUIR, per cui rimango dubbiosa della variazione catastale suggerita. Saluti |
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l'ici sull'immobile si paga in base alla destinazione dell'immobile. Pertanto se il professionista esercita un'attività professionale a tutti gli effetti.
La stanza adibita a studio dovrà avere un diversa categoria in catasto . Diro' di più, l'ufficio Tributi ha il potere anche di chiedere il pagamento della tassa rifiuti non come utenza domestica bensì come studio professionale applicando un tarriffa maggiore al mertro quadro rispetto a quella prevista per l'utenza domestica. |
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Citazione:
Spiegami per favore, è una cosa che mi giunge nuova !! Grazie |
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a prescindere dalla deducibilità dei costi, te lo impone l'agenzia del Territorio.Chi esercità un attività autonoma e professionale in un vano, deve accatastare quel vano con Categoria A 10 . E' la stessa cosa di un commerciante che ha il punto vendita inglobato nell'abitazione, in questo caso il commerciante dovrà accatastare il vano in cui esercità l'attività commerciale con categoria c1 con rendita a sè, con conseguente riduzione della rendita dell'abitazione.L'ufficio Tributi tramite raccomandata ar può sollecitare il contrubuente a provvedere alla variazione entro 60 - 90 giorni. Nel caso in cui il contribuente non provveda lo farà il catasto a spese del contribuente
Ultima modifica di falcowa : 03-06-2007 alle ore 16.08.28. |
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Per il negoziante lo capisco, in quanto per svolgere un'attività di commercio occorre fare una istanza al comune, ed indicare le informazioni relative all'immobile.
Ma che la cosa valesse anche per gli autonomi, obiettivamente mi è nuovo. Ma l'Agenzia del Teritorio lo impone per effetto di una legge ? E, se sì, mi sai dire qual è ? Citazione:
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