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In merito all'articolo pubblicato recentemente, a firma di G. Antico, mi sembra importante rilevare che solo il condono tombale, a detta della Cassazione, inibisce il contribuente dal rimborso dell'Irap.
Nessun problema si pone invece per tutti i professionisti che hanno fatto, ad esempio, il condono c.d. di massa, ovvero quello di cui all'articolo 7. |
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Infatti, secondo la Cassazione civile, Sentenza 16/02/2007, n. 3682, la presentazione, da parte del contribuente, di un’istanza di condono ai sensi dell'art. 9 (condono tombale), legge n. 289/2002, preclude al contribuente stesso ogni possibilità di rimborso dell’IRAP per le annualità d’imposta definite mediante l’agevolazione.
Colgo l'occasione per segnalare anche l'articolo di D'Andò sulle concrete opportunità che si sono aperte per i piccoli professionisti, fornendo di seguito la seguente anticipazione: Si ha esercizio di "attività autonomamente organizzata" - soggetta ad IRAP - quando l'attività abituale ed autonoma del contribuente dia luogo ad un'organizzazione dotata di un minimo di autonomia, che potenzi ed accresca la capacità produttiva del contribuente stesso. Pertanto, l'imposta non è applicabile ove in concreto i mezzi personali e materiali di cui si è avvalso il contribuente costituiscono un mero ausilio della sua attività personale: non è pertanto soggetto ad IRAP il professionista che svolge l'attività professionale senza dipendenti, con attrezzature consistenti in telefono, automezzo, PC, mobili d'ufficio. (Cassazione civile Sentenza 16/02/2007, n. 3672) L'articolo propone soluzioni operative sul caso, anche alla luce di ultime notizia di Autorevole Dottrina. |
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In sostanza, i piccoli professionisti hanno vita facile nel NON PAGARE PIU' L'IRAP !!!!
E' il caso del commercialista con un'autovettura, l'arredamento classico di studio, nonchè pc e connessi, e perfino con uno/due dipendenti che svolgano mera funzione di ausilio e, per dirla in gergo, non "reggano" lo studio. A meno di clamorosi revirement (che però non mi sorprenderebbero), la vedo dura per il Fisco..... |
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Ecco l'ultima novità:
L'IRAP è (quasi sempre) da pagare I professionisti devono sempre pagare l'IRAP in quanto "il lavoro autonomo è comunque connotato dall'esistenza di un organizzazione sia pure di carattere minimale": questo ha confermato il sottosegretario all'Economia Lettieri intervenendo presso la Commissione Finanze della Camera in risposta all'interrogazione n. 5-00718 concernente l'applicazione dell'IRAP ai professionisti privi di autonoma organizzazione presentata dagli onorevoli Del Mese e D'Elpidio (entrambi dell'Udeur). Il rappresentante del Governo, richiamandosi alla circolare 32/E/2002 (con la quale l'Agenzia delle Entrate aveva chiarito la corretta interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 156 del 2001), ha ribadito che l'«attività autonomamente organizzata» (articolo 2 del decreto legislativo n. 446/1997) esclude dall'applicazione del tributo IRAP tutte quelle attività (quali, ad esempio, quelle di lavoro autonomo occasionale e quelle di collaborazione coordinata e continuativa), le quali, pur potendosi astrattamente ricondurre all'esercizio dell'impresa, di arte o professione, "non sono tuttavia esercitate mediante un'organizzazione autonoma da parte del soggetto interessato". Tuttavia, il sottosegretario ha ricordato che la questione dell'assoggettamento ai fini IRAP dei professionisti senza «autonoma organizzazione» è all'esame della sezione tributaria della Corte di Cassazione (che dovrà pronunciarsi su circa ottanta ricorsi) e, conseguentemente, si potrebbe giungere alla definizione dei "criteri utili a qualificare il concetto di autonoma organizzazione per l'individuazione della soglia di tassabilità dei professionisti". LA NOVITA' CONSISTE NEL FATTO CHE IL SOTTOSEGRETARIO ANCORA NON SI ERA CONTO DELLE SENTENZE DELLA CASSAZIONE FAVOREVOLI AI CONTRIBUENTI (PROFESSIONISTI). PERTANTO, IL GOVERNO SI DIA UNA SMOSSA A MODIFICARE (SE NON PUò ABROGARE PER ESIGENZE DI CASSA NAZIONALE) L'IRAP PER CONTINUARE AD EVITARE IL CONTENZIOSO PERENNE. |
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Concordo.
Il Governo può dire pure che gli asini volano, ciò che conta è LA LEGGE, e la legge, avallata dalla Cassazione (non da pinco pallino), dice - in sostanza - che se io ho un computer, una macchina, e la scrivania, NON DEVO PAGARE L'IRAP. Ma si sa che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire ..... |