Vi propongo questo caso presentatomi da una collega:


Un imprenditore individuale artigiano è anche socio, con quota 50%, di una SRL (non per trasparenza).

Ai fini previdenziali, l’imponibile da assoggettare a contribuzione INPS (IVS) è dato dalla somma del reddito dichiarato dall’azienda individuale e da quello pro-quota della SRL, anche se non distribuito.

Nel 2007 la ditta artigiana dichiara redditi per € 50.000; la SRL invece dichiara una perdita di € 10.000.

Ai fini del versamento previdenziale (IVS) l’imponibile su cui calcolare i contributi, per l’anno 2007, è pari a € 45.000, e cioè il reddito da ditta individuale (€ 50.000) – la perdita “dichiarata” (pro quota attribuita al socio € 5.000).

Nel 2008 la ditta artigiana dichiara redditi per € 40.000 mentre la SRL chiude con un reddito pari a € 30.000. Ai fini fiscali il reddito dichiarato nel 2008 dalla SRL è pari a € 20.000 (e cioè l’utile 2008 pari a 30.000 – la perdita riportata 2007 pari a 10.000).

Ai fini previdenziali perciò l’imponibile per il 2008 sarà dato dal reddito dichiarato delle ditta individuale (€ 40.000) + il reddito pro quota dichiarato dalla SRL (20.000 al 50% = € 10.000) anche se non distribuito.

In questo caso però, ai fini esclusivamente previdenziale e contributivi, la perdita viene “sottratta” dall’imponibile previdenziale 2 volte (sia nel 2007 che nel 2008).

E’ corretto questo tipo di ragionamento? Come ci si deve comportare di fronte a perdite da SRL ?




Secondo me nel 2008 non deve considerare la perdita onde evitare un doppio "utilizzo".