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Risultati da 1 a 10 di 18

Discussione: Da padre a figlio:

  1. #1
    ROBERTO5096 è offline Member
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    Predefinito Da padre a figlio:

    Un parere sull'operazione che stò mettendo in piedi mi farebbe piacere.

    Un padre (autotrasportare con impresa famigliare con due figli) conferisce l'unica azienda in una società di capitali (srl) nella quale è socio insieme ai figli.
    Il conferimento è effettuato a valori contabili quindi senza rilievo di alcuna plusvalenza in capo al conferente nè al conferitario.
    Poi il padre dona ai figli parte o la totalità delle sue quote senza realizzare un cpaital gain perchè non effettuata a titolo oneroso.
    Padre e figli continuano a lavorare nella nuova società con una più equilibrata redistribuzione degli utili, senza aver speso troppo e con in essere una situazione molto flessibile per l'uscita o l'ingresso di soci.

    Stà in piedi?

    Se sì posso farmi qualche complimento ?

    un ringraziamento per qualunque parere.

  2. #2
    Speedy è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da ROBERTO5096 Visualizza Messaggio
    Un parere sull'operazione che stò mettendo in piedi mi farebbe piacere.
    Un padre (autotrasportare con impresa famigliare con due figli) conferisce l'unica azienda in una società di capitali (srl) nella quale è socio insieme ai figli.
    Il conferimento è effettuato a valori contabili quindi senza rilievo di alcuna plusvalenza in capo al conferente nè al conferitario.
    Poi il padre dona ai figli parte o la totalità delle sue quote senza realizzare un cpaital gain perchè non effettuata a titolo oneroso.
    Padre e figli continuano a lavorare nella nuova società con una più equilibrata redistribuzione degli utili, senza aver speso troppo e con in essere una situazione molto flessibile per l'uscita o l'ingresso di soci.
    Stà in piedi?
    Se sì posso farmi qualche complimento ?
    un ringraziamento per qualunque parere.
    Non ti gonfiare troppo
    E' una procedura che ho già realizzato qualche anno fa anche io. Avevo un'impresa familiare con un grosso opificio (padre padrone 51% + moglie 25% + figlio giovane 24%), che ho conferito in una SAS a valori contabili ed a quote non modificate (quindi senza plusvalenze) e che con successive cessioni di quote ho portato a quote pari (un terzo ciascuno).
    E' già passato qualche anno e nessuno ha fatto storie..

    Ciao

  3. #3
    Giancarla è offline Member
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    Predefinito Leasing immobiliare - per esame stato!

    Un dubbio esistenziale: devo fare un'ipotesi di leasing immobiliare, ma ho un dubbio sulle scritture contabili.

    leasing su fabbricati stipulato nell'anno
    debito complessivo: 500.000
    maxicanone: 60.000
    valore di riscatto: 10.000
    n. rate 50
    nell'esercizio in corso viene pagata una sola rata oltre al maxicanone; si dispone del piano di ammortamento che dice che le rate sono tutte da 20.000 € e la prima è composta per 15.000 da capitale e per 5.000 da interessi.

    A fini solo civilistici: se io comprassi il fabbricato, che include il terreno, manderei il 70% del costo a SP nei fabbricati, quindi da ammortizzare, ed il 30% a SP nei terreni, non ammortizzabile. In CE quindi non transiterebbe nulla per quanto riguarda il costo del terreno. Nel caso del leasing, dove va a finire la parte di costo del terreno, non deducibile?

    In questo caso farei le scritture così (lasciando da parte per un attimo l'IVA):

    - maxicanone

    diversi a debiti v/fornitori 60.000
    costo per godimento beni di terzi 42.000
    costi non deducibili 8.000

    risconti attivi a costo per godimento beni di terzi 41.160 (42.000/50*49)

    - I rata

    diversi a debiti v/fornitori 20.000
    costo per godimento beni di terzi 14.000
    costi non deducibili 6.000


    Però poi non so cosa fare di questi costi non deducibili! Dove li piazzo in bilancio?

    Ai fini IRES, per distinguere la quota di costi deducibile ed indeducibile utilizzerei lo stesso ragionamento fatto a fini civilistici; a fini IRAP, renderei indeducibile la quota complessiva di interessi indicati dal piano di ammortamento ( 5.000) più il 30% della quota di capitale [30%x15.000+30%x(42.000/50)].

    E' corretto?

    Grazie in anticipo!

  4. #4
    ROBERTO5096 è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Speedy Visualizza Messaggio
    Non ti gonfiare troppo
    E' una procedura che ho già realizzato qualche anno fa anche io. Avevo un'impresa familiare con un grosso opificio (padre padrone 51% + moglie 25% + figlio giovane 24%), che ho conferito in una SAS a valori contabili ed a quote non modificate (quindi senza plusvalenze) e che con successive cessioni di quote ho portato a quote pari (un terzo ciascuno).
    E' già passato qualche anno e nessuno ha fatto storie..

    Ciao
    beh, mi fà solo piacere essere affiancato alle tue soluzioni.

    grazie ciao

  5. #5
    Speedy è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Giancarla Visualizza Messaggio
    Un dubbio esistenziale: devo fare un'ipotesi di leasing immobiliare, ma ho un dubbio sulle scritture contabili.

    leasing su fabbricati stipulato nell'anno
    debito complessivo: 500.000
    maxicanone: 60.000
    valore di riscatto: 10.000
    n. rate 50
    nell'esercizio in corso viene pagata una sola rata oltre al maxicanone; si dispone del piano di ammortamento che dice che le rate sono tutte da 20.000 € e la prima è composta per 15.000 da capitale e per 5.000 da interessi.

    A fini solo civilistici: se io comprassi il fabbricato, che include il terreno, manderei il 70% del costo a SP nei fabbricati, quindi da ammortizzare, ed il 30% a SP nei terreni, non ammortizzabile. In CE quindi non transiterebbe nulla per quanto riguarda il costo del terreno. Nel caso del leasing, dove va a finire la parte di costo del terreno, non deducibile?

    In questo caso farei le scritture così (lasciando da parte per un attimo l'IVA):

    - maxicanone

    diversi a debiti v/fornitori 60.000
    costo per godimento beni di terzi 42.000
    costi non deducibili 8.000

    risconti attivi a costo per godimento beni di terzi 41.160 (42.000/50*49)

    - I rata

    diversi a debiti v/fornitori 20.000
    costo per godimento beni di terzi 14.000
    costi non deducibili 6.000


    Però poi non so cosa fare di questi costi non deducibili! Dove li piazzo in bilancio?

    Ai fini IRES, per distinguere la quota di costi deducibile ed indeducibile utilizzerei lo stesso ragionamento fatto a fini civilistici; a fini IRAP, renderei indeducibile la quota complessiva di interessi indicati dal piano di ammortamento ( 5.000) più il 30% della quota di capitale [30%x15.000+30%x(42.000/50)].

    E' corretto?

    Grazie in anticipo!
    Ho sostenuto più volte in passato, in altri post, che le scritture contabili non dovrebbero essere inquinate dalle norme fiscali.
    Le scritture devono essere quindi effettuate, secondo me, come se le norme fiscali non esistessero o, se vogliamo, come se i canoni di leasing fossero interamente deducibili secondo il principio della competenza temporale, senza alcuna distinzione tra costi deducibili e costi indeducibili (nel bilancio civile tale distinzione non esiste).
    A fine anno poi, in sede di determinazione dell'accantonamento delle imposte dovute, determinerò con apposito prospetto extracontabile (più o meno simile al quadro RF o al quadro IQ) il reddito imponibile sia ai fini ires sia ai fini irap.
    Per il resto, sono d'accordo con te che ai fini ires non è deducibile la quota capitale e la quota interessi relative ai terreni, mentre ai fini irap non è ulteriormente deducibile la quota interessi sulle rate del solo fabbricato.

    Ciao

  6. #6
    ROBERTO5096 è offline Member
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    Non ti gonfiare troppo
    E' una procedura che ho già realizzato qualche anno fa anche io. Avevo un'impresa familiare con un grosso opificio (padre padrone 51% + moglie 25% + figlio giovane 24%), che ho conferito in una SAS a valori contabili ed a quote non modificate (quindi senza plusvalenze) e che con successive cessioni di quote ho portato a quote pari (un terzo ciascuno).
    E' già passato qualche anno e nessuno ha fatto storie..

    Ciao
    Ma non ho capito bene una cosa: nel conferire l'impresa individuale nella sas hai attribuito le quote anche ai collaborati dell'impresa familiare ?
    Mi pare più corretto che il titolare conferisca l'impresa che diciamo può essere il 95% della sas e poi doni le quote per riequilibrare. Stò dicendo qualche castroneria?

  7. #7
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    Ma non ho capito bene una cosa: nel conferire l'impresa individuale nella sas hai attribuito le quote anche ai collaborati dell'impresa familiare ?
    Mi pare più corretto che il titolare conferisca l'impresa che diciamo può essere il 95% della sas e poi doni le quote per riequilibrare. Stò dicendo qualche castroneria?
    Dipende da come è stata predisposta la situazione patrimoniale al momento del conferimento.
    Onde evitare rischi di natura fiscale, ho creato nella situazione patrimoniale dell'impresa familiare una voce di debito verso ciascuno dei familiari partecipanti denominata "utili maturati a favore dei familiari coadiuvanti e non ancora prelevati". Poi, al momento dell'atto notarile, il titolare ha conferito la propria quota corrispondente al patrimonio netto residuo, mentre i familiari hanno conferito i propri diritti di credito nei confronti dell'impresa familiare.
    Nel timore di non essere stato chiaro, faccio un esempio:
    = il patrimonio totale era pari a 100
    = l'ho ridotto a 51 creando un debito verso il familiare A di 25 e verso il familiare B di 24
    = ognuno ha poi conferito la propria quota (il titolare 51, il familiare A 25, il familiare B 24) ed il capitale della SAS è rimasto attribuito in conseguenza.

    Nel tuo caso, presumo che il titolare abbia conferito 95 con l'azienda mentre i familiari abbiano conferito 5 in contanti. E' così ?

    Comunque il risultato non cambia. Per me è applicabile sia il mio metodo (non contestato da alcuno) sia il tuo.

    Ciao

  8. #8
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    Un dubbio esistenziale: devo fare un'ipotesi di leasing immobiliare, ma ho un dubbio sulle scritture contabili.

    leasing su fabbricati stipulato nell'anno
    debito complessivo: 500.000
    maxicanone: 60.000
    valore di riscatto: 10.000
    n. rate 50
    nell'esercizio in corso viene pagata una sola rata oltre al maxicanone; si dispone del piano di ammortamento che dice che le rate sono tutte da 20.000 € e la prima è composta per 15.000 da capitale e per 5.000 da interessi.

    A fini solo civilistici: se io comprassi il fabbricato, che include il terreno, manderei il 70% del costo a SP nei fabbricati, quindi da ammortizzare, ed il 30% a SP nei terreni, non ammortizzabile. In CE quindi non transiterebbe nulla per quanto riguarda il costo del terreno. Nel caso del leasing, dove va a finire la parte di costo del terreno, non deducibile?

    In questo caso farei le scritture così (lasciando da parte per un attimo l'IVA):

    - maxicanone

    diversi a debiti v/fornitori 60.000
    costo per godimento beni di terzi 42.000
    costi non deducibili 8.000

    risconti attivi a costo per godimento beni di terzi 41.160 (42.000/50*49)

    - I rata

    diversi a debiti v/fornitori 20.000
    costo per godimento beni di terzi 14.000
    costi non deducibili 6.000


    Però poi non so cosa fare di questi costi non deducibili! Dove li piazzo in bilancio?

    Ai fini IRES, per distinguere la quota di costi deducibile ed indeducibile utilizzerei lo stesso ragionamento fatto a fini civilistici; a fini IRAP, renderei indeducibile la quota complessiva di interessi indicati dal piano di ammortamento ( 5.000) più il 30% della quota di capitale [30%x15.000+30%x(42.000/50)].

    E' corretto?

    Grazie in anticipo!
    Se ti è più comodo puoi fare tranquillamente così. In bilancio i costi non deducibili andranno comunque a confluire nei costi per godimento di beni di terzi: così non c'è alcun "inquinamento" fiscale.
    C'è però un errore: ai fini IRES la quota interessi relativa ai canoni di leasing è deducibile secondo i limiti di cui agli artt. 96, 97 e 98, TUIR (non è vero che è indeducibile la quota interessi relativa alla quota capitale dei terreni).
    Vedi la CM n. 1/E/2007 che riporto:
    "In applicazione del medesimo principio, si ritiene invece deducibile la quota del canone di leasing costituita dagli interessi passivi impliciti, anche per la parte riferibile alla quota capitale relativa al valore dei terreni.
    In altre parole, cosi' come l'acquisto delle aree occupate dalla costruzione, realizzato con mezzi finanziari esterni, avrebbe comportato la deducibilita' degli interessi passivi relativi al finanziamento, allo stesso modo sono deducibili gli interessi passivi corrisposti per l'acquisizione della medesima area con un contratto di leasing.
    Tali interessi concorreranno alla determinazione del reddito d'impresa nell'esercizio di competenza tenendo conto dei limiti previsti dagli articoli 96, 97 e 98 del TUIR in materia di pro-rata generale, pro-rata patrimoniale e thin capitalization. Si ricorda, infatti, che, ai fini dell'applicazione degli articoli 97 e 98 del TUIR, vanno considerati anche gli interessi passivi impliciti nei canoni dovuti in base ai contratti di leasing finanziario
    ".
    Claudio.

  9. #9
    mr bean è offline Senior Member
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    Un parere sull'operazione che stò mettendo in piedi mi farebbe piacere.

    Un padre (autotrasportare con impresa famigliare con due figli) conferisce l'unica azienda in una società di capitali (srl) nella quale è socio insieme ai figli.
    Il conferimento è effettuato a valori contabili quindi senza rilievo di alcuna plusvalenza in capo al conferente nè al conferitario.
    Poi il padre dona ai figli parte o la totalità delle sue quote senza realizzare un cpaital gain perchè non effettuata a titolo oneroso.
    Padre e figli continuano a lavorare nella nuova società con una più equilibrata redistribuzione degli utili, senza aver speso troppo e con in essere una situazione molto flessibile per l'uscita o l'ingresso di soci.

    Stà in piedi?

    Se sì posso farmi qualche complimento ?

    un ringraziamento per qualunque parere.

    da una occhiata agli art. 175 e 176 dpr 917/1986
    ciao
    Mr Bean, rag. Commercialista in quel di Buckingham Palace

  10. #10
    ROBERTO5096 è offline Member
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    Dipende da come è stata predisposta la situazione patrimoniale al momento del conferimento.
    Onde evitare rischi di natura fiscale, ho creato nella situazione patrimoniale dell'impresa familiare una voce di debito verso ciascuno dei familiari partecipanti denominata "utili maturati a favore dei familiari coadiuvanti e non ancora prelevati". Poi, al momento dell'atto notarile, il titolare ha conferito la propria quota corrispondente al patrimonio netto residuo, mentre i familiari hanno conferito i propri diritti di credito nei confronti dell'impresa familiare.
    Nel timore di non essere stato chiaro, faccio un esempio:
    = il patrimonio totale era pari a 100
    = l'ho ridotto a 51 creando un debito verso il familiare A di 25 e verso il familiare B di 24
    = ognuno ha poi conferito la propria quota (il titolare 51, il familiare A 25, il familiare B 24) ed il capitale della SAS è rimasto attribuito in conseguenza.

    Nel tuo caso, presumo che il titolare abbia conferito 95 con l'azienda mentre i familiari abbiano conferito 5 in contanti. E' così ?

    Comunque il risultato non cambia. Per me è applicabile sia il mio metodo (non contestato da alcuno) sia il tuo.

    Ciao
    in effetti pratici è lo stesso risultato. bene grazie e al prossimo confronto.

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