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Discussione: Titolare occulto di ditta individuale

  1. #1
    yuba02 è offline Member
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    Predefinito Titolare occulto di ditta individuale

    La fattispecie è la seguente:
    esiste una ditta individuale facente capo al Sig. Alfa che, di fatto, è tuttavia gestita in tutto e per tutto dal soggetto Beta.

    A questo punto, a vostro giudizio, è corretto parlare di "imprenditore occulto", oppure è ravvisabile una forma di "società di fatto" tra Alfa (comunque consapevole di essere intestatario di Partita I.V.A. e quindi titolare, seppur solo formalmente, di impresa) e Beta?

    Questo perchè mi interesserebbe sapere a chi eventualmente potrebbero essere irrogate eventuali sanzioni derivanti da una mala gestione amministrativa della predetta ditta individuale.

    Cordiali saluti a tutti e scusate la questione davvero singolare.
    Ultima modifica di yuba02; 12-07-10 alle 12:38 PM

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Ritengo più plausibile l'ipotesi della società di fatto e il coinvolgimento sia del titolare ufficiale dell'attività sia del socio occulto.

    Non credo si possa parlare di titolare occulto, perchè è impensabile che non ci siano atti amministrativi riferibili (contratti, dichiarazioni, ecc..) alla persona del titolare ufficialmente iscritto nel Registro delle Imprese.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 12-07-10 alle 04:17 PM
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    yuba02 è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Ritengo più plausibile l'ipotesi della società di fatto e il coinvolgimento sia del titolare ufficiale dell'attività sia del socio occulto.

    Non credo si possa parlare di titolare occulto, perchè è impensabile che non ci siano atti amministrativi riferibili (contratti, dichiarazioni, ecc..) alla persona del titolare ufficialemente iscritto nel Registro delle Imprese.

    Saluti
    Anche io ritengo la tua tesi più plausibile.

    D'altronde leggevo che la figura dell'imprenditore occulto è peraltro una mera creazione giurisprudenziale e neppure così "forte". Mentre sia dottrina che giurisprudenza, più e più volte si sono pronunciate sulla società di fatto e sui suoi effetti anche in ambito amministrativo (fiscale tanto per intenderci) che penale.

  4. #4
    yuba02 è offline Member
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    A dire il vero stavo adesso leggdo un pò di commenti in materia di società di fatto e la situazione è più complicata di come pensassi.

    La sentenza 29437/2008 della Suprema Corte, ha ribadito sull'argomento che occorre distinguere l'ambito civilistico da quello tributario allorquando occorre provare l'esistenza della società di fatto.

    Sinteticamente, mentre nell'ambito del giudizio civile il presunto socio non potrà liberarsi di responsabilità fornendo la prova dell'inesistenza della società, nell'ambito di quello tributario il contribuente potrà efficacemente contrastare la pretesa impositiva, dimostrando che la società non esiste, senza che l'Amministrazione finanziaria possa invocare l'apparenza del vincolo sociale, non rappresentando quest'ultima un elemento idoneo a manifestare alcuna capacità contributiva.

    Partendo dal presupposto quindi che il mio interesse è quello di "tirare in ballo" (sotto il profilo innanzitutto tributario) anche e soprattutto Beta, ossia il gestore materiale della ditta formalmente facente capo invece ad Alfa, mi chiedevo a questo punto come individuare, giuridicamente parlando, la posizione di Beta.

  5. #5
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Se si sostiene che esiste una società di fatto, una parte degli utili formalmente della ditta individuale, è stato attribuito al socio di fatto, che chiamato in causa dovrà fornire (documentalmente parlando) una spiegazione alternativa a quella rappresentata dall'altro socio, qualificato titolare della ditta individuale.

    E' ovvio che il titolare della ditta individuale non può semplicemente sostenerlo, ma deve provarlo documentalmente, correlando i dati provenienti dalle dichiarazioni dei redditi prodotte dalla ditta individuale (supposta società di fatto) a quelli relativi ai movimenti finanziari a favore del socio occulto.

    Se tutto questo non è possibile e in nessun altro modo è provabile una compartecipazione all'attività e agli utili da parte del socio occulto, non mi avventurerei in un impresa del genere.


    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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