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Discussione: Impresa familiare

  1. #1
    Silvan è offline Senior Member
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    Predefinito Impresa familiare

    Cessando la partita Iva, l'im'presa famigliare si scioglie automaticamente o bisogna andare comunque dal notaio?
    L'eventuale plusvalenza da cessione azienda viene tassata tutta sul titolare o viene suddivisa proquota tra i vari soggetti dell'impresa famigliare?

    Grazie

  2. #2
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    Bisogna andare comunque dal Notaio.

    Viene ripartita proquota.

    Ciaò

  3. #3
    robil è offline Senior Member
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    Roberto Loddo

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  4. #4
    La matta è offline Senior Member
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    Io non sono neppure sicura al 100% che la plusvalenza possa essere tassata parzialmente in capo ai familiari, per dir lo vero...
    Sayonara aoki hibi yo!
    Sarò pure un Senior Member, ma seppur con tanti anni di anzianità, sono solo un'impiegata: quello che dico è da prendersi con le molle e ben più di un grano di sale. Sempre!

  5. #5
    simo572 è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da La matta Visualizza Messaggio
    Io non sono neppure sicura al 100% che la plusvalenza possa essere tassata parzialmente in capo ai familiari, per dir lo vero...
    nella mia ignoranza direi lo stesso.... secondo me, se la partita IVA è cessata la plusvalenza dovrebbe essere tassata in capo all' ex titolare nel quadro RL.
    Sbaglio?
    "Oggi gli apostoli sono rari, sono tutti padreterni." Alphonse Karr

  6. #6
    shailendra è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da carmine.vecchio Visualizza Messaggio
    Bisogna andare comunque dal Notaio.

    Viene ripartita proquota.

    Ciaò
    Io mi ricordo che erano uscite precisazioni che non era necessario andare dal notaio per la chiusura dell'impresa familiare. Per quanto riguarda la suddivisone delle plusvalenze per me è sempre stata un mistero: so che teoricamente andrebbe suddivisa con i collaboratori, ma in quale misura? Esempio: Un impresa è attiva da 30 anni, un collaboratore è entrato 10 anni fa ed è uscito 5 anni fa, un altro è entrato 3 anni fa: un anno gli ho attribuito la quota del 40%, un altro anno del 30%, e l'anno dopo del 20%. L'attività viene venduta: con che percentuale dovrei suddividere la plusvalenza? Per me è inpossibile un criterio oggettivo!!!

  7. #7
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    Faccio un piccolo esempio:

    supponiamo un'impresa familiare in contabilità ordinaria.

    la plusvalenza costituisce reddito nel quadro RF.

    Il quadro RF 48 quota da imputare ai collaboratori impresa familiare;

    Il quadro RF 49 reddito d'impresa spettante all'imprenditore.

  8. #8
    robil è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da robil Visualizza Messaggio
    Nè l'art. 230bis del c.c. nè la lettera a del comma 4 art 5 del Dpr 917/86 prescrive l'obbligo di intervento del notaio per la cessazione dell'impresa famigliare.

    Sulla plusvalenza, o avviamento che sia, se la cessione avviene durante la vita dell'impresa familiare si fa comunque riferimentoall'art 5 c.4 del tuir e quindi si procede alla ripartizione del reddito. Non ci sono norme contrarie ne a favore di altri orientamenti.

    Ministero delle Finanze con nota n. 984 del 17.7.1997 ha confermato tale orientamento per cui la plusvalenza deve essere ripartita tra i componenti dell’impresa familiare.

    Il Ministero ha ritenuto che debbano imputarsi ai collaboratori familiari gli incrementi patrimoniali, compreso l’avviamento, formatisi a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’impresa familiare si è costituita e tale imputazione va fatta in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato.

    La plusvalenza è assoggettata:

    a tassazione ordinaria: la plusvalenza confluisce nel reddito d’impresa unitamente all’utile conseguito nel periodo; il collaboratore familiare dichiarerà la sua quota come reddito di partecipazione

    a tassazione separata: se l’azienda è posseduta da più di 5 anni, il titolare dell’impresa può optare per la tassazione separata; in tal caso la plusvalenza, ripartita tra titolare e collaboratori, viene da entrambi dichiarata nel quadro RM: il collaboratore ha la possibilità di assoggettare a tassazione ordinaria la sua quota di plusvalenza, barrando l’apposita casella, indipendentemente dall’opzione esercitata dal titolare
    Ultima modifica di robil; 13-09-10 alle 05:06 PM

    Roberto Loddo

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  9. #9
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    Comunque bisogna leggere bene l'atto di costituzione dell'impresa familiare e
    le variazioni intervenute successivamente.

    A me è capitato un caso in cui per la cessazione dell'impresa familiare sono dovuto andare dal Notaio.

    saluti

  10. #10
    robil è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da carmine.vecchio Visualizza Messaggio
    Comunque bisogna leggere bene l'atto di costituzione dell'impresa familiare e
    le variazioni intervenute successivamente.

    A me è capitato un caso in cui per la cessazione dell'impresa familiare sono dovuto andare dal Notaio.

    saluti
    Se c'è un accordo contrattuale ovviamente si. Ma in mancanza non è prevista dal nostro ordinamento la forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata (ai badi non richiesti nemmeno dal c.c. per la costituzione ma solo dal tuir per l'imputazione dei redditi).

    Roberto Loddo

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