Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Doppia attivita'

  1. #1
    elicia è offline Junior Member
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    Question Doppia attivita'

    Salve, sono una nuova iscritta al forum, che trovo molto interessante !
    Vorrei porre un quesito. Un artigiano oltre a svolgere l'attività di parrucchiere, ha iniziato da poco l'attività di teacher ai corsi di formazione professionale. Al momento trattasi di prestazioni occasionali nei limiti dei 5.000,00 euro l'anno, ma si prevede che tale attività si incrementi superando il limite suddetto.
    Tali prestazioni di tipo professionale si possono includere nell'attività artigianale con apertura di un altro codice ateco e tenere la contabilità separata oppure è preferibile anche per motivi fiscali costituire una società?
    Grazie e saluti

  2. #2
    iltributarista è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da elicia Visualizza Messaggio
    Salve, sono una nuova iscritta al forum, che trovo molto interessante !
    Vorrei porre un quesito. Un artigiano oltre a svolgere l'attività di parrucchiere, ha iniziato da poco l'attività di teacher ai corsi di formazione professionale. Al momento trattasi di prestazioni occasionali nei limiti dei 5.000,00 euro l'anno, ma si prevede che tale attività si incrementi superando il limite suddetto.
    Tali prestazioni di tipo professionale si possono includere nell'attività artigianale con apertura di un altro codice ateco e tenere la contabilità separata oppure è preferibile anche per motivi fiscali costituire una società?
    Grazie e saluti
    Cioè: una Srl unipersonale?
    No ... propenderei per la gestione di un nuovo ATECO collegato alla P.IVA esistente: da verificare la tipologia di inquadramento della seconda attività!
    "Le tasse si pagano quando qualcuno ce le chiede, ed è più probabile che lo faccia su quello che si vede." (Raffaello Lupi)

  3. #3
    elicia è offline Junior Member
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    però l'impresa artigiana individuale ha già un fatturato abbastanza elevato, sommando anche i redditi derivanti dall'altra attività avrebbe un carico fiscale non indifferente tra irpef addizionali e inps. Era questo il motivo per il quale mi veniva in mente o di costituire una srl pluripersonale o trasformare l'impresa artigiana in impresa familiare. Che cosa mi consiglia? Grazie

  4. #4
    iltributarista è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da elicia Visualizza Messaggio
    però l'impresa artigiana individuale ha già un fatturato abbastanza elevato, sommando anche i redditi derivanti dall'altra attività avrebbe un carico fiscale non indifferente tra irpef addizionali e inps. Era questo il motivo per il quale mi veniva in mente o di costituire una srl pluripersonale o trasformare l'impresa artigiana in impresa familiare. Che cosa mi consiglia? Grazie
    Non capisco il nesso fra le sue attese fiscali e l'impresa familiare che,peraltro, ritengo non sia possibile come veste giuridica (Lei mi parla solo di un titolare di impresa che svolgerebbe due attività).
    Quanto alla costituzione di una Srl la mia voleva essere una simpatica provocazione: tuttavia, posta la domanda, ritengo che Lei debba valutare attentamente le problematiche afferenti ad una societa di capitali prima di proporla (se consulente) oppure valutarla (se titolare di impresa)
    L'attenzione deve essere posta soprattutto sulla maggiore rigidità di una srl rispetto ad una ditta individuale. A parte i maggiori costi di gestione, oramai limitati però a cifre accettabili (diritti camerali, tassa scritture, bilanci UE al Registro Imprese, cariche sociali e scritture contabili sicuramente più strutturate, il problema maggiore è costituito dall’assegnazione degli utili.
    Fino all’approvazione del bilancio (in aprile di ogni anno) gli utili non sono distribuibili e diventa difficile pensare che il socio possa andare avanti da aprile ad aprile senza prelevare alcunché.
    Per una srl l’attribuzione di utili non conseguiti e rilevati nel bilancio apparovato, è un fatto grave, foriero di conseguenze patrimoniali ed in extremis anche penali: bisogna allora istituire compensi all'amministratore.
    Non sono in condizione di affrontare compiutamente la problematica dei vantaggi di ordine fiscale: quello fiscale è un “vestito” che va cucito sulla situazione specifica che non conosco.
    Dunque si dovrebbe innanzitutto rispondere a questa domanda: per i livelli di reddito in questione,la tassazione media IRE dell'imprenditore individuale è maggiore o minore al 27,50% aliquota IRES attuale? La scelta poi sembrerebbe consequenzialmente ovvia.
    La valutazione, tuttavia, è più complessa in quanto bisogna rispondere anche ad una seconda domanda e cioè in quale modo il socio di una srl unipersonale si “appropria” degli utili conseguiti dalla società.
    Se di distribuiscono dei dividendi il carico fiscale aumenta: il socio persona fisica che percepisca dividendi è soggetto ad una tassazione su quei dividendi che si somma al carico IRES della srl.
    Se invece si corrispondono compensi al socio amministratore per prelevare a monte gli utili, allora la tassazione sarà quella tipica di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente). Il carico fiscale non sarà così dissimile da quello di un imprenditore individuale ma è da valutare la doppia contribuzione INPS.
    Non parliamo dei costi di trasformazione e del versamento del capitale sociale di costituzione ...
    Credo che sia opportuno farsi "due" (anche di più ... ma almeno quelle due) valutazioni ... conti alla mano ...
    Ultima modifica di iltributarista; 05-03-11 alle 02:10 PM
    "Le tasse si pagano quando qualcuno ce le chiede, ed è più probabile che lo faccia su quello che si vede." (Raffaello Lupi)

  5. #5
    elicia è offline Junior Member
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    Unhappy

    Citazione Originariamente Scritto da iltributarista Visualizza Messaggio
    Non capisco il nesso fra le sue attese fiscali e l'impresa familiare che,peraltro, ritengo non sia possibile come veste giuridica (Lei mi parla solo di un titolare di impresa che svolgerebbe due attività).
    Quanto alla costituzione di una Srl la mia voleva essere una simpatica provocazione: tuttavia, posta la domanda, ritengo che Lei debba valutare attentamente le problematiche afferenti ad una societa di capitali prima di proporla (se consulente) oppure valutarla (se titolare di impresa)
    L'attenzione deve essere posta soprattutto sulla maggiore rigidità di una srl rispetto ad una ditta individuale. A parte i maggiori costi di gestione, oramai limitati però a cifre accettabili (diritti camerali, tassa scritture, bilanci UE al Registro Imprese, cariche sociali e scritture contabili sicuramente più strutturate, il problema maggiore è costituito dall’assegnazione degli utili.
    Fino all’approvazione del bilancio (in aprile di ogni anno) gli utili non sono distribuibili e diventa difficile pensare che il socio possa andare avanti da aprile ad aprile senza prelevare alcunché.
    Per una srl l’attribuzione di utili non conseguiti e rilevati nel bilancio apparovato, è un fatto grave, foriero di conseguenze patrimoniali ed in extremis anche penali: bisogna allora istituire compensi all'amministratore.
    Non sono in condizione di affrontare compiutamente la problematica dei vantaggi di ordine fiscale: quello fiscale è un “vestito” che va cucito sulla situazione specifica che non conosco.
    Dunque si dovrebbe innanzitutto rispondere a questa domanda: per i livelli di reddito in questione,la tassazione media IRE dell'imprenditore individuale è maggiore o minore al 27,50% aliquota IRES attuale? La scelta poi sembrerebbe consequenzialmente ovvia.
    La valutazione, tuttavia, è più complessa in quanto bisogna rispondere anche ad una seconda domanda e cioè in quale modo il socio di una srl unipersonale si “appropria” degli utili conseguiti dalla società.
    Se di distribuiscono dei dividendi il carico fiscale aumenta: il socio persona fisica che percepisca dividendi è soggetto ad una tassazione su quei dividendi che si somma al carico IRES della srl.
    Se invece si corrispondono compensi al socio amministratore per prelevare a monte gli utili, allora la tassazione sarà quella tipica di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente). Il carico fiscale non sarà così dissimile da quello di un imprenditore individuale ma è da valutare la doppia contribuzione INPS.
    Non parliamo dei costi di trasformazione e del versamento del capitale sociale di costituzione ...
    Credo che sia opportuno farsi "due" (anche di più ... ma almeno quelle due) valutazioni ... conti alla mano ...
    Si, effettivamente la Srl a conti fatti non conviene, però il cliente intende svolgere ed incrementare questa seconda attività.
    Cosa si può fare allora?
    Non può includere nell'attività artigiana la moglie come coadiuvante e ripartire il reddito tra lui e la moglie rispettivamente al 49% o 51%, e gestire il nuovo codice ateco con la stessa partita Iva. Mi sembra che non ci siano altre soluzioni al riguardo vero?

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