Una società italiana commercializza abbigliamento in Italia e in Europa;
Usualmente acquista la merce dalla cina, pagando regolarmente ed obbligatoriamente l'iva che deriva dalla bolletta doganale;
E' accaduto quanto segue:
-la società italiana ha venduto una partita di merce ad un cliente Svizzero ed ovviamente ha fatturato non applicando l'iva;
- Il cliente svizzero dopo aver esaminato la merce non ha ritirato la merce ritenendolo difettosa;
A questo punto entra in "gioco" lo spedizioniere che emette una fattura nei confronti della società italiana per i diritti doganali anticipati per conto della ditta italiana (es. art. 15 dpr 633/72).
A parte il fatto che la ditta italiana non aveva dato nessun mandato al rinvio della merce in Italia, non è questo un classico caso di reimportazione?
Forse mi sbaglio ma essendo una "reimportazione", lo spedizioniere ha anticipato l'Iva che di fatto non doveva anticipare ne per conto della società italiana, ne per conto della Dogana. Dovrebbe chiedere il rimborso iva alla dogana o lo deve fare la società italiana?
Lo spedizionieri sostiene che l'operazione è che come se fosse un nuovo acquisto e che quindi l'iva andava pagata alla dogana. Se così fosse la società italiana sarebbe costretta a pagare 2 volte i diritti doganali! Vi pare possibile?
Aspetto vostre notizie perchè non sono molto ferrato in materia.