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Discussione: derivati di copertura cambi

  1. #1
    francescacristina è offline Junior Member
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    Predefinito derivati di copertura cambi

    buongiorno, tutti i mesi paghiamo un ns. fornitore svizzero in CHF e siamo quindi sottoposti al rischio di cambio (l'anno scorso abbiamo avuto forti perdite, l'ammontare degli acquisti è oltre 1.000.000 di €). Ora la ns. banca per annullare questo rischio ci propone una operazione di copertura flexible (è un derivato) dicendoci che per l'importo deciso alla data di copertura, noi possiamo registrare i ns. acquisti in valuta al cambio prefissato in copertura. Questo in base al principio della prevalenza della sostanza sulla forma. A me sembra un pò "riduttivo". Qualcuno sa darmi indicazioni / consigli / normative precise ? GRAZIE INFINITAMENTE & SALUTI !

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Nel Focus Bilancio 2011 disponibile sul sito è diffusamente affrontata questa problematica.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    francescacristina è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Nel Focus Bilancio 2011 disponibile sul sito è diffusamente affrontata questa problematica.

    Saluti
    non è possibile avere qualche delucidazione senza acquistare il libro ?

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    L'argomento è molto complesso per essere risolto con qualche consiglio, senza un approfondimento delle norme e dei principi contabili coinvolti.

    Attualmente la normativa di riferimento è D.Lgs. 24/02/1998 n. 58 che all'art. 1 definisce strumenti finanziari derivati gli strumenti finanziari previsti dal comma 2 lettera d), e), f), g), h), i) e j), nonchè gli strumenti finanziari previsti dal comma 1-bis lett. d) che è l'elencazione di: contratti di opzione e contratti a termine standardizzati (futures, swaps, accordi su scambi futuri tassi di interesse, ecc..

    Il principio contabile internazionale (IAS/IRFS) che si occupa del tema dei derivati è il n. 39 che definisce "derivato" uno strumento finanziario o altro contratto che presenti le seguenti caratteristiche:

    1) il suo valore cambi in relazione al cambiamento in un tasso di interesse, prezzo di uno strumento finanziario, prezzo di una merce, tasso di cambio in una valuta estera,, indice dei prezzi o di tassi, merito di credito (rating) o indici di credito o altra variabile, a condizione che, nel caso di una variabile non finanziaria, questa sia specifica di una delle parti contrattuali;

    2) non richieda un investimento netto iniziale o richieda un investimento netto iniziale che sia minore di quanto sarebbe richiesto per altri tipi di contratti da cui ci si aspetterebbe una risposta simile a cambiamenti di fattori di mercato;

    3) sia regolato a data futura.

    Per quanto riguarda i derivati di copertura e di negoziazione al fine di individuare il corretto trattamento contabile da attribuire al derivato occorre individuarne la funzione.

    I derivati di copertura (dice IAS 39) sono quelli designati come tali, il cui fair value o i cui flussi finanziari si prevede compensino le variazioni di fair value o di flussi finanziari dell'elemento oggetto di copertura.

    Cosicchè in assenza di una regolamentazione codicistica che regoli l'iscrizione in bilancio e la valutazione degli strumenti finanziari derivati (essendo stata disatteso l'art. 6 della L. 366/2001) nè esistendo un principio contabile nazionale ad hoc (sebbene indirettamente se ne occupino OIC 19, 22 e 26), non resta che applicare i principi contabili nazionali per le parti di loro competenza.

    Aggiungo che l'unica regolamentazione bilancistica (peraltro riguardante le banche) e contenuta nella L. 87/1992 che considera le operazioni relative a strumenti finanziari derivati "operazioni fuori bilancio" (vale a dire da trattare con i conti d'ordine).

    Concludendo (da la vastità del tema inidonea ad essere trattata in un Forum) le imprese che non adottano IAS/IRFS devono rispettare i principi della prudenza, della prevalenza della sostanza sulla forma e il principio della coerenza valutativa.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 30-04-11 alle 11:32 AM
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  5. #5
    francescacristina è offline Junior Member
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    Buongiorno,
    ho acquistato il suo libro ed è molto interessante per la preparazione del bilancio, ma purtroppo non mi è stato utile pert risolvere un grosso problema relativo alla contabilizzazione della segunete operazione:

    1) a settembre acquisto merce in CHF al cambio di 1.3423

    2) al 31/12/2010 ho adeguato il debito aperto v/fornitore in CHF al cambio del 31.12.2010 (1.2504) facendo :

    perdita pres. su cambi A fornitore CHF

    3) Per questo debito in CHF al 20/01/2011 (cambio del giorno 1.2896) QUINDI SUCCESSIVAMENTE ALLA REGITSRAZIONE DELLA FATTURA ho posto in essere con la banca un'operazione di acquisto a termine con data 26/01/2011 al cambio 1,2849
    4) il 20/01/2011 registro l'onere finanziario che si tiene la banca (differenza tra 1.2896-1.2849)

    POI ?? il 26/01/2011 registro direttamente l'utile/perdita definitivo tenendo presente del mio debito adegiuato al 31/12/10 ?? oppure devo agire direttamente sul costo della merce come quando viene fatto un contratto a termine a fronte di un impegno di acquisto ?? Il dubbio nasce vedendo la differenzazione che viene fatta nel paragrafo 6.2 e 6.3 del prtincipio contabile nr.26.

    E' possibile avere un aiuto in merito ? Grazie infinite & saluti


    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    L'argomento è molto complesso per essere risolto con qualche consiglio, senza un approfondimento delle norme e dei principi contabili coinvolti.

    Attualmente la normativa di riferimento è D.Lgs. 24/02/1998 n. 58 che all'art. 1 definisce strumenti finanziari derivati gli strumenti finanziari previsti dal comma 2 lettera d), e), f), g), h), i) e j), nonchè gli strumenti finanziari previsti dal comma 1-bis lett. d) che è l'elencazione di: contratti di opzione e contratti a termine standardizzati (futures, swaps, accordi su scambi futuri tassi di interesse, ecc..

    Il principio contabile internazionale (IAS/IRFS) che si occupa del tema dei derivati è il n. 39 che definisce "derivato" uno strumento finanziario o altro contratto che presenti le seguenti caratteristiche:

    1) il suo valore cambi in relazione al cambiamento in un tasso di interesse, prezzo di uno strumento finanziario, prezzo di una merce, tasso di cambio in una valuta estera,, indice dei prezzi o di tassi, merito di credito (rating) o indici di credito o altra variabile, a condizione che, nel caso di una variabile non finanziaria, questa sia specifica di una delle parti contrattuali;

    2) non richieda un investimento netto iniziale o richieda un investimento netto iniziale che sia minore di quanto sarebbe richiesto per altri tipi di contratti da cui ci si aspetterebbe una risposta simile a cambiamenti di fattori di mercato;

    3) sia regolato a data futura.

    Per quanto riguarda i derivati di copertura e di negoziazione al fine di individuare il corretto trattamento contabile da attribuire al derivato occorre individuarne la funzione.

    I derivati di copertura (dice IAS 39) sono quelli designati come tali, il cui fair value o i cui flussi finanziari si prevede compensino le variazioni di fair value o di flussi finanziari dell'elemento oggetto di copertura.

    Cosicchè in assenza di una regolamentazione codicistica che regoli l'iscrizione in bilancio e la valutazione degli strumenti finanziari derivati (essendo stata disatteso l'art. 6 della L. 366/2001) nè esistendo un principio contabile nazionale ad hoc (sebbene indirettamente se ne occupino OIC 19, 22 e 26), non resta che applicare i principi contabili nazionali per le parti di loro competenza.

    Aggiungo che l'unica regolamentazione bilancistica (peraltro riguardante le banche) e contenuta nella L. 87/1992 che considera le operazioni relative a strumenti finanziari derivati "operazioni fuori bilancio" (vale a dire da trattare con i conti d'ordine).

    Concludendo (da la vastità del tema inidonea ad essere trattata in un Forum) le imprese che non adottano IAS/IRFS devono rispettare i principi della prudenza, della prevalenza della sostanza sulla forma e il principio della coerenza valutativa.

    Saluti

  6. #6
    francescacristina è offline Junior Member
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    qualcuno riesce a darmi un consiglio ? grazie in anticipo !!!

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