Oggetto: Successione testamentaria di mamma e papà in regime di comunione legale dei beni: richiesta punto di vista disinteressato:


Con riferimento all’oggetto, con la presente sottopongo alla gentile attenzione della S.V. la seguente narrativa sulle intenzioni testamentarie di papà, chiedendo se alla luce della vigente normativa (Artt. 537/542/566/581 C.C.) possa essere stata operata disparità di trattamento giuridico ai danni dello scrivente.

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1) Nel giugno del 1990 mio padre, con l’accordo di tutti e tre i figli, fa atto di donazione di tutte le merci in magazzino al fratello più piccolo, che accetta di continuare l’attività commerciale di papà, in quanto collocato a riposo per limiti di età.
2) Fino ad oggi mio fratello esercita l’attività di papà con passione e profitto.
3) I cespiti di mio padre consistono in: a) un fabbricato di quattro piani, di cui 3 di essi (senza tramezzature), adibiti a piani espositivi di circa 200 mq. ciascuno, e l’ultimo piano, utilizzato come appartamento di civile abitazione (completamente arredato), dove vive mio padre; b) un giardino di mq. 1.000 (agricolo), all’interno del quale insiste un capannone rustico di circa mq. 60 (per deposito merci), regolarizzato mediante sanatoria edilizia e quindi potenzialmente suscettibile di edificazione edilizia.
4) Dal giugno del 1990 mio fratello utilizza la disponibilità dei tre piani espositivi del fabbricato di quattro piani, in comodato d’uso gratuito, per l’esercizio della sua di attività di commercio al minuto. Ed utilizza anche con le stesse caratteristiche di cui sopra anche il capannone nel giardino di 1.000 mq.
5) La mamma, intanto, è deceduta nel mese di ottobre del 2005.
6) Il papà, nel manifestare l’intenzione di voler fare donazione o testamento a breve, ha comunicato di voler suddividere il fabbricato in questo modo: piano terra e primo piano a mio fratello.
Faccio osservare che il piano espositivo a piano terra gode nella parte retrostante di due stanzette ed un terrazzino destinati a piccolo laboratorio, per effettuare piccole riparazioni inerenti il settore commerciale trattato. Ed inoltre c’è un piccolo giardino di 100 mq. edificabile.
7) Il secondo piano lo darebbe a me e l’ultimo piano (l’appartamento dove lui abita) a mia
sorella, tenendo conto che l’ultimo piano gode di un ampio terrazzo.
8) Del giardino di 1.000 mq. vuole disporre in questo modo: dividerlo per 3 figli, considerando la striscia di giardino dove insiste il capannone di attribuirlo a mio fratello “commerciante”, fintantoché non si sarà deciso d’accordo con tutti i fratelli, un domani, di realizzare una costruzione; nel qual caso della costruzione beneficerebbero tutti i fratelli.
9) Dalla morte della mamma (13/10/2005) è stata rinvenuta una lettera in copia, di cui si è perso l’originale, dove di legge chiaramente quanto segue: …”dovete dividervi tutto in parti uguali, avete capito?...

Premesso quanto sopra, tenuto conto quanto segue:
a) il valore presunto delle merci che mio fratello ha avuto donato da mio padre (con l’accordo di tutti i fratelli) ascende ad approssivative £ 100.000.000/ £ 130.000.000 circa.
b) Il valore presunto dell’affitto mensile, sia del deposito merci (che insiste sul giardino di 1.000 mq., sia per i tre piani espositivi di circa 200 mq. ciascuno, ascende a circa £. 2.000.000 (dal giugno del 1990 – epoca della donazione merci – al 2001) ed a € 2.000,00 dal 2001 ad oggi.

Da quanto precede, chiedo gentilmente di conoscere se, alla luce della vigente normativa, insistendo nelle sue intenzioni testamentarie, papà possa operare disparità di trattamento giuridico ai danni dello scrivente, soprattutto in funzione dei propri figli che un domani avrebbero di che lagnarsi per vedersi oggettivamente discriminati dai loro cugini (figli di mio fratello).

Frattanto, in attesa di cortese riscontro in merito, colgo l’occasione per porgere un cordiale saluto.
S.B.
sebastiano.battaglia@tin.it; (Nuova pagina 1)