Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Franchising

  1. #1
    RAGGG. è offline Senior Member
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    Predefinito Franchising

    Salve
    un cliente ha stipulato un contratto di franchising avente per oggetto la commercializzazione di determinati prodotti odontoiatrici
    Il contratto prevede per l'affiliato utili di spettanza pari al 25% sui prezzi applicati ed imposti.
    Premettendo che l'affiliato ha l'attività inquadrata come commercio all'ingrosso di prodotti medicali...mi chiedevo in che modo fatturare i compensi percepiti periodicamente sulla base di quanto previsto dal franchising...
    Grazie mille

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Predefinito

    Il franchisee è un commerciante all'ingrosso "a margine garantito" che compra e vende con prezzo di listino imposto.

    Lui deve fatturare la vendita dei prodotti medicali ai clienti terzi. L'utile verrà determinato per differenza tra prezzi di vendita e costi di acquisto come un qualsiasi commerciante.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    RAGGG. è offline Senior Member
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    Predefinito

    allora significa che questa clausola non ha valore?
    ...PERCHE' prevede una distribuzione delle merci senza ricarico sui prezzi e per il venditore un compenso sul volume d'affari...
    per me si sta simulando un contratto di agenzia...
    purtroppo pero' il franchising è stipulato con molti distributori in tutta Italia a queste condizioni...
    non riesco a spiegarmi

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Predefinito

    Scusi non credo di avere scritto nella mia risposta che la clausola non ha valore.

    Il ricarico per il rivenditore si può calcolare in due modi:

    1) come margine sul costo d'acquisto con listini personalizzati costruiti da ciascun rivenditore sulle base degli obiettivi di margine desiderati. In questo modo il prezzo dello stesso bene della stessa marca ecc. ecc. a Bari costa X e a Milano costa Y;

    2) come margine sul prezzo di vendita imposto con listini fissati dal concedente (nel suo caso il franchisor) che in questo modo assicurano parità di prezzo di vendita in base ad un listino comune per tutto il territorio in cui operano.
    Se il cliente compra una data merce a Bari o a Milano la paga nello stesso modo e il margine per il rivenditore è già conosciuto "a monte" perchè paga la merce al produttore o al grossista o altro al prezzo di listino imposto meno il margine garantito.

    Secondo me qui il contratto di agenzia non ricorre.

    Saluti

    Nel suo caso il margine del franchisee è del tipo 2)
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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