Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: pizza al taglio

  1. #1
    upais è offline Member
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    Predefinito pizza al taglio

    Salve, l'apertura di un'attività di produzione e vendita di pizza al taglio senza somministrazione (al tavolo) dovrebbe comportare solo l'iscrizione come impresa artigiana senza l'obbligo dell'autorizzazzione alla somministrazione di alimenti e bevande. Mi chiedo però se tutto ciò vale anche se all'interno del locale vendo bibite in lattina e bottiglia, o in quel caso si configura la somministrazione e bisogna conseguire l'autorizzazione seguendo il corso?

    Rigrazio tutti per la collaborazione e vi chiedo qualche riferimento normativo sull'argomento.

  2. #2
    studiovera è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da upais Visualizza Messaggio
    Salve, l'apertura di un'attività di produzione e vendita di pizza al taglio senza somministrazione (al tavolo) dovrebbe comportare solo l'iscrizione come impresa artigiana senza l'obbligo dell'autorizzazzione alla somministrazione di alimenti e bevande. Mi chiedo però se tutto ciò vale anche se all'interno del locale vendo bibite in lattina e bottiglia, o in quel caso si configura la somministrazione e bisogna conseguire l'autorizzazione seguendo il corso?

    Rigrazio tutti per la collaborazione e vi chiedo qualche riferimento normativo sull'argomento.
    sicuramente la produzione e vendita di pizza al taglio. anche con cessione di bevande, è attività artigianale.
    Per la somministrazione invece è un altro discorso e sicuramente non potresti mantenere l'iscrizione all'artigianato se viene esercitata nello stesso locale.

  3. #3
    James-Italy è offline Junior Member
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    Uhmm a me sembra che si può... Per rimanere artigiana, la pizzeria d'asporto dovrà comunque svolgere l'attività di somministrazione in maniera non prevalente.

    Se non è cosi devo telefonare la mia commercialista domani per correggere nostro scia!

    Edit:
    Forse sono confuso. Può rimanere artigiana sicuramente anche se vende le bibite, ma forse deve fare due scia, una per la pizzeria e una per la somministrazione.
    Ultima modifica di James-Italy; 04-10-11 alle 06:53 PM Motivo: brain fart

  4. #4
    studiovera è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da James-Italy Visualizza Messaggio
    Uhmm a me sembra che si può... Per rimanere artigiana, la pizzeria d'asporto dovrà comunque svolgere l'attività di somministrazione in maniera non prevalente.

    Se non è cosi devo telefonare la mia commercialista domani per correggere nostro scia!

    Edit:
    Forse sono confuso. Può rimanere artigiana sicuramente anche se vende le bibite, ma forse deve fare due scia, una per la pizzeria e una per la somministrazione.
    C'è una cosa da chiarire in merito alle attività artigianali:
    a. devono essere prevalenti, per cui puoi anche esercitare altre attività ma questa deve per forza essere la numero uno.
    b. non è mai attività artigianale l'attività di somministrazione di alimenti e bevande per prescrizione normativa (443/85).

  5. #5
    James-Italy è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da studiovera Visualizza Messaggio
    C'è una cosa da chiarire in merito alle attività artigianali:
    a. devono essere prevalenti, per cui puoi anche esercitare altre attività ma questa deve per forza essere la numero uno.
    b. non è mai attività artigianale l'attività di somministrazione di alimenti e bevande per prescrizione normativa (443/85).

    studiovera hai ragione e hai risposto perfettamente alla domanda iniziale, non dovevo dire niente. Ho creato solo confusione. Stavo concentrando solo sulla parte artigianale e non della sua domanda per il corso REC per le bevande, che secondo me deve fare.

    Sto avviando una rosticceria (artigiana), con vendita bibite, e sono in aria sopratutto per il discorso artigianale. Essendo dentro un centro commerciale diventa tutto complicato perche subentro io nella loro SCIA.

    Tornando alla domanda iniziale di upais, sembra assurdo che uno può preparare e vendere cibo, senza nessun obbigo di fare corso, pero se vende una bottiglia di acqua o coca-cola deve avere i requisiti per la somministrazione. Assurdo ma è proprio cosi. La rivendita delle bevande è considerato somministrazione.

    In bocca al lupo!

  6. #6
    upais è offline Member
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    Innanzi tutto, ringrazio gli intervenuti, chiedevo qualche riferimento normativo proprio perchè c'è molta confusione su questo come su tutto il resto in italia, parlando con un impiegato del comune, questo mi diceva che non c'è somministrazione se la bevanda non viene versata nel bicchiere all'interno del locale, quindi non necessita alcun corso, mi pare abbastanza in contrasto con quello che mi confermate voi, ma questa gente tali notizie dove le prende???
    Citazione Originariamente Scritto da James-Italy Visualizza Messaggio
    studiovera hai ragione e hai risposto perfettamente alla domanda iniziale, non dovevo dire niente. Ho creato solo confusione. Stavo concentrando solo sulla parte artigianale e non della sua domanda per il corso REC per le bevande, che secondo me deve fare.

    Sto avviando una rosticceria (artigiana), con vendita bibite, e sono in aria sopratutto per il discorso artigianale. Essendo dentro un centro commerciale diventa tutto complicato perche subentro io nella loro SCIA.

    Tornando alla domanda iniziale di upais, sembra assurdo che uno può preparare e vendere cibo, senza nessun obbigo di fare corso, pero se vende una bottiglia di acqua o coca-cola deve avere i requisiti per la somministrazione. Assurdo ma è proprio cosi. La rivendita delle bevande è considerato somministrazione.

    In bocca al lupo!

  7. #7
    shailendra è offline Senior Member
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    Innanzi tutto, ringrazio gli intervenuti, chiedevo qualche riferimento normativo proprio perchè c'è molta confusione su questo come su tutto il resto in italia, parlando con un impiegato del comune, questo mi diceva che non c'è somministrazione se la bevanda non viene versata nel bicchiere all'interno del locale, quindi non necessita alcun corso, mi pare abbastanza in contrasto con quello che mi confermate voi, ma questa gente tali notizie dove le prende???
    Confermo quello che ha detto l'impiegato comunale. Per la sola vendita di alimentari non serve alcun corso, serve solo per la somministrazione, che è cosa diversa dalla vendita.
    "Come spieghereste a un bambino che cos'è la felicità?" "Non glielo spiegherei. Gli darei un pallone per farlo giocare" D. Solle

  8. #8
    James-Italy è offline Junior Member
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    Innanzi tutto, ringrazio gli intervenuti, chiedevo qualche riferimento normativo proprio perchè c'è molta confusione su questo come su tutto il resto in italia, parlando con un impiegato del comune, questo mi diceva che non c'è somministrazione se la bevanda non viene versata nel bicchiere all'interno del locale, quindi non necessita alcun corso, mi pare abbastanza in contrasto con quello che mi confermate voi, ma questa gente tali notizie dove le prende???
    Non sono esperto, ma mi è stato spiegato che la rivendita di bevande è considerato "somministrazione", se servite o no. Per me, in Lombardia è chiaro che non centra nulla se la bottiglia di acqua è aperto o chiuso, rovesciato in bicchiere no- è vietato la rivendita, salva DIAP.

    Legge Regionale 30 aprile 2009, N. n. 8 Art. 2 (Vendita di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato)
    1. Le imprese artigiane di produzione e trasformazione alimentare che effettuano la vendita diretta al pubblico possono effettuare la vendita degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato, purché tale attività sia strumentale e accessoria alla produzione e alla trasformazione.
    2. E' consentita la vendita, da parte delle imprese artigiane, degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato nei locali adiacenti a quelli di produzione, con esclusione degli spazi esterni al locale ove si svolge l'attività artigianale, tramite l'utilizzo degli arredi dell'azienda e di stoviglie e posate a perdere, ma senza servizio e assistenza di somministrazione.
    3. Negli spazi di cui al comma 2 la vendita di bevande diverse da quelle prodotte e trasformate dall'impresa artigiana è vietata, salva dichiarazione di inizio attività produttive (DIAP), ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 2 febbraio 2007, n. 1 (Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia).
    4. L'attività di cui alla presente legge è soggetta a previa comunicazione al comune in cui si svolge ed è esercitata nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza alimentare.
    5. L'attività di cui alla presente legge è svolta nel rispetto della disciplina sull'inquinamento acustico contenuta nelle leggi statali e regionali e nei relativi provvedimenti attuativi.


    Sempre per la Lombardia, c'e una sheda teseo che ho trovato molto utile intitolato "Pizzeria d'asporto, pizzeria al taglio, kebaberia" che è stata presentata 4/2/2011. La scheda è stato realizzata in collaborazione con CCIAA BG, Assoc. Artigiani BG, Unione Artigiani Confindustria BG, Confartigianato BG, ecc. L'ho ritirato in persona da Bergamo Formazione, ma si può registrare anche sul sito per averla in formatta pdf.

    Mentre stavo facendo il corso, ho conosciuto artigiani che hanno messo distributori automatici per le bevande come soluzione temporaneo, in attesa finire il corso.

    Forse la tua regione ha diverse regole. Puoi anche controllare con l'ASL che eventualmente farà i controlli.

  9. #9
    lachicadeltrapezio è offline Junior Member
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    Ciao anche io ho avuto lo stesso problema.

    Per evitare il corso abbiamo installato il distributore automatico di proprietà della ditta fornitrice del distributore!
    La Chica

  10. #10
    pipelly è offline Senior Member
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    Ma perchè, accanto all'attività prevalente artigiana non è possibile avere anche marginalmente una seconda attività per la rivendita di generi alimentari?
    Si avranno un codice attività artigiano prevalente ed un secondo codice attività secondario per la vendita di bibite.
    Direi che questa è l'unica soluzione praticabile.
    Ovviamente le bibite devono essere vendute chiuse.

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