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Discussione: Crisi temporanea di liquidità

  1. #1
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    Predefinito Crisi temporanea di liquidità

    La srl per cui lavoro (4 soci ed un capitale sociale di 10.400,00 euro) nel 2005 e nel 2006 ha avuto un fatturato di poco più di € 1.000.000,00, con un utile sui € 50.000,00.
    Purtroppo nel 2007 abbiamo avuto pochi lavori (progettiamo sofware per l'automazione industriale) e abbiamo fatturato solo 400.000,00 euro con un utile prossimo allo zero.
    Nel 2005 e nel 2006 abbiamo fatto molti investimenti.
    1) Ora, se calcolo gli ammortamenti, vado in perdita per un pari importo. Posso ridurre le % di ammortamento della metà? Lo posso fare per tutti i beni?
    2) Pochi lavori=pochi soldi=scarsa liquidità. Inoltre un cliente ci ha addebitato 16.000,00 per un danno all'impianto. C'è una discussione in corso ma intanto non ci hanno pagato le fatture. Uno dei soci (quello che ha il 70% delle quote) può finanziare la società per 12.000,00 oppure devono finanziare tutti in proporzione alle quote di capitale?

  2. #2
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    1) La possibilità di ridurre le % di ammortamento della metà, nonchè per tutti i beni è ammessa, ma solo in linea di principio.
    Dal punto di vista fiscale è possibile; ma, ed è qua il problema, non è sempre possibile dal punto di vista civilistico; al riguardo, per evitare di dilungarmi, ti invito a leggere il principio contabile OIC 16 dove parla degli ammortamenti e della possibilità di ridurre la %.


    2) La società può essere finanziata anche da un socio solo; ricorda di farlo tramite lo scambio di corrispondenza (altrimenti, se fai la delibera, c'è l'imposta di registro).

    ciao

  3. #3
    mazzanti è offline Senior Member
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    24.01.2008

    Per quanto riguarda gli ammortamenti -da un punto di vista esclusivamente civilistico- si stanziano le quote in base al deperimento avuto nell'anno e alla residua presunta vita utile dei cespiti (annotazioni in nota integrativa per spiegare come si è ragionato e formalità varie rispettando....).

    Per quanto riguarda l'argomento finanziamenti, i soci non sono tenuti a finanziare la società in proporzione alle partecipazioni; certo, se lo facessero sarebbe meglio, specie se il finanziamento è in conto capitale. Perchè se non fossero proporzionali alle quote e in futuro la società volesse utilizzarli per aumentare il capitale sociale nominale, ne andrebbero a beneficiare coloro che non hanno versato o che l'hanno fatto in misura inferiore alla partecipazione. Per evitare tutto ciò, la società dovrebbe deliberare la restituzione parziale a chi ha versato di più ecc....ecc...insomma: sarebbe meglio procedere in base alle quote (come può facilmente intuire...).
    [B]Roberto Mazzanti[/B]
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da mazzanti Visualizza Messaggio
    24.01.2008

    Per quanto riguarda gli ammortamenti -da un punto di vista esclusivamente civilistico- si stanziano le quote in base al deperimento avuto nell'anno e alla residua presunta vita utile dei cespiti (annotazioni in nota integrativa per spiegare come si è ragionato e formalità varie rispettando....).

    Per quanto riguarda l'argomento finanziamenti, i soci non sono tenuti a finanziare la società in proporzione alle partecipazioni; certo, se lo facessero sarebbe meglio, specie se il finanziamento è in conto capitale. Perchè se non fossero proporzionali alle quote e in futuro la società volesse utilizzarli per aumentare il capitale sociale nominale, ne andrebbero a beneficiare coloro che non hanno versato o che l'hanno fatto in misura inferiore alla partecipazione. Per evitare tutto ciò, la società dovrebbe deliberare la restituzione parziale a chi ha versato di più ecc....ecc...insomma: sarebbe meglio procedere in base alle quote (come può facilmente intuire...).
    A Maggio, ai fini dell'acquisto di un terreno, ho predisposto un verbale del CdA. Il CdA deliberò di chiedere un finanziamento ai soci finalizzato all'acquisto del terreno. Poi sono state scritte le lettere con cui il Rappresentante Legale chiedeva a ciascun socio di finanziare la società.
    Non ho pagato alcuna imposta di registro nè imposta di bollo. Ho sbagliato qualcosa?
    Posso comportarmi nello stesso modo adesso? e cioè: il CdA delibera di chiedere un finanziamento ai soci per esigenze di liquidità temporanee, poi la società scrive a tutti i soci, ed uno dei soci accetta di finanziare a titolo gratuito.

  5. #5
    maxrobby è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da martina@esatek.it Visualizza Messaggio
    A Maggio, ai fini dell'acquisto di un terreno, ho predisposto un verbale del CdA. Il CdA deliberò di chiedere un finanziamento ai soci finalizzato all'acquisto del terreno. Poi sono state scritte le lettere con cui il Rappresentante Legale chiedeva a ciascun socio di finanziare la società.
    Non ho pagato alcuna imposta di registro nè imposta di bollo. Ho sbagliato qualcosa?
    Posso comportarmi nello stesso modo adesso? e cioè: il CdA delibera di chiedere un finanziamento ai soci per esigenze di liquidità temporanee, poi la società scrive a tutti i soci, ed uno dei soci accetta di finanziare a titolo gratuito.
    In breve, ci sono dei casi in cui i finanziamenti dei soci (fruttiferi e infruttiferi), scontano imposta di registro al 3% da versare entro 20 giorni dal verbale di assemblea ovvero da qualunque tipo di scrittura privata, contratti e simili.
    Come ti ha detto il collega, per non pagare l'imposta di registro l'accordo tra i soci deve essere stipulato mediante scambio di corrispondenza.
    Ma attenzione:
    - la società, tramite il R. L., scrive ai soci specificando le ragioni per le quali serve il finanziamento (fruttifero o no che sia);
    - i diversi soci accetteranno rispondendo al R. L.;
    - entrambe le "lettere" saranno inviate in plico senza busta, raccomandata con ricevuta di ritorno, per dare data certa.

    Quindi credo che tu abbia fatto bene.
    L'importante, insomma, è che non ci sia un atto scritto con le firme del R. L. e dei soci (se non ricordo male).

  6. #6
    mazzanti è offline Senior Member
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    Predefinito crisi temporanea

    24.01.2008

    I finanziamenti da soci non sono soggetti all'imposta di registro, se risultano da delibere assembleari o da corrispondenza; in caso contrario, se risultano da apposite convenzioni sottoscritte dalla società e dai soci, vanno tassati al 3% entro 20 giorni dalla data atto. Non credo che convenga procedere in questi termini.
    E non credo quindi che abbia sbagliato in precedenza, sotto questo aspetto.

    Per il resto, la procedura che lei ha descritto per arrivare al finanziamento va benissimo.
    [B]Roberto Mazzanti[/B]
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  7. #7
    L'avatar di danilo sciuto
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    Citazione Originariamente Scritto da martina@esatek.it Visualizza Messaggio
    Ho sbagliato qualcosa?
    Posso comportarmi nello stesso modo adesso?
    Il comportamento tenuto sta bene anche a me. Nessuna imposta di registro se nello stesso foglio di carta non ci sono le firme di finanziatore e finanziato.

    ciao

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