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Discussione: Modello Eas

  1. #1
    studio2010 è offline Member
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    Question Modello Eas

    Buon pomeriggio a tutti. Avrei un rompicapo da porvi. Non so se qualcuno può aiutarmi.
    Lo studio ha appena acquisito come cliente un' associazione sportiva dilettantistica affiliata Federazione Ginnastica Italiana ed iscritta al Coni. Niente opzione per la L.398/91, niente partita iva, niente introiti per sponsorizzazioni e pubblicità ma solo entrate per lo svolgimento di corsi di ginnastica agli atleti che risultano tesserati.

    Prima domanda: l'associazione avrebbe dovuto presentare mod. Eas entro marzo 2011 (in forma ridotta in quanto iscritta al Coni) seppur incassando esclusivamente denari per tesseramento e svolgimento di corsi sportivi e non relativi a contratti di sponsorizzazione e pubblicità? Faccio questa domanda perchè putroppo non l'ha presentata.

    Seconda domanda: Se si (cioè che andava presentata) la mancata presentazione porta la revoca delle agevolazioni previste dall'art.148 Tuir per tutti gli anni di attività dell'associazione o per uno in particolare?

    Terza domanda: La tardiva presentazione del mod Eas sana il decadimento dei benefici di cui all'art. 148 del Tuir e dà origine ad una sanzione oppure?

    Quarta domanda: cosa mi consigliate di fare? Far presentare mod. Eas in ritardo quest'anno, presentarlo entro il 31 marzo dell'anno prossimo oppure non presentarlo per niente? Io opterei per presentarlo ora.

    Grazie in anticipo

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da studio2010 Visualizza Messaggio
    Buon pomeriggio a tutti. Avrei un rompicapo da porvi. Non so se qualcuno può aiutarmi.
    Lo studio ha appena acquisito come cliente un' associazione sportiva dilettantistica affiliata Federazione Ginnastica Italiana ed iscritta al Coni. Niente opzione per la L.398/91, niente partita iva, niente introiti per sponsorizzazioni e pubblicità ma solo entrate per lo svolgimento di corsi di ginnastica agli atleti che risultano tesserati.

    Prima domanda: l'associazione avrebbe dovuto presentare mod. Eas entro marzo 2011 (in forma ridotta in quanto iscritta al Coni) seppur incassando esclusivamente denari per tesseramento e svolgimento di corsi sportivi e non relativi a contratti di sponsorizzazione e pubblicità? Faccio questa domanda perchè putroppo non l'ha presentata.

    Seconda domanda: Se si (cioè che andava presentata) la mancata presentazione porta la revoca delle agevolazioni previste dall'art.148 Tuir per tutti gli anni di attività dell'associazione o per uno in particolare?

    Terza domanda: La tardiva presentazione del mod Eas sana il decadimento dei benefici di cui all'art. 148 del Tuir e dà origine ad una sanzione oppure?

    Quarta domanda: cosa mi consigliate di fare? Far presentare mod. Eas in ritardo quest'anno, presentarlo entro il 31 marzo dell'anno prossimo oppure non presentarlo per niente? Io opterei per presentarlo ora.

    Grazie in anticipo
    Nel suo caso l'obbligo non c'era perchè la ASD è iscritta al CONI e non svolge alcuna attività commerciale (in tal senso la C.M. 45/E/2009).

    Deve però aver adempiuto a tutti gli obblighi burocratici e statutari previsti dalla L. 289/2002.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    studio2010 è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Nel suo caso l'obbligo non c'era perchè la ASD è iscritta al CONI e non svolge alcuna attività commerciale (in tal senso la C.M. 45/E/2009).

    Deve però aver adempiuto a tutti gli obblighi burocratici e statutari previsti dalla L. 289/2002.

    Nella circolare ministeriale 45/e/2009, al punto 1.2, successivamente al periodo in cui viene sancito l'esonero dell'invio del mod. eas per alcuni soggetti, è presente anche questa frase:

    "Al riguardo, si ricorda, come evidenziato nella citata circolare n. 12, che sono tenute all’onere della trasmissione del modello le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività strutturalmente commerciali, ancorché “decommercializzate” ai fini fiscali ai sensi degli articoli 148, comma 3, del TUIR e 4, quarto comma, secondo periodo, del DPR n. 633. Ne consegue che sono tenute alla trasmissione del modello tutte le associazioni sportive dilettantistiche che, a fronte delle prestazioni rese nell’ambito di attività strutturalmente commerciali, percepiscano corrispettivi specifici, a nulla rilevando la circostanza che detti corrispettivi vengano eventualmente qualificati come contributo o quota associativa. Le associazioni e le società sportive dilettantistiche iscritte nel registro del CONI che non soddisfano i requisiti prescritti ai fini dell’esonero dalla presentazione del modello assolvono l’onere della comunicazione dei dati e notizie rilevanti ai fini fiscali compilando l’anzidetto modello con le modalità indicate nel successivo paragrafo 1.3."

    A questo punto un dubbio: per attività strutturalmente commerciali, ancorché “decommercializzate” ai fini fiscali ai sensi degli articoli 148, comma 3, del TUIR e 4, quarto comma, secondo periodo, del DPR n. 633, non rientrano anche i corrispettivi ricevuti dall'associazione per lo svolgimento di corsi di ginnastica?

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    No, in quanto l'art. 148, co. 3 del TUIR considera non commerciali le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti degli associati, in conformità alle finalità istituzionali.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  5. #5
    jjbulldog è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    No, in quanto l'art. 148, co. 3 del TUIR considera non commerciali le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti degli associati, in conformità alle finalità istituzionali.

    Saluti

    Salve, riprendo l'argomento per un caso simile presentatomi in questi giorni:

    Perchè si richiama all'art 148?
    Il DL che introduce l'Eas dovrebbe essere una "deroga" proprio all'art 148....intendo dire che nonostante vi sia il 148, che rende non commerciali orperazioni comunemente tali nel caso in cui siano rivolte agli associati (per fini istituzionali dell'associazione), il decreto istitutivo dell'Eas, obbliga ad un adempimento ulteriore ( presentazione Eas) proprio per fruire di tale agevolazione ( anche per chi riscuote solo le quote associative).

    Sulla base dell'interpretazione fornita dall'agenzia nella sua circolare, sopra riportata dall'utente "studio2010", attività strutturalmente commerciali, se poste in essere da ass sportive riconociute coni, porterebbero all'obbligo di presentare il modello Eas anche se a fronte di una esenzione generalizzata per questa tipologia di associazione in caso di attività non commerciali.

    Per vincere una tale interpretazione, dovrei dimostrare che l'attività di palestra o simili, svolta dall'associazione e per la quale si percepiscono dei compensi\contributi\quote associative\$$$$$ non è un attività di tipo commerciale, "strutturalmente commerciale".
    A prescindere dell'esistenza dell'art 148.

    Mentre in linea di massima tutte le ass sono tenute a presentare l'Eas ( a parte le eccezioni) anche solo per aver ricevuto quote associative, per le asd riconosciute coni, l'obbligo scatterebbe solo se effettuano att commerciali.
    L'organizzazione di corsi di ginnastica per i soci è una attività strutturalmente commerciale? normalmente lo dovrebbe essere!
    E l'agenzia addirittura precisa che anche se i compensi percepiti si chiamano quote associative l'Eas si dovrebbe presentare se l'attività è strutturalmente commerciale.

    Dove è fallace il mio ragionamento?
    Grazie

  6. #6
    dbaggio è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da jjbulldog Visualizza Messaggio


    Salve, riprendo l'argomento per un caso simile presentatomi in questi giorni:

    Perchè si richiama all'art 148?
    Il DL che introduce l'Eas dovrebbe essere una "deroga" proprio all'art 148....intendo dire che nonostante vi sia il 148, che rende non commerciali orperazioni comunemente tali nel caso in cui siano rivolte agli associati (per fini istituzionali dell'associazione), il decreto istitutivo dell'Eas, obbliga ad un adempimento ulteriore ( presentazione Eas) proprio per fruire di tale agevolazione ( anche per chi riscuote solo le quote associative).

    Sulla base dell'interpretazione fornita dall'agenzia nella sua circolare, sopra riportata dall'utente "studio2010", attività strutturalmente commerciali, se poste in essere da ass sportive riconociute coni, porterebbero all'obbligo di presentare il modello Eas anche se a fronte di una esenzione generalizzata per questa tipologia di associazione in caso di attività non commerciali.

    Per vincere una tale interpretazione, dovrei dimostrare che l'attività di palestra o simili, svolta dall'associazione e per la quale si percepiscono dei compensi\contributi\quote associative\$$$$$ non è un attività di tipo commerciale, "strutturalmente commerciale".
    A prescindere dell'esistenza dell'art 148.

    Mentre in linea di massima tutte le ass sono tenute a presentare l'Eas ( a parte le eccezioni) anche solo per aver ricevuto quote associative, per le asd riconosciute coni, l'obbligo scatterebbe solo se effettuano att commerciali.
    L'organizzazione di corsi di ginnastica per i soci è una attività strutturalmente commerciale? normalmente lo dovrebbe essere!
    E l'agenzia addirittura precisa che anche se i compensi percepiti si chiamano quote associative l'Eas si dovrebbe presentare se l'attività è strutturalmente commerciale.

    Dove è fallace il mio ragionamento?
    Grazie
    Salve, leggevo la vostra discussione e concordo con jjbulldog sulla necessità di invio del modello EAS.

    Il problema, almeno dal mio punto di vista, è l'effettiva validità di un modello inviato tardivamente.

    Dalla lettura della normativa e delle circolari sembra che l'obbligo dell'invio, se non effettuato nei termini e nei modi previsti, escluda la possibilità di fruire delle agevoalzioni di cui all'art. 148 TUIR e art. 4 DPR 633/72.

    Studio2010 parla giustamente di rompicapo perchè dovrei decidere sul da farsi con le seguenti opzioni:
    - invio tardivo modello EAS e conseguente incapacità di prevedere eventuali sanzioni e diniego di agevolazioni per l'associazione,
    - non invio il modello EAS e mi adeguo agli obblighi degli enti commerciali, a questo punto potrei applicare il regime agevolativo della 398 se ho i requisiti. Da quanto letto almeno l'invio del modello EAS non preclude l'accesso a tale regime agevolativo.
    - sciolgo l'associazione e la ricostituisco con nuovo CF e PIVA (se serve) e mi regolarizzo con l'invio del modello EAS entro i 60 gg. Forse la soluzione più sicura.

    Certo è che la normativa e le circolari a fronte di provvedimenti molto severi non trattano di alcuna modalità riguardante l'eventuale regolarizzazione/ravvedimento di posizioni non corrette.

    Se voi avete informazioni più dettagliate o corrette ne sarei lieto.
    grazie.

  7. #7
    moretta21 è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da dbaggio Visualizza Messaggio
    Salve, leggevo la vostra discussione e concordo con jjbulldog sulla necessità di invio del modello EAS.

    Il problema, almeno dal mio punto di vista, è l'effettiva validità di un modello inviato tardivamente.

    Dalla lettura della normativa e delle circolari sembra che l'obbligo dell'invio, se non effettuato nei termini e nei modi previsti, escluda la possibilità di fruire delle agevoalzioni di cui all'art. 148 TUIR e art. 4 DPR 633/72.

    Studio2010 parla giustamente di rompicapo perchè dovrei decidere sul da farsi con le seguenti opzioni:
    - invio tardivo modello EAS e conseguente incapacità di prevedere eventuali sanzioni e diniego di agevolazioni per l'associazione,
    - non invio il modello EAS e mi adeguo agli obblighi degli enti commerciali, a questo punto potrei applicare il regime agevolativo della 398 se ho i requisiti. Da quanto letto almeno l'invio del modello EAS non preclude l'accesso a tale regime agevolativo.
    - sciolgo l'associazione e la ricostituisco con nuovo CF e PIVA (se serve) e mi regolarizzo con l'invio del modello EAS entro i 60 gg. Forse la soluzione più sicura.

    Certo è che la normativa e le circolari a fronte di provvedimenti molto severi non trattano di alcuna modalità riguardante l'eventuale regolarizzazione/ravvedimento di posizioni non corrette.

    Se voi avete informazioni più dettagliate o corrette ne sarei lieto.
    grazie.
    Ciao... "dbaggio" cosa hai deciso per la tua associazione!
    Mannaggia anch'io ho un problema simile per una piccola associazione per anziani che si riuniscono la sera per una partitina ed un birretta! Il dubbio è:
    1. Presentarlo in ritardo
    2. Chiudere e riaprire l'associazione
    3. Non presentarlo e aspettare che l'Agenzia mi contesti qualcosa e dimostrare successivamente che in base all'art. 148, co. 3 del TUIR considera non commerciali le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti degli associati, in conformità alle finalità istituzionali; visto che alla fine l'unica attività è quella di far incontrare gli anziani ed offrirgli un posto dove giocare, bere e mangiare qualcosina tra i soci e nulla più!
    Aiutatemi!?! GRAZIE
    Ultima modifica di moretta21; 09-03-12 alle 09:43 PM

  8. #8
    s_sboy è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da dbaggio Visualizza Messaggio
    Salve, leggevo la vostra discussione e concordo con jjbulldog sulla necessità di invio del modello EAS.

    Il problema, almeno dal mio punto di vista, è l'effettiva validità di un modello inviato tardivamente.

    Dalla lettura della normativa e delle circolari sembra che l'obbligo dell'invio, se non effettuato nei termini e nei modi previsti, escluda la possibilità di fruire delle agevoalzioni di cui all'art. 148 TUIR e art. 4 DPR 633/72.

    Studio2010 parla giustamente di rompicapo perchè dovrei decidere sul da farsi con le seguenti opzioni:
    - invio tardivo modello EAS e conseguente incapacità di prevedere eventuali sanzioni e diniego di agevolazioni per l'associazione,
    - non invio il modello EAS e mi adeguo agli obblighi degli enti commerciali, a questo punto potrei applicare il regime agevolativo della 398 se ho i requisiti. Da quanto letto almeno l'invio del modello EAS non preclude l'accesso a tale regime agevolativo.
    - sciolgo l'associazione e la ricostituisco con nuovo CF e PIVA (se serve) e mi regolarizzo con l'invio del modello EAS entro i 60 gg. Forse la soluzione più sicura.

    Certo è che la normativa e le circolari a fronte di provvedimenti molto severi non trattano di alcuna modalità riguardante l'eventuale regolarizzazione/ravvedimento di posizioni non corrette.

    Se voi avete informazioni più dettagliate o corrette ne sarei lieto.
    grazie.
    salve. entro nele merito solo della mancata presentazione del modello eas citata da dbaggio: al momento, per quanto mi risulta, non è sanabile. unico consiglio: farla immediatamente.

  9. #9
    s_sboy è offline Member
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    Mi contraddico da solo .... Ci sarebbe, ma non ho approfondito, l'art.2, co.1 del dl 16/2012 "Adempimenti per accedere ad agevolazioni fiscali". Alla prima lettura sembrerebbe applicabile anche alla omessa presentazione dell'eas. Cosa ne pensate?

  10. #10
    s_sboy è offline Member
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    Spero che possa interessare. Segnalo questo articolo di Carlo Mazzini apparso su EAS, l’incubo è finito | Quinonprofit . Pare proprio che finalmente grazie all'art.2 del dl 16/2012 si possa sanare spontaneamente (con oblazione) l'EAS non presentato.

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