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Discussione: Ravvedimento Per Omessa Comunicazione Dichiarazione D'intento

  1. #1
    ANATOJ è offline Senior Member
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    Smile Ravvedimento Per Omessa Comunicazione Dichiarazione D'intento

    Ciao a tutti.
    Viespongo il seguente quesito.
    Un mio cliente ha venduto merce dietro ricevimento di una dichiarazione d'intento (datata novembre 2007) valevole per tutto il 2007 e senza limiti di importo.
    Le vendite sono avvenute una a novembre 2007 e l'altra a dicembre 2007.
    Secondo la finanziaria 2005 e la circolare 41 del 2005, la dichiarazione doveva essere comunicata telematicamente all'AE entro il 16 dicembre 2007 (entro il mese successivo dal ricevimento), cosa che non è stato fatto.
    Sono pertanto obbligato ad effettuare il ravvedimento per l'omessa comunicazione.
    Secondo la circolare 41 del 2005, per ravvedersi si deve versare 1/5 della sanzione ridotta che consiste nel 100% dell'IVA non applicata in fattura.
    Ma il dubbio è: si deve considerare solo l'IVA non applicata sulla vendita del mese di novembre 2007 o anche quella del mese di dicembre 2007?
    grazie

  2. #2
    L'avatar di danilo sciuto
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    La circolare 41/05 ha chiarito che sanzione è proporzionale all'imposta relativa alle fatture effettivamente emesse, e pertanto la mancata comunicazione nel mese di ricevimento, ove nello stesso non siano state emesse fatture, comporta la sanzione generica dell'art. 11, comma1, lettera a) del sopra citato decreto legislativo, nella misura fissa da 258 euro a 2.065 euro.

    Da ciò si evince che la sanzione va commisurata all'Iva di novembre.

    ciao

    Citazione Originariamente Scritto da ANATOJ Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti.
    Viespongo il seguente quesito.
    Un mio cliente ha venduto merce dietro ricevimento di una dichiarazione d'intento (datata novembre 2007) valevole per tutto il 2007 e senza limiti di importo.
    Le vendite sono avvenute una a novembre 2007 e l'altra a dicembre 2007.
    Secondo la finanziaria 2005 e la circolare 41 del 2005, la dichiarazione doveva essere comunicata telematicamente all'AE entro il 16 dicembre 2007 (entro il mese successivo dal ricevimento), cosa che non è stato fatto.
    Sono pertanto obbligato ad effettuare il ravvedimento per l'omessa comunicazione.
    Secondo la circolare 41 del 2005, per ravvedersi si deve versare 1/5 della sanzione ridotta che consiste nel 100% dell'IVA non applicata in fattura.
    Ma il dubbio è: si deve considerare solo l'IVA non applicata sulla vendita del mese di novembre 2007 o anche quella del mese di dicembre 2007?
    grazie

  3. #3
    ANATOJ è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da danilo sciuto Visualizza Messaggio
    La circolare 41/05 ha chiarito che sanzione è proporzionale all'imposta relativa alle fatture effettivamente emesse, e pertanto la mancata comunicazione nel mese di ricevimento, ove nello stesso non siano state emesse fatture, comporta la sanzione generica dell'art. 11, comma1, lettera a) del sopra citato decreto legislativo, nella misura fissa da 258 euro a 2.065 euro.

    Da ciò si evince che la sanzione va commisurata all'Iva di novembre.

    ciao
    Grazie Danilo per la risposta, ma ancora non mi è chiaro cosa fare.
    Riassumo brevemente cosa è successo:
    1) Novembre 2007: la ditta X vende merce in esenzione d'imposta (con dichiarazione d'intento)
    2) Dicembre 2007: la ditta X vende, sempre allo stesso cliente, merce in esenzione d'imposta (con la stessa dichiarazione d'intento).
    3) Entro il 16 dicembre 2007 si avrebbe dovuto inviare la dichiarazione d'intento all'AE. (la dichiarazione d'intento valeva per tutte le operazioni effettuate da novembre a dicembre 2007). L'invio però non è stato fatto.
    4) la circolare 41/05 ha previsto in caso di omissione della comunicazione di accedere all'istituto del ravvedimento, prevedendo il pagamento di una sanzione ridotta commisurata sull'IVA nel caso siano state emesse fatture in esenzione o, come giustamente ricordi tu, commisurata sulla sanzione di € 258 nel caso non siano state emesse fatture in esenzione di IVA.
    5) L'omissione della ditta X rientra nel primo caso (emissione di fatture in esenzione) e pertanto la sanzione va commisurata sull'IVA non esposta in fattura.
    6) Se non fosse stata emessa una nuova fattura in esenzione a dicembre 2007, la sanzione, come tu giustamente hai affermato, sarebbe stata commisurata sull'IVA di novembre. Ma dato che anche a dicembre 2007 è stata emessa una fattura in esenzione ed il ravvedimento viene fatto a febbraio del 2008, sorge il dubbio se la sanzione debba essere commisurata anche sull'IVA della fattura di dicembre.
    7) Secondo il tuo ragionamento la sanzione andrebbe commisurata solo sull'IVA di novembre. Sicuramente mi sfugge qualcosa che a te non è sfuggito e ti sarei grato se mi togliessi il dubbio.
    Grazie mille per la professionalità e la puntualità che presti nelle tue risposte.

  4. #4
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    Tutto corretto!!

    Confermo le mie concuslioni, di cui al tuo punto 7.

    ciao

    Citazione Originariamente Scritto da ANATOJ Visualizza Messaggio
    Grazie Danilo per la risposta, ma ancora non mi è chiaro cosa fare.
    Riassumo brevemente cosa è successo:
    1) Novembre 2007: la ditta X vende merce in esenzione d'imposta (con dichiarazione d'intento)
    2) Dicembre 2007: la ditta X vende, sempre allo stesso cliente, merce in esenzione d'imposta (con la stessa dichiarazione d'intento).
    3) Entro il 16 dicembre 2007 si avrebbe dovuto inviare la dichiarazione d'intento all'AE. (la dichiarazione d'intento valeva per tutte le operazioni effettuate da novembre a dicembre 2007). L'invio però non è stato fatto.
    4) la circolare 41/05 ha previsto in caso di omissione della comunicazione di accedere all'istituto del ravvedimento, prevedendo il pagamento di una sanzione ridotta commisurata sull'IVA nel caso siano state emesse fatture in esenzione o, come giustamente ricordi tu, commisurata sulla sanzione di € 258 nel caso non siano state emesse fatture in esenzione di IVA.
    5) L'omissione della ditta X rientra nel primo caso (emissione di fatture in esenzione) e pertanto la sanzione va commisurata sull'IVA non esposta in fattura.
    6) Se non fosse stata emessa una nuova fattura in esenzione a dicembre 2007, la sanzione, come tu giustamente hai affermato, sarebbe stata commisurata sull'IVA di novembre. Ma dato che anche a dicembre 2007 è stata emessa una fattura in esenzione ed il ravvedimento viene fatto a febbraio del 2008, sorge il dubbio se la sanzione debba essere commisurata anche sull'IVA della fattura di dicembre.
    7) Secondo il tuo ragionamento la sanzione andrebbe commisurata solo sull'IVA di novembre. Sicuramente mi sfugge qualcosa che a te non è sfuggito e ti sarei grato se mi togliessi il dubbio.
    Grazie mille per la professionalità e la puntualità che presti nelle tue risposte.

  5. #5
    ANATOJ è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da danilo sciuto Visualizza Messaggio
    Tutto corretto!!

    Confermo le mie concuslioni, di cui al tuo punto 7.

    ciao
    grazie, anche se stavolta non mi hai tolto i dubbi

  6. #6
    Icaro è offline Junior Member
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    Ciao a tutti,
    scusatemi se nell'esposizione dei fatti posso essere un pò impreciso ma la Contabilità non è proprio il mio settore di interesse !!!

    Il problema è il seguente: nell'anno 2007 la mia collega della Contabilità si è DIMENTICATA di inviare la dichiarazione d'intento all'AE.

    Di questa dimenticanza se ne è accorta ora, quando cioè il cliente ci ha mandato una nuova dichiarazione d'intento per il nuovo anno, il problema sta nel fatto che questo cliente è uno dei più grossi clienti dell'azienda per cui, anche optando per il ravvedimento, la sanzione, seppur ridotta, risulta essere intorno alla ragguardevole cifra di 70.000 Euro.

    Lo Studio che ci segue nella Contabilità ci ha detto che non ci sono alternative, o si paga la sanzione oppure in fase di verifica l'AE può optare per una sanzione che parte da una cifra almeno pari all'IVA non esposta sulle fatture.

    La mia domanda è questa: possibile che per una semplice dimenticanza non ci sia un tetto all'importo (massimo) della sanzione ???
    Cioè, per fare un esempio, se la persona che segue la contabilità alla Fiat si dimentica di inviare la dichiarazione d'intento per un cliente (p.e. IVECO) alla fine l'Azienda deve pagare milioni di Euro anche optando per il ravvedimento operoso ???

    Grazie

  7. #7
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    Purtroppo la norma è impietosa ......

    Citazione Originariamente Scritto da Icaro Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti,
    scusatemi se nell'esposizione dei fatti posso essere un pò impreciso ma la Contabilità non è proprio il mio settore di interesse !!!

    Il problema è il seguente: nell'anno 2007 la mia collega della Contabilità si è DIMENTICATA di inviare la dichiarazione d'intento all'AE.

    Di questa dimenticanza se ne è accorta ora, quando cioè il cliente ci ha mandato una nuova dichiarazione d'intento per il nuovo anno, il problema sta nel fatto che questo cliente è uno dei più grossi clienti dell'azienda per cui, anche optando per il ravvedimento, la sanzione, seppur ridotta, risulta essere intorno alla ragguardevole cifra di 70.000 Euro.

    Lo Studio che ci segue nella Contabilità ci ha detto che non ci sono alternative, o si paga la sanzione oppure in fase di verifica l'AE può optare per una sanzione che parte da una cifra almeno pari all'IVA non esposta sulle fatture.

    La mia domanda è questa: possibile che per una semplice dimenticanza non ci sia un tetto all'importo (massimo) della sanzione ???
    Cioè, per fare un esempio, se la persona che segue la contabilità alla Fiat si dimentica di inviare la dichiarazione d'intento per un cliente (p.e. IVECO) alla fine l'Azienda deve pagare milioni di Euro anche optando per il ravvedimento operoso ???

    Grazie

  8. #8
    Icaro è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da danilo sciuto Visualizza Messaggio
    Purtroppo la norma è impietosa ......
    Sigh ...
    Una piccola "evoluzione" nel pietoso problema ... SEMBRA che la segretaria abbia fatto il suo dovere, ovverosia abbia trasmesso via fax i dati allo studio che ci segue per le pratiche contabili nei tempi indicati dalla normativa.
    Ammesso e non concesso che si riesca a reperire tale fax (che lo studio dice di non avere mai ricevuto), a questo punto che succede ???

    Grazie

  9. #9
    gaeconta è offline Junior Member
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    Predefinito risposta di fiscoggi sul ravvedimento dichiarazioni d'intento

    Iva - Dichiarazione d'intento - Presentata in ritardo
    D: DEVO INVIARE CON 2 MESI DI RITARDO UNA DICHIARAZIONE DI INTENTO. HO LETTO CHE SE ENTRO L'ANNO REGOLARIZZO LA POSIZIONE HO DELLE SANZIONI RIDOTTE. A QUANTO AMMONTANO LE SANZIONI E QUAL E' IL RELATIVO CODICE TRIBUTO?
    R: la circolare n. 41/E del 26/09/2005, al paragrafo 5.5, consente di regolarizzare l'omessa o errata comunicazione d'intento attraverso l'istituto del ravvedimento operoso di cui all'articolo 13 del Dlgs 472/1997. Pertanto, una volta decorso il termine per inviare la comunicazione il cedente/prestatore, sempre che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche, di cui abbia avuto formale conoscenza, può avvalersi del ravvedimento, inviando la comunicazione precedentemente omessa ovvero la comunicazione corretta e versando la sanzione ridotta a 1/5 del minimo. La misura della sanzione ridotta è pari a 51,00 euro (1/5 di 258,00) in assenza di forniture all'esportatore abituale; oppure il 20 per cento dell'Iva non applicata alle forniture effettuate nei confronti dell'esportatore, con un minimo di 51,00 euro. Il termine per la regolarizzazione è di un anno e il codice tributo della sanzione è "8904".

  10. #10
    ANATOJ è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da gaeconta Visualizza Messaggio
    Iva - Dichiarazione d'intento - Presentata in ritardo
    D: DEVO INVIARE CON 2 MESI DI RITARDO UNA DICHIARAZIONE DI INTENTO. HO LETTO CHE SE ENTRO L'ANNO REGOLARIZZO LA POSIZIONE HO DELLE SANZIONI RIDOTTE. A QUANTO AMMONTANO LE SANZIONI E QUAL E' IL RELATIVO CODICE TRIBUTO?
    R: la circolare n. 41/E del 26/09/2005, al paragrafo 5.5, consente di regolarizzare l'omessa o errata comunicazione d'intento attraverso l'istituto del ravvedimento operoso di cui all'articolo 13 del Dlgs 472/1997. Pertanto, una volta decorso il termine per inviare la comunicazione il cedente/prestatore, sempre che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche, di cui abbia avuto formale conoscenza, può avvalersi del ravvedimento, inviando la comunicazione precedentemente omessa ovvero la comunicazione corretta e versando la sanzione ridotta a 1/5 del minimo. La misura della sanzione ridotta è pari a 51,00 euro (1/5 di 258,00) in assenza di forniture all'esportatore abituale; oppure il 20 per cento dell'Iva non applicata alle forniture effettuate nei confronti dell'esportatore, con un minimo di 51,00 euro. Il termine per la regolarizzazione è di un anno e il codice tributo della sanzione è "8904".
    Confermo
    ciao

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