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Discussione: Partita iva per pagamento prestazioni una tantum: conviene?

  1. #1
    nuto è offline Junior Member
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    Predefinito Partita iva per pagamento prestazioni una tantum: conviene?

    Buongiorno a tutti. Cercherò di essere breve ma allo stesso tempo comprensibile, e mi è difficile perchè non so praticamente nulla dell'argomento...

    Assieme ad un'altra persona (che ha partita iva come psicologa) mi è stato chiesto di gestire una pensione che ha anche uno spazio per realizzare eventi. Il nostro reddito deriverebbe da una quota sui pernottamenti e da quanto riusciremmo a ricavare dalla realizzazione di vari eventi, tra cui corsi, degustazioni, conferenze...
    Si tratterebbe, nella seconda parte della questione, di invitare ad esempio esperti in vari campi che tengano questi eventi, occupandoci dell'organizzazione.
    Quello che mi chiedo è:
    -la persona che ha già la partita iva potrebbe usarla per pagare queste persone? Che tassazione le verrebbe applicata? Al momento non ha grossi redditi derivanti dalla professione.
    -in caso non fosse possibile, io potrei aprire una partita iva per effettuare i pagamenti? Ho già un lavoro part time (reddito intorno ai 10mila €) e non vorrei dover pagare un sacco di tasse senza che mi rimanga nulla in tasca. Come faccio a calcolarle?

    In sostanza, il mio problema sta nel capire se sia conveniente accettare questa offerta o se la fatica non valga la pena. E vorrei capire quale dovrebbe essere il volume di affari che dovremmo generare per poter ottenere una integrazione del reddito decente considerate le tasse (che naturalmente vorrei pagare tutte, perchè ho intenzione di fare tutto nel massimo della regolarità!).

    Grazie a chiunque vorrà darmi una mano.

  2. #2
    bepizomon è offline Senior Member
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    le domande sono tante e ti servirebbe un appuntamento da un professionista.

    per la tua amica psicologa, dovrebbe prima verificare che non sia incompatibile con la sua professione, poi se possibile dovrebbe aprire un altro codice attività per la gestione di eventi e tenere contabilità separate.

    la convenienza per te sull'aprire p.iva è complessa, ti conviene confrontarti con un collega commercialista della tua zona e valutare tutti gli aspetti di convenienza economica e fiscale.

  3. #3
    shailendra è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da nuto Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti. Cercherò di essere breve ma allo stesso tempo comprensibile, e mi è difficile perchè non so praticamente nulla dell'argomento...

    Assieme ad un'altra persona (che ha partita iva come psicologa) mi è stato chiesto di gestire una pensione che ha anche uno spazio per realizzare eventi. Il nostro reddito deriverebbe da una quota sui pernottamenti e da quanto riusciremmo a ricavare dalla realizzazione di vari eventi, tra cui corsi, degustazioni, conferenze...
    Si tratterebbe, nella seconda parte della questione, di invitare ad esempio esperti in vari campi che tengano questi eventi, occupandoci dell'organizzazione.
    Quello che mi chiedo è:
    -la persona che ha già la partita iva potrebbe usarla per pagare queste persone? Che tassazione le verrebbe applicata? Al momento non ha grossi redditi derivanti dalla professione.
    -in caso non fosse possibile, io potrei aprire una partita iva per effettuare i pagamenti? Ho già un lavoro part time (reddito intorno ai 10mila €) e non vorrei dover pagare un sacco di tasse senza che mi rimanga nulla in tasca. Come faccio a calcolarle?

    In sostanza, il mio problema sta nel capire se sia conveniente accettare questa offerta o se la fatica non valga la pena. E vorrei capire quale dovrebbe essere il volume di affari che dovremmo generare per poter ottenere una integrazione del reddito decente considerate le tasse (che naturalmente vorrei pagare tutte, perchè ho intenzione di fare tutto nel massimo della regolarità!).

    Grazie a chiunque vorrà darmi una mano.
    Impossibile darti una mano nel contesto di un forum. Servono molte informazioni ed un'analisi contabile che non possiamo fare in questa situazione. Sicuramente la partita iva dello psicologo non serve a nulla per questa attività. Devi per forza rivolgerti ad un commercialista della tua zona
    "Come spieghereste a un bambino che cos'è la felicità?" "Non glielo spiegherei. Gli darei un pallone per farlo giocare" D. Solle

  4. #4
    nuto è offline Junior Member
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    Grazie in ogni caso per avermi letto. Nel frattempo mi sono documentato un po', sempre considerando i miei limiti di incompetenza, e ho scoperto che anche in caso di entrate nulle, e applicando il regime di vantaggio ( o dei superminimi, mi pare si chiami), dovrei comunque versare una cifra minima intorno ai 2000€ annui all'INPS. Forse questo taglia la testa al toro e non giustifica l'impegno...

  5. #5
    shailendra è offline Senior Member
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    No, la cifra è più alta, circa 3200 €uro all'anno. E' chiaro che dall'attività devi pensare di guadagnare un pò di soldi, altrimenti non ha alcun senso neanche provarci
    "Come spieghereste a un bambino che cos'è la felicità?" "Non glielo spiegherei. Gli darei un pallone per farlo giocare" D. Solle

  6. #6
    nuto è offline Junior Member
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    Hai perfettamente ragione, shailendra. Il punto, però, è che da qualsiasi ipotetico guadagno (che potrebbe non esserci) devi togliere questi 3200€, che risultano una bella tara per una persona che vuole iniziare a fare qualcosa. Insomma, non vieni certo invogliato a metterti in ballo... E infatti sarò costretto a ragionare altrimenti, sempre nella legalità. Resta il fatto che mi piacerebbe che lo Stato desse qualche opportunità in più a chi vuole provare a ballare e magari non ha reti di protezione pronte per resistere al primo inevitabile fallimento.

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