Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Associazione culturale per costruzione e riparazione di strumenti musicali?

  1. #1
    Emanuele.Faggion è offline Junior Member
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    Predefinito Associazione culturale per costruzione e riparazione di strumenti musicali?

    Buongiorno a tutti!
    Siamo due ragazzi di Vicenza, entrambi liutai, ovvero costruttori e riparatori di strumenti musicali a corda, per ora solo "per passione".

    Da un po' di tempo abbiamo maturato l'idea di aprire un'attività assieme, e stavamo valutando le varie possibilità.
    Tra queste, quella che sembra fare di più al caso nostro potrebbe essere l'associazione culturale. Avevamo in mente, infatti, di istituire anche dei corsi di riparazione e di costruzione di strumenti, oltre che ad altri corsi e rassegne per l'approccio alla musica, per aiutare e divulgare il più possibile la cultura musicale, che dalle nostre parti è assolutamente carente.

    Resta il fatto che però vorremmo tenere viva anche e soprattutto la parte liuteristica del tutto, ovvero la costruzione/riparazione degli strumenti, e vorremmo spingerla avanti il più possibile.
    Ci restano quindi svariati dubbi da sciogliere, che tuttora non hanno ancora ricevuto una risposta univoca. Li stillerò per punti:

    - A livello legale, una volta istituita l'associazione, sarà possibile vendere liberamente gli strumenti da noi costruiti, senza incappare in limitazioni o divieti? Si parla di oggetti che hanno un valore che varia dai 1300 ai 2000 € ...

    - Per quanto riguarda le prestazioni di servizi, ad esempio una riparazione su uno strumento di un associato, ci sono delle limitazioni particolari? Da quanto ho capito, se noi facessimo iscrivere all'associazione tutte le persone che ci portano strumenti da riparare o assettare, non ci dovrebbe essere alcun problema, giusto?

    - Assodato che un'associazione culturale è un'ente no profit, come facciamo noi a sopravvivere ? Possiamo auto-assegnarci dei compensi per i lavori svolti oppure ci sono delle limitazioni specifiche? Inoltre, essendo noi per forza di cose amministratori dell'associazione, abbiamo delle limitazioni per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori ed i relativi compensi?

    Per ora c'è già molta carne al fuoco, quindi mi fermo qui, intanto vi ringrazio già per aver letto fino a qui. Grazie mille, ciao!

  2. #2
    Girolamo70 è offline Junior Member
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    voi svolgete un'attivita' artigianale, di conseguenza iscrivibile alla cciaa, con p.iva iscriz. albo artigiani, inps gest. artigiana, inail. per l'attivita' musicale potete utilizzare l'associazione.

  3. #3
    Emanuele.Faggion è offline Junior Member
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    Girolamo, innanzitutto grazie mille per la risposta!

    Avevamo già preso in considerazione l'idea della società artigianale, ma abbiamo visto che i costi sono assolutamente esorbitanti ed insostenibili per noi, quindi stavamo valutando se ampliare il nostro sguardo verso soluzioni diverse.
    Sfortunatamente, ora come ora partire con un'azienda è alquanto difficile, soprattutto se non si ha una copertura economica abbastanza consistente, cosa che noi non abbiamo.
    Comunque sia, da come Tu dici sembrerebbe che le due cose non siano coniugabili all'interno di una unica associazione, giusto?
    Ti chiedo questo perchè tempo fa ho visto che esistono delle associazioni che racchiudono al proprio interno artigiani e costruttori di piccola oggettistica, per intenderci i classici venditori da mercatino, che permettono all'artigiano di vendere tranquillamente e legalmente i propri oggetti all'interno di fiere e manifestazioni organizzate da queste associazioni. Non so, magari questa cosa potrebbe essere d'aiuto, oppure semplicemente sono due cose diverse e non so di cosa sto parlando , purtroppo è qualche tempo che ci sbattiamo contro il muro della burocrazia e sembra impossibile arrivare ad una conclusione certa e sicura.
    Grazie ancora!

  4. #4
    shailendra è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Emanuele.Faggion Visualizza Messaggio
    Girolamo, innanzitutto grazie mille per la risposta!

    Avevamo già preso in considerazione l'idea della società artigianale, ma abbiamo visto che i costi sono assolutamente esorbitanti ed insostenibili per noi, quindi stavamo valutando se ampliare il nostro sguardo verso soluzioni diverse.
    Sfortunatamente, ora come ora partire con un'azienda è alquanto difficile, soprattutto se non si ha una copertura economica abbastanza consistente, cosa che noi non abbiamo.
    Comunque sia, da come Tu dici sembrerebbe che le due cose non siano coniugabili all'interno di una unica associazione, giusto?
    Ti chiedo questo perchè tempo fa ho visto che esistono delle associazioni che racchiudono al proprio interno artigiani e costruttori di piccola oggettistica, per intenderci i classici venditori da mercatino, che permettono all'artigiano di vendere tranquillamente e legalmente i propri oggetti all'interno di fiere e manifestazioni organizzate da queste associazioni. Non so, magari questa cosa potrebbe essere d'aiuto, oppure semplicemente sono due cose diverse e non so di cosa sto parlando , purtroppo è qualche tempo che ci sbattiamo contro il muro della burocrazia e sembra impossibile arrivare ad una conclusione certa e sicura.
    Grazie ancora!
    C'è gente che fa tutto e di più, questo non vuol dire che sia legale. Secondo me non potete proprio fare l'associazione, non c'entra niente con quello che fate. Siete artigiani, capisco il discorso delle spese, ma questa è la realtà. Io vi consiglio di aprire la partita iva a nome di uno dei due, magari con il regime dei minimi (se rispettare le condizioni per accedervi). Lìaltro per il momento potrebbe fare delle prestazioni occasionali, intanto che vedete se il lavoro prende quota o meno.
    "Come spieghereste a un bambino che cos'è la felicità?" "Non glielo spiegherei. Gli darei un pallone per farlo giocare" D. Solle

  5. #5
    Emanuele.Faggion è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da shailendra Visualizza Messaggio
    C'è gente che fa tutto e di più, questo non vuol dire che sia legale. Secondo me non potete proprio fare l'associazione, non c'entra niente con quello che fate. Siete artigiani, capisco il discorso delle spese, ma questa è la realtà. Io vi consiglio di aprire la partita iva a nome di uno dei due, magari con il regime dei minimi (se rispettare le condizioni per accedervi). Lìaltro per il momento potrebbe fare delle prestazioni occasionali, intanto che vedete se il lavoro prende quota o meno.
    Ciao e grazie anche a te!
    Capito, grazie per le delucidazioni.
    Prima di pensare all'associazione, avevamo esplorato tutte le varie possibilità, che fondamentalmente abbiamo ridotto a 2: una società oppure due partite IVA separate. Avevamo scartato la seconda opzione pensando che con la società si risparmiava sulle spese di gestione e di affitto. Abbiamo però visto che le tasse sono molto più alte rispetto che ad una ditta individuale (25% contro il 5% dei minimi, nel quale rientreremmo entrambi) . Quindi avevamo pensato di fare due partite IVA separate e lavorare all'interno dello stesso stabile, in modo da dividerci almeno il costo dell'affitto, però ci è stato detto che non è possibile farlo. E' vero anche questo?
    A quanto pare, in Italia la buona volontà e la voglia di lavorare in regola non servono a molto!

  6. #6
    shailendra è offline Senior Member
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    Ciao e grazie anche a te!
    Capito, grazie per le delucidazioni.
    Prima di pensare all'associazione, avevamo esplorato tutte le varie possibilità, che fondamentalmente abbiamo ridotto a 2: una società oppure due partite IVA separate. Avevamo scartato la seconda opzione pensando che con la società si risparmiava sulle spese di gestione e di affitto. Abbiamo però visto che le tasse sono molto più alte rispetto che ad una ditta individuale (25% contro il 5% dei minimi, nel quale rientreremmo entrambi) . Quindi avevamo pensato di fare due partite IVA separate e lavorare all'interno dello stesso stabile, in modo da dividerci almeno il costo dell'affitto, però ci è stato detto che non è possibile farlo. E' vero anche questo?
    A quanto pare, in Italia la buona volontà e la voglia di lavorare in regola non servono a molto!
    E perchè mai non dovrebbe essere possibile? E' una situazione molto comune, nulla osta in questo senso.
    "Come spieghereste a un bambino che cos'è la felicità?" "Non glielo spiegherei. Gli darei un pallone per farlo giocare" D. Solle

  7. #7
    Emanuele.Faggion è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da shailendra Visualizza Messaggio
    E perchè mai non dovrebbe essere possibile? E' una situazione molto comune, nulla osta in questo senso.
    Ah, beh, questo è quello che ci ha detto l'associazione artigiani però se si sono sbagliati loro, tanto meglio!
    E si devono adottare dei procedimenti particolari per lavorare in questo modo, oppure si può fare tutto in "condivisione" ? Mi spiego meglio: anche se con due partite iva separate, potremmo lavorare entrambi nello stesso laboratorio, senza barriere architettoniche, con le stesse macchine e lo stesso attacco enel?
    Grazie mille ancora.

  8. #8
    shailendra è offline Senior Member
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    Ah, beh, questo è quello che ci ha detto l'associazione artigiani però se si sono sbagliati loro, tanto meglio!
    E si devono adottare dei procedimenti particolari per lavorare in questo modo, oppure si può fare tutto in "condivisione" ? Mi spiego meglio: anche se con due partite iva separate, potremmo lavorare entrambi nello stesso laboratorio, senza barriere architettoniche, con le stesse macchine e lo stesso attacco enel?
    Grazie mille ancora.
    Beh, bisognerebbe attuare qualche piccola procedura. Ad esempio, per l'Enel e per l'affitto l'intestatario rifatturerà una parte del costo all'altra ditta. Per i macchinari si potrebbe fare un comodato d'uso, e via di seguito. Insomma, se si vuole le soluzioni si trovano...
    "Come spieghereste a un bambino che cos'è la felicità?" "Non glielo spiegherei. Gli darei un pallone per farlo giocare" D. Solle

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