Nel 2013 un mio cliente ha erroneamente ricevuto da parte dell'INPS una somma che non gli spetta (in relazione ad una mobilità ormai finita). Per evitare conseguenze fiscali (nel 2013, l'INPS emetterà un CUD con un importo errato che il contribuente dovrà dichiarare, con conseguenti maggiori imposte per il cumulo dei redditi in dichiarazione), abbiamo segnalato all'INPS l'accaduto (a più riprese...), ma ad oggi l'INPS tace. All'ufficio competente mi è stato detto che per restituire quanto indebitamente percepito, il contribuente deve aspettare comunicazione da parte dell'INPS, in quanto se procedesse a rimettere semplicemente gli accrediti ricevuti al mittente, l'INPS, comunque emetterebbe un CUD errato (quindi oltre il danno la beffa).

Ora, nell'inerzia dell'INPS che non si degna nemmeno di venirsi a riprendere i suoi soldi, come posso tutelare il mio cliente?
Se entro la fine del 2013 l'INPS non inoltrerà lettera di richiesta di restituzione, il mio cliente si troverà a dovere dichiarare un CUD errato (se non lo dichiarasse l'agenzia delle entrate gliene chiederebbe comunque conto), con maggiore aggravio di imposte non recuperabili.

Come posso fare?
A qualcuno è mai successa una cosa del genere? Qualche suggerimento?

Grazie mille!