Una società di capitali xxx svolge l’attività di broker (intermediazione di voli con jet executive) vendendo ore di volo di aeromobili privati a terzi fruitori.
Vorrebbe conoscere l’esatta disciplina tributaria, in particolare in merito agli obblighi di fatturazione e di assoggettamento o meno dei corrispettivi all’IVA

Esistono soggetti italiani e/o stranieri che possiedono dei velivoli (alcuni in proprietà altri in leasing) per effettuare voli privati e, come è facilmente immaginabile, non hanno la necessità di usufruirne tutto l’anno e quindi si affidano a soggetti come la società xxx perché
· venda sul mercato le “ore volo” non utilizzate;
· gestisca le ore di volo dell’aeromobile addebitandone al possessore l’utilizzo fatto
Esiste poi una terza figura che assume l’esercenza e la gestione tecnico operativa dell’aeromobile, detta società italiana o estera, ne cura la manutenzione e il rispetto di tutti gli standard internazionali di sicurezza.

La società xxx quindi in sostanza trova dei clienti, principalmente in Italia, a cui vende o il singolo programma di volo o dei pacchetti di ore (20, 50, 100) a prezzi più vantaggiosi, da usufruire in un determinato periodo.
Il programma di volo spesso comprende anche dei servizi aggiuntivi: auto che accompagna i viaggiatori dalla propria sede all’aeroporto prescelto, facilities all’arrivo ed alla partenza

Quindi la società xxx paga al possessore dell’aeromobile le ore utilizzate e fattura al cliente il carnet di ore o il viaggio singolo.

Ai fini IVA si prospettano diversi scenari (anche in base a quello che si fattura, carnet o viaggio):
1) considerare la società xxx un tour operator (è un broker) in quanto sceglie l’aereo più adatto alle esigenze del cliente (se la destinazione è Miami o Roma cambia il tipo di aeromobile) e integra il volo con altri servizi; ARTICOLO 74 ter con tutto ciò che ne consegue;
2) considerare l’attività come “noleggio” e quindi seguire ai fini IVA per stabilire la territorialità, i dettami dell’articolo 7 comma 4 lettera f) del DPR 633/72 (Ris Min 15-448 del 17/11/1994)
· volo interamente in Italia - Iva al 10%;
· volo parte in Italia parte nella Ue - Iva al 10%;
· volo nella Ue ma fuori dall’Italia - Iva al 10%;
· volo parte in Ita e parte fuori Ue - non imponibile art. 9 per parte in Italia, fuori campo Iva per il resto;
· volo interamente fuori dalla Ue, - tutto fuori campo Iva;
3) considerare l’attività come “trasporto” e quindi seguire ai fini IVA per stabilire la territorialità i dettami dell’articolo 7 comma 4 lettera c) del DPR 633/72, in quanto il cliente non ha la disponibilità giuridica dell’aeromobile (Ris. Min. 470035 del 18.4.1990 e Ris. Min. 107/E del 3.8.2004)
· volo interamente in Italia - Iva al 10%;
· volo parte in Italia parte nella Ue - non imponibile art. 9;
· volo nella Ue ma fuori dall’Italia - non imponibile art. 9;
· volo parte in Ita e parte fuori Ue - non imponibile art. 9 per parte in Italia, fuori campo Iva per il resto;
· volo interamente fuori dalla Ue - tutto fuori campo Iva;
4) Un’ultima ipotesi è quella di considerare quanto fatturato un servizio completo che sconta l’aliquota Iva ordinaria del 20% per i voli in Italia, mentre per i voli all’estero (anche nella Ue) sarebbe fuori campo Iva o soggetto ad Iva in caso di privati nella Ue

Qual è quello giusto? O ce ne sono altri?