Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Forfettario dal 2019 e correzione fattura elettronica

  1. #1
    onelucas è offline Junior Member
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    Predefinito Forfettario dal 2019 e correzione fattura elettronica

    Salve a tutti,
    Ho deciso di passare al Regime Forfettario dal 2019 per la mia attività marginale (iniziata nel 2012 per 5 anni regime dei minimi, poi regime semplificato 2017-2018), dopo essere venuto a conoscenza delle nuove disposizioni, che permettono ai lavoratori dipendenti di accedervi anche superando i 30.000 € lordi, purché “il lavoro con partita IVA, NON sia fatto prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro dipendente”.
    In effetti io supero i 30.000 lordi di lavoro dipendente, e il lavoro con partita IVA non ha nulla a che vedere con quello di lavoro dipendente (in altre parole nessuna prestazione e fattura la faccio al mio datore di lavoro).
    Premetto che ho inserito ancora a ottobre 2018 (non sapendo che avrei potuto optare per il Forfettario dal 2019) la mia PEC nel cassetto fiscale “Fatture e Corrispettivi” come codice destinatario per SDI, in previsione della fatturazione elettronica dal 2019.
    Erroneamente ho anche emesso una fattura elettronica (che fino ad ora e’ anche l’unica) ad un privato (senza P.I.) Codice destinatario “0000000”, agli inizi di gennaio 2019, inserendomi come regime ORDINARIO e applicando l’Iva 22% sulla fattura.
    Spero che il “COMPORTAMENTO CONCLUDENTE” di cui si parla sulle istruzioni, in merito al Regime Forfettario (che sarebbe quello di avere emesso una fattura elettronica con iva e indicato come regime “Ordinario”), non mi ostacoli nel procedere a cambiare regime fiscale da Semplificato a Forfettario dal 2019.
    Quale comportamento mi consigliate di seguire a questo punto.
    Secondo voi una Nota Credito a storno totale della fattura, e una riemissione della stessa fattura inserendola con il regime “Forfettario” e l’esenzione iva N2, potrebbe essere la soluzione giusta.
    Resto in attesa di Vs. opinioni.
    Luca
    Ultima modifica di onelucas; 11-02-19 alle 10:42 PM

  2. #2
    paolab è offline Senior Member
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    L'aver emesso una fattura elettronica non vieta di essere forfettario. "possono" non farla elettronica.

  3. #3
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da onelucas Visualizza Messaggio
    Salve a tutti,
    Ho deciso di passare al Regime Forfettario dal 2019 per la mia attività marginale (iniziata nel 2012 per 5 anni regime dei minimi, poi regime semplificato 2017-2018), dopo essere venuto a conoscenza delle nuove disposizioni, che permettono ai lavoratori dipendenti di accedervi anche superando i 30.000 € lordi, purché “il lavoro con partita IVA, NON sia fatto prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro dipendente”.
    In effetti io supero i 30.000 lordi di lavoro dipendente, e il lavoro con partita IVA non ha nulla a che vedere con quello di lavoro dipendente (in altre parole nessuna prestazione e fattura la faccio al mio datore di lavoro).
    Premetto che ho inserito ancora a ottobre 2018 (non sapendo che avrei potuto optare per il Forfettario dal 2019) la mia PEC nel cassetto fiscale “Fatture e Corrispettivi” come codice destinatario per SDI, in previsione della fatturazione elettronica dal 2019.
    Erroneamente ho anche emesso una fattura elettronica (che fino ad ora e’ anche l’unica) ad un privato (senza P.I.) Codice destinatario “0000000”, agli inizi di gennaio 2019, inserendomi come regime ORDINARIO e applicando l’Iva 22% sulla fattura.
    Spero che il “COMPORTAMENTO CONCLUDENTE” di cui si parla sulle istruzioni, in merito al Regime Forfettario (che sarebbe quello di avere emesso una fattura elettronica con iva e indicato come regime “Ordinario”), non mi ostacoli nel procedere a cambiare regime fiscale da Semplificato a Forfettario dal 2019.
    Quale comportamento mi consigliate di seguire a questo punto.
    Secondo voi una Nota Credito a storno totale della fattura, e una riemissione della stessa fattura inserendola con il regime “Forfettario” e l’esenzione iva N2, potrebbe essere la soluzione giusta.
    Resto in attesa di Vs. opinioni.
    Luca
    Difficile dare una risposta in casi del genere dove una scelta è stata fatta. Retrocedere dalla scelta fatta (questo è il comportamento concludente) stornando l’operazione con iva emettendo una nota di credito e riemettendo il documento senza IVA con le indicazioni del regime forfettario non appare risolutivo, almeno non lo è per l’Agenzia delle Entrate.
    Ammettere la revocabilità della scelta fatta emettendo un documento con IVA e stornandolo con nota di credito richiederebbe l’indicazione di una norma che disciplini il caso della revoca della scelta iniziale errata, ma a ben vedere questa norma non esiste.
    Anche la stampa specializzata si è occupata del caso arrivando alla stessa conclusione per cui, cautelativamente, eviterei comportamenti in tal senso. Quanto poi all’emissione del documento in forma elettronica piuttosto che cartacea per coloro che aderiscono al regime forfettario nulla vieta di adottare lo stesso comportamento già adottato in passato in presenza di obbligo di emissione della fattura verso la Pubblica Amministrazione vale a dire di tenere due distinte serie numeriche una per le fatture elettroniche ed una per le fatture cartacee perché i soggetti in regime forfettario non hanno l’obbligo della fattura elettronica ma se per motivi aziendali / normativi sono costretti ad emetterla in taluni casi, restano liberi di non emetterla in altri.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  4. #4
    onelucas è offline Junior Member
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    Grazie infinite..

    Il dubbio che avevo era proprio questo. e lei me lo ha chiarito benissimo.

    In altre parole devo continuare un'altro anno in regime semplificato (per aver erroneamente inviato una fattura elettronica di 25€ + iva su un fatturato di 5000€) , e da inizio 2020 deve essere preparato a non fare errori.

    Un saluto Luca..

  5. #5
    onelucas è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Difficile dare una risposta in casi del genere dove una scelta è stata fatta. Retrocedere dalla scelta fatta (questo è il comportamento concludente) stornando l’operazione con iva emettendo una nota di credito e riemettendo il documento senza IVA con le indicazioni del regime forfettario non appare risolutivo, almeno non lo è per l’Agenzia delle Entrate.
    Ammettere la revocabilità della scelta fatta emettendo un documento con IVA e stornandolo con nota di credito richiederebbe l’indicazione di una norma che disciplini il caso della revoca della scelta iniziale errata, ma a ben vedere questa norma non esiste.
    Anche la stampa specializzata si è occupata del caso arrivando alla stessa conclusione per cui, cautelativamente, eviterei comportamenti in tal senso.

    Salve Enrico

    Ho trovato qualcosa a riguardo dell'ingresso ai nuovi Regimi, questo in particolare riguardava il regime dei minimi 2012. Quello che a me più interessa è il fatto di come si è espressa l'Ade in merito al comportamento concludente del quale io avevo il dubbio.
    Una circolare Ade la 17/E del 30/05/2012 al punto 3.1.1., che espone quanto riporto:
    "....... Per le stesse ragioni deve ritenersi che l’emissione da parte del contribuente di fattura con addebito dell’imposta al cessionario o committente nelle more delle istruzioni fornite dall’ Amministrazione, possa non essere ritenuto comportamento concludente ai fini dell’opzione per il regime ordinario. Ne consegue che coloro che intendono applicare il nuovo regime, potranno effettuare, entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente documento di prassi o entro la prima liquidazione Iva successiva se la stessa scade dopo il predetto termine, le opportune rettifiche dei documenti emessi con addebito dell'imposta. In particolare, ai sensi del combinato disposto degli articoli 26, terzo e quarto comma, e 21, comma 4, del d.P.R. n. 633 del 1972, il cedente o prestatore puo' emettere nota di variazione (da conservare, ma senza obbligo di registrazione ai fini Iva) per correggere gli errori commessi con la fattura ed il cessionario o committente, che abbia registrato la fattura, e' tenuto a registrare la nota di variazione, salvo il suo diritto alla restituzione dell'importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa."

    Vorrei anche un suo giudizio..
    Un saluto Luca.

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