Salve,

un’associazione di promozione sociale (APS) vuole offrire ai suoi iscritti la possibilità di promuovere una causa collettiva, affidando l'incarico di difenderli a un avvocato.

In sostanza, gli aderenti versano una quota all’associazione (che rilascia una ricevuta) e l’associazione gira una parte della somma riscossa all'avvocato, trattenendo la differenza per i suoi scopi istituzionali. Quindi il rapporto professionale si instaura tra l'avvocato e i suoi assistiti, ma credo che fiscalmente il committente sia l'associazione.

Ho alcune domande in merito:

1) l'avvocato deve fatturare la somma ricevuta dall'associazione all'associazione (in questo caso nella fattura vanno indicati i nominativi degli assistiti?) oppure deve necessariamente fatturare ai singoli assistiti?

2) se l'avvocato fattura all'associazione, trattandosi di APS, la fattura è non soggetta a IVA? Se sì, qual è il riferimento normativo?

3) come si qualifica fiscalmente la quota che gli aderenti versano all'APS? Contributo liberale? Quota associativa? (in realtà con questa quota non si iscrivono all'associazione, ma aderiscono ad un'iniziativa da essa promossa, non so se questo cambi qualcosa)? Riferimenti normativi?

Grazie a chi mi saprà aiutare!