Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Per i consulenti del lavoro

  1. #1
    bovamarco Ŕ offline Junior Member
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    Predefinito Per i consulenti del lavoro

    salve a tutti
    Ŕ vero che chi Ŕ in possesso del diploma di consulente del lavoro ha solo tre anni di tempo per iscriversi all'albo e se non si iscrive in tale termine bisogna ripetere l'esame di abilitazione?

  2. #2
    nickcarter Ŕ offline Member
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    Ma non eri un commerciante grossista non alimentare?

    Ti rifai a questa nota per caso?

    Napoli lì 5/9/2007 Prot. N° 2018/16


    Al

    GRUPPO DI ABILITATI ED ABILITANDI

    DELLA PROVINCIA DI NAPOLI

    “napoli80@jumpy.it “


    E p.c. CONSULENTI DEL LAVORO DELLA

    PROVINCIA DI NAPOLI

    LL E.MAIL

    ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO

    CONSIGLIO NAZIONALE

    R O M A


    A.N.C.L.

    SEGRETERIA NAZIONALE

    R O M A


    Oggetto: Art. 5 ter lettera d) della legge 46/2007. Diritti acquisiti. Nota e - mail del 4/9/2007.


    Con nota, inviata il 4/9 u.s. dall’indirizzo e-mail napoli80@jumpy.it ad una pletora di soggetti istituzionali e non, un non meglio identificato “gruppo di abilitati ed abilitandi della Provincia di Napoli” evidenzia un particolare disagio e lamenta la discriminazione “nei confronti dei consulenti del lavoro abilitati (con il possesso del diploma di scuola media superiore di secondo grado) ma non iscritti e dei praticanti iscritti nel registro dei praticanti con il titolo di diploma di secondo grado”.

    Va detto, subito ed a scanso di equivoci terminologici, che lo status (rectius:il titolo) di consulente del lavoro si acquisisce solo con l’iscrizione all’Albo nel mentre, con il solo possesso del titolo abilitativo, non si è nessuno!

    Nondimeno va riferito che l’iscrizione all’Albo deve avvenire quale “condicio sine qua non” per l’esercizio della professione.

    La discriminazione lamentata dagli anonimi deriverebbe dall’attuazione dell’art. 5 ter lettera d) della legge 46/2007 che prescrive:

    1.

    l’obbligo di iscrizione all’Albo nei tre anni successivi l’entrata in vigore della legge medesima di quanti abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente del lavoro con il diploma di scuola secondaria superiore;
    2.

    la possibilità per i soggetti non in possesso dei titoli di laurea, che alla data di entrata in vigore della legge medesima abbiano ottenuto il certificato di compiuta pratica o siano iscritti al registro dei praticanti o abbiano presentato domanda di iscrizione al predetto registro, di sostenere l’esame di abilitazione entro e non oltre il 31/12/2013.


    Il disagio, sempre per gli anonimi interlocutori, sarebbe rappresentato dall’obbligatorietà di iscrizione all’albo nel triennio successivo dei soggetti già abilitati in carenza di titolo di studio pur in assenza di effettivo svolgimento della professione con conseguenziale ed onerosa iscrizione all’Ente di Previdenza e, per gli abilitandi, della possibilità di sostenere gli esami solo fino al 2013 laddove, sempre a loro giudizio il Regolamento del Praticantato, emanato dal CPO di Napoli, attribuirebbe al certificato di compiuta pratica, quale dichiarazione di scienza, una validità indefinita potendo essere utilizzato per ogni sessione di esame successiva al rilascio.

    La nota in riscontro viene conclusa con una richiesta di interessamento “per una risoluzione alla problematica oggetto della presente nota, in modo da rispettare a far mantenere i diritti acquisiti sia da parte degli abilitati (diplomati) sia dei praticanti abilitandi abrogando l’art. 5 ter lettera d) della legge 46/2007 pubblicata in G.U. n. 84 dell’11/4/2007”.

    La nota, sul piano del diritto e della sua interpretazione, si commenta da sola e non meriterebbe, invero, alcun riscontro non fosse altro che per l’anonimato che non si addice a persone che, sia pure in buona fede, pongono un quesito di diritto sul contenuto di una norma di legge e che, in futuro, entreranno a far parte della nostra Categoria.

    Tuttavia, atteso il nostro ruolo istituzionale, abbiamo l’obbligo di una risposta ancorchè sintetica.

    In primis, sono anni che ci battiamo istituzionalmente per l’elevazione del titolo di studio per l’accesso alla nostra professione in sintonia con le previsioni dell’U.E. e per entrare a far parte di un’unica professione economico- contabile insieme a Ragionieri e Commercialisti com’è nelle previsioni del DDL Mastella in tema di “accorpamento di professioni”.

    Abbiamo, perciò, collaborato negli anni, grazie alla Commissione Rapporti Politici del nostro Consiglio, con il Consiglio Nazionale dell’Ordine per ottenere l’agognato risultato dell’elevazione del titolo di studio contenuto nella legge 6/4/2007 n. 46 di conversione del Decreto Legge 15/2/2007 n. 10.

    Dunque, a decorrere dal 12/4/2007 (giorno successivo a quello di pubblicazione della legge in G.U.), per l’iscrizione nel Registro dei Praticanti occorre il possesso della laurea triennale o magistrale. Da allora vi sono state non più di 10 iscrizioni!

    Essendo cambiato il titolo di studio occorreva, parimenti, disciplinare i diritti acquisiti da chi aveva conseguito l’abilitazione, ottenuto l’iscrizione nel registro praticanti ovvero completato il biennio di praticantato alla data di entrata in vigore della norma.

    Né più, né meno che la situazione in cui si sono trovati, in occasione dell’entrata in vigore della legge 12/79, i consulenti del lavoro in possesso dell’autorizzazione (sostituita dalla medesima legge 12/79 dall’abilitazione previo superamento di un esame di stato e di un biennio di praticantato) ma non iscritti ancora all’Albo.

    L’art. 40 della legge 12/79 (norma transitoria per la disciplina dei diritti acquisiti) ha così disciplinato le variazioni dei requisiti:

    “I consulenti del lavoro già iscritti nell'albo al momento dell'entrata in vigore della presente legge acquisiscono il diritto di permanervi o reiscriversi in deroga al requisito del titolo di studio e del certificato di abilitazione all'esercizio della professione”

    Questo ha significato, per coloro che in possesso dell’autorizzazione (a prescindere dal titolo di studio) non si sono iscritti entro il 4/2/1979 (data di entrata in vigore della legge 12/79), l’impossibilità di una successiva iscrizione all’Albo: il tutto confermato, sul piano della legittimità, dalla Suprema Corte di Cassazione.

    Il legislatore del 2007 è stato, invece, fin troppo magnanimo concedendo ben tre anni dal 12/4/2007, laddove il nostro Consiglio Nazionale, in precedenti proposte legislative, aveva circoscritto il termine per l’iscrizione ai sei mesi successivi all’entrata in vigore della legge.

    In ogni caso, sono, pur sempre salvaguardati i diritti acquisiti ma non all’infinito bensì per un ragionevole lasso di tempo essendo la Categoria, per previsione legislativa e per decisione del nostro Consiglio Nazionale, proiettata verso un Albo che vede la presenza, in futuro, di consulenti del lavoro muniti esclusivamente di laurea: quindi, singoli interessi vengono sacrificati a beneficio di quelli collettivi!

    Identica è la “ratio” che sottende la disposizione transitoria relativa agli abilitandi (quelli cioè già iscritti con titolo di scuola media superiore o che, con gli stessi requisiti, hanno completato il biennio di praticantato alla data del 11/4/2007). Alla luce del principio del “tempus regit actum” (id: validità della norma del tempo), sono ampiamente salvaguardati: si prevede la possibilità di sostenere gli esami fino al 31/12/2013.

    Facciamo un esempio concreto. Gli ultimi iscritti alla data del 11/4/2007 con titolo di studio diverso dalla laurea completeranno il biennio ad Aprile 2009 e sosterranno l’esame scritto a Novembre 2009. Male che vada lo potranno ripetere fino a Novembre 2013 (per complessive ben 5 sessioni) ma non all’infinito. Quelli, invece, iscritti in precedenza, fruiranno di qualche sessione di esame in più. Chiaramente, dal momento del superamento dell’esame, avranno pur sempre i famosi 3 anni per l’iscrizione all’Albo.

    Non c’è, dunque, nulla di discriminatorio…..anzi bisogna, sempre, ringraziare il legislatore per aver accolto le istanze della Categoria tese all’elevazione del titolo di studio e disciplinato, cum grano salis, il periodo transitorio relativamente al suddetto titolo.

    Per quanto attiene, infine, al Regolamento del Consiglio Provinciale di Napoli, in relazione al certificato di compiuta pratica, esso non è che un atto amministrativo di attuazione di una legge (la n° 12 del 1979) che però è stata emendata, nella parte riguardante il titolo di studio, dalla legge 46/2007. E’, pur sempre una dichiarazione di scienza per cui la sua validità non deve essere ripetuta nel tempo essendo subordinata esclusivamente ad una norma di rango superiore: la legge 46/2007 appunto!

    Distinti saluti.


    Il PRESIDENTE U.P. ANCL DI NAPOLI IL PRESIDENTE DEL CPO DI NAPOLI

    (F.to Rag. Gennaro RAGOSTA) (F.to Dott. Edmondo Duraccio)

  3. #3
    bovamarco Ŕ offline Junior Member
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    sono anche un consulente del lavoro solo che non ho avuto la fortuna di lavorare spesso in uno studio e che mi sono accupato solo di fiscale visto che da me ti sfruttano solo.
    ho cercati di imparare ma mi Ŕ stato negato e d'altronte non sono neanche stato pagato per tutto questo tempo.
    ho aperto questa ditta per riuscire a guadagnare qualcosa
    e siccome sto senza lavoro sto cercando di non perdere tempo.

  4. #4
    bovamarco Ŕ offline Junior Member
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    quindi con questo documento dobbiamo anche ringraziare il legislatore.
    cmq passano i tre anni io non ho clienti ad esempio, e sono abbligato a discrivermi.
    poi obbligatoriamente essendo iscritto, devo pagare i contributi pari a 2580 euri.

    GRAZIE LEGISLATORE
    SEI DAVVERO GRANDE

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